Un nuovo Parlamento solo per grandi. E l’Italia si sveglia bipolare

I banchi dell'Aula della Camera

Un Parlamento più che dimezzato nel numero dei gruppi: da 26 a 6. Ecco qual è il primo lampante dato che emerge dalle urne del 13 e 14 aprile. Alla Camera e al Senato, stando alle ultime proiezioni, i partiti saranno solo una mezza dozzina, dei quali quello più a sinistra è il Partito Democratico. Il voto, in effetti, cancella i socialisti, ma anche la Sinistra Arcobaleno, che, a una manciata di seggi da scrutinare, non supera lo sbarramento nazionale per la Camera del 4% e in nessuna parte d’Italia quello regionale dell’8% per entrare a Palazzo Madama. E il Paese, dopo la scelta di Veltroni di correre da solo, seguita da quella di Berlusconi, con la nascita del Pdl, si sveglia bipolare, con oltre l’80% degli elettori che hanno votato per uno dei due partiti maggiori.
Si “salvano” i centristi dell’Udc e ottengono un buon risultato i partiti in corsa appaiati ai due maggiori partiti: Lega ed Mpa e Idv. Infine i radicali, inseriti nelle liste dei democratici dovrebbero riuscire a eleggere una pattuglia di 7 parlamentari.

Al netto degli eletti all’estero, la coalizione guidata da Silvio Berlusconi, dati alla mano, ottiene una consistente maggioranza con 340 seggi (il 55% del totale ai quali dà diritto il premio di maggioranza come da legge elettorale): 284 deputati andrebbero al Pdl; 47 alla Lega Nord e 9 al Movimento per l’Autonomia di Lombardo. Il Pd e l’Italia dei Valori guadagnerebbero in totale 241 seggi dei quali 210 ai democratici e 31 al partito di Di Pietro. L’unica altra forza di ‘opposizione’ sarebbero i centristi di Casini che eleggerebbero 34 deputati. Fuori da Montecitorio, secondo questi dati, sarebbero la Sinistra Arcobaleno, la Destra e i Socialisti.

Smentita la “vulgata” che dava Palazzo Madama come Camera in bilico. La coalizione Pdl-Lega-Mpa, e nonostante il complicato sistema delle soglie di sbarramento regionali, dovrebbe poter contare su almeno 30 senatori di vantaggio. Al centrodestra vanno, infatti, intorno ai 167 seggi (la maggioranza assoluta del Senato è di 158 voti, 161 se si considera il plenum dell’assemblea con i 7 senatori a vita): 141 al Popolo della Libertà; 23 alla Lega Nord; 3 al Movimento per l’Autonomia. Per quanto riguarda l’opposizione Pd e Italia dei Valori dovrebbero eleggere 137 senatori: 122 dei democratici e 15 dell’Idv. L’Unione di Centro dovrebbe riuscire a eleggere 2 rappresentanti a Palazzo Madama. Anche qui restano fuori Sinistra Arcobaleno, la Destra e i Socialisti.

Addio dunque alle affollate conferenze dei capigruppo, agli scontri e alle liti frazionate sui lavori parlamentari. Nel Parlamento della XVI legislatura che si aprirà il 29 aprile, i presidenti delle Camere si troveranno a discutere con 5-6 capigruppo che non rappresenteranno tutte le anime della politica italiana. Ecco uno degli effetti del forte bipolarismo di fatto introdotto dalle liste “larghe” di Berlusconi e Veltroni.
L’altro effetto, più clamoroso, che già fa discutere, è che per la prima volta dalla nascita della Repubblica nel Parlamento italiano non siederà neppure un parlamentare di dichiarata fede comunista, né di una lista socialista collegata espressamente al Partito socialista europeo; né ci saranno esponenti della sinistra cosiddetta radicale.
Effetti combinati del bipolarismo forte e delle soglie di sbarramento previste dalla legge elettorale per le liste non coalizzate.

Commenti

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Il 15 Aprile 2008 alle 9:42 dido1 ha scritto:

Questa vittoria è anche uno smacco ai politologi della perfida Albione dove, sul Times, Financial Times, Economist, i vari pseudo-self-control giornalisti trattavano gli italiani come degli elettori abulici, quelli che per dovere di partito andavano a votare, i soliti cacciaroni e mangia spaghetti.
Abbiamo segnato una svolta politica apocale, che i paesi europei ci invidieranno e cercheranno di copiare.
Prodi e la mefistofelica ombra del WW Touran hanno distrutto l’Italia, mentre Veltroni ha rovinosamente perso le elezioni.

Il 15 Aprile 2008 alle 11:06 cini ha scritto:

A seguito delle ultime elezioni,la netta travolgente vittoria del PDL e quella,seppure piú limitata del PD, segnano un evento storico non solo per l´Italia ma per tutta l´Europa avendo finalmente messo “fine”,una volta per tutte all´ultima roccaforte del comunismo e marxismo ancora presente in Europa. Purtroppo come prevedibile la caduta definitiva del comunismo é accaduto soltanto dopo aver marcato un brutto spiacevole solco nel Paese e nella vita di tutti gli italiani,pertanto ci vorrá un periodo di ricostruzione civica,fisica e mentale,prima che si possa tornare alla piena normalitá. Mi auguro che Veltroni partecipi attivamente e positivamente come promesso al difficile lavoro delle riforme che il Paese ne ha assolutamente grande urgente necessitá. Mi auguro anche che tutti i partitini parassitari scompaiano e che i rispettivi leader vadano a svolgere per la prima volta nella loro vita un lavoro onesto e produttivo che giovi loro ma che sopratutto sia utile per il nostro Paese.

Il 15 Aprile 2008 alle 22:20 eduard ha scritto:

bla bla bla… l’è dimo zarere… no se boni de far auter…

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