Colore e integrazione alla Camera: ecco Touadì, con Di Pietro in Parlamento

Gente che va, gente che viene. “Vecchi” onorevoli pensionati, nuovi onorevoli al debutto. Ogni legislatura ne ha, non fa difetto la XVI, che comincerà il 29 aprile. A lasciare, tra gli altri, dopo 45 anni in Transatlantico, il politico di Nusco: Ciriaco De Mita. A entrare, per la prima volta nella storia italiana un deputato di colore: Jean Leonard Touadì, eletto alla Camera nel collegio Lazio 1 con l’Idv
Quarantanovenne, nato a Brazzaville in Congo, Touadi è dal 1978 in Italia, dove è docente universitario e autore Rai. L’Italia dei Valori lo ha candidato al secondo posto della circoscrizione Lazio 1, proprio dopo il leader Antonio Di Pietro. Touadì è anche giornalista e docente universitario, conosce (e parla correttamente) diverse lingue, tra cui il croato. Ora, esulta per l’elezione ottenuta e promette: “vado a legiferare sui temi della legalità e della sicurezza avendo in mente un territorio come Roma, che per me è ha rappresentato una grande palestra operativa e mi è stata utile a conoscere norme e leggi”. Touadi fa parte del manipolo di ex amministratori e assessori capitolini che il leader del Pd Walter Veltroni porta con sè in Parlamento. Oltre a lui gli ex assessori comunali Roberto Morassut, Maria Coscia, l’ex vicesindaco Maria Pia Garavaglia e l’ex delegata ai problemi dell’handicap Ileana Agentin.
Roma è stata la sua palestra amministrativa: insieme a Veltroni ha trascorso due anni, alla fine dei quali, dice, il consenso ottenuto “ha dimostrato che abbiamo governato bene”.
Della capitale, Jean Leonard è stato assessore alla sicurezza. Ruolo che non gli ha impedito di mettersi contro Cristopher, suo nipote: occupante 18enne doppiamente nero (per colore della pelle e fede politica). Cosa unisce l’ex assessore veltroniano e il giovane militante fascista, lo spiega a Panorama.it lo stesso Touadi: “È mio nipote all’africana”. Ovvero è figlio del “fratello” con cui Toaudi arrivò in Italia dal Congo tanti anni fa. Il padre di Cristopher poi dovette tornare in Africa e il ragazzo è stato praticamente cresciuto da Touadi. Eppure, nonostante l’educazione del “quasi padre”, le idee tra i due sono molto diverse. Il giovane, forse anche a causa di qualche frequentazione con gli ultrà di destra, è diventato fascista. Mentre il più maturo Touadì si è avvicinato al centrosinistra, fino ad entrare nella giunta comunale di Veltroni in Campidoglio.
E proprio negli ultimi anni le loro strade si sono divise: uno occupava da destra la Casa Pound, l’altro era l’assessore che avrebbe dovuto impedire le occupazioni. E ora sarà deputato del legalitario Di Pietro.

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