
Nessuna anticipazione sui nomi dei ministri. Ma una cosa è fuori di dubbio. Nell’esperienza di governo che attende la coalizione di centrodestra “Ci saranno momenti difficili, servirà un forte rinnovamento per fare le riforme necessarie che avranno anche contenuti di impopolarità”.
L’avvertimento arriva dal presidente del Consiglio in pectore Silvio Berlusconi, al termine del vertice di Palazzo Grazioli con gli alleati Umberto Bossi, Gianfranco Fini e Raffaele Lombardo. Cauto il Cavaliere anche sui nomi dei futuri ministri. In tal senso “credo di essermi già spinto troppo avanti” ammette il leder del Pdl, dicendo che saranno in tutto 60 - tra ministri, viceministri e sottosegretari - i componenti della squadra di governo (con quattro donne). E poi aggiunge: “Ricordo a tutti che è il capo dello Stato a nominarli su proposta del presidente del Consiglio e io non sono ancora presidente del Consiglio, quindi vi prego di astenervi dall’ insistere nel chiedermi i nomi di futuri ministri”.
Nel suo discorso al termine dell’incontro, Berlusconi torna poi in qualche modo ad aprire allo schieramento opposto. “Per il bene del Paese” il Cavaliere potrebbe anche “pescare” nello schieramento avverso personalità per costituire il futuro esecutivo. È quanto spiega parlando del “modello Sarkozy”. “Lo abbiamo inaugurato noi”, spiega il numero uno del Pdl, ricordando come la nomina di Amato alla Convenzione europea fu confermata dal suo governo. Berlusconi parla di particolari “competenze tecniche” di personalità del centrosinistra di cui potrebbe usufruire il prossimo esecutivo.
Berlusconi parlando del programma del prossimo esecutivo smorza sul nascere anche le polemiche su una possibile diversità di posizioni con Umberto Bossi: “Con la Lega ci sarà identità di vedute su tutti i provvedimenti governativi. Non ci sarà nessuna regione ad essere penalizzata, ci sarà un federalismo solidale”. E giusto per fare un esempio afferma: “Il cantiere per lo stretto del Ponte di Messina può riaprire in fretta. Ho cominciato a interessarmi al dossier - rivela Berlusconi - già da stanotte e non lo avevo fatto prima solo per questioni scaramantiche”.
A chi gli chiede se siano vere le voci che parlano di un suo interim per i primi mesi di governo alla Farnesina, Berlusconi si limita a rispondere che “il presidente del Consiglio è un protagonista della politica estera. Ci siamo trovati benissimo io e Gianfranco Fini - ricorda - e lavorando insieme abbiamo aumentato la credibilità e il rispetto per il nostro Paese. Già in questi giorni i colleghi hanno assistito alle numerose telefonate che mi sono state rivolte da capi di stato e premier internazionali. Credo di aver fissato già un ventina di incontri”.
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- Mercoledì 16 Aprile 2008
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Commenti
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Il 17 Aprile 2008 alle 8:28 ppx ha scritto:
Qualche decisione per azioni poco popolari saranno necessarie l’importante sarà far ripartire l’Italia.
Il 17 Aprile 2008 alle 12:05 Dialogo Pd-Pdl. Al loft in tanti ora studiano diplomazia » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] E ora si scoprono le carte. Se ci limitassimo alle dichiarazioni del prima e del dopo voto, sarebbe legittimo un minimo di ottimismo sulla possibilità che si arrivi presto alle riforme istituzionali. La larga vittoria del Pdl e gli impegni confermati da Silvio Berlusconi a favore di un dialogo con il Pd costringono il partito di Walter Veltroni ad assumersi una responsabilità più difficile del previsto, perché la sconfitta è stata più netta di quanto si pensasse. Sconfitta che ha fatto riemergere le diverse anime del Partito democratico, interne agli ex Ds e alla cattolica Margherita. Può apparire strano, ma la maggiore disponibilità al dialogo potrebbe arrivare dagli ex diessini. Conosciuto ormai anche dal grande pubblico, Goffredo Bettini, coordinatore del Pd e braccio destro di Veltroni, sembra destinato a rivestire ufficialmente i panni dell’alter ego (a sinistra) di Gianni Letta. [...]
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