Operazione “No stop”: a Catania, in manette tredici ultrà

Scontro tra tifosi del Catania e poliziotti
“Noi allo stadio vinciamo sempre perché ci andiamo non vedere la partita ma per aggredire i poliziotti”. Ecco il “motto” dell’attività del gruppo ultrà Anr (Associazione non riconosciuta) secondo quanto emerge dalla indagini della Digos della Questura di Catania che hanno portato all’emissione - secondo quanto riportato dall’Ansa - di un ordine di custodia cautelare nei confronti di 13 di loro.
Il provvedimento è stato notificato in carcere a due di loro che erano già detenuti per altri reati, mentre 10 sono stati arrestati a Catania e uno a Roma. Quest’ultimo, pur residente nella Capitale, farebbe parte attiva dell’Anr spostandosi per le partite del Catania e, secondo l’accusa, prendere parte agli scontri con le forze dell’ordine.
Dalle intercettazioni gli investigatori della Digos hanno raccolto anche frasi che contengono risultati come, per esempio, “2-0″, ma che non si riferivano alla partita di calcio ma al numero di poliziotti feriti. Così, secondo l’accusa, per loro gli scontri con la morte di Raciti, alla quale gli indagati sono estranei, finì 1-0. Tra gli arrestati c’è anche il capo del gruppo Giovanni Galvagna, di 28 anni, detto “Koala”, già indagato per gli scontri del 2 febbraio 2007 durante il derby Catania-Palermo, in cui rimase ferito mortalmente l’ispettore di polizia Filippo Raciti. Gli indagati sono tutti estranei al delitto e l’inchiesta si occupa di altri episodi di aggressione di ultrà e forze dell’ordine.
L’operazione è stata denominata “No stop” perché partita dopo i tragici fatti davanti allo stadio Massimino. Gli investigatori della Digos hanno messo sotto controllo le tifoserie più “agitate” del Catania con intercettazioni ambientali e pedinamenti. Sarebbe emerso, secondo la tesi della Procura della Repubblica, che il gruppo Anr agiva “per turbare l’ordine pubblico” e aveva come obiettivo di “compiere atti di violenza contro le forze dell’ordine”, il vero nemico degli utrà che frequentano le curve degli stadi.
Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal Gip Antonino Fallone, su richiesta del procuratore aggiunto Renato Papa e dei sostituti Bonomo, De Simone e Sorrentino. I reati contestati sono resistenza aggravata e danneggiamento aggravato. Il processo comincerà la prossima settimana, davanti la terza sezione penale del Tribunale di Catania.

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