
Nuovo colpo di scena nel caso Contrada. Il legale dell’ex 007, Giuseppe Lipera, su mandato della sorella Anna, ha presentato un’istanza formale di eutanasia.
Nella richiesta, presentata al giudice tutelare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ma anche agli ex Presidenti della Repubblica, Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi, si legge che la decisione è stata presa “con immenso dolore”. Contrada vuole morire perché “questa sembra l’unica strada percorribile per mettere fine alle sue infinite pene, chiudendo con coraggio e con forza d’animo una intera vita vissuta all’insegna della intransigente onestà, della correttezza ed anche di quella Giustizia che oggi gli viene costantemente negata”.
Il riferimento è a quanto stabilito dal Tribunale di Sorveglianza di Napoli, che con l’ordinanza del 15 aprile 2008, ha rigettato un’altra volta la richiesta di differimento della pena o di detenzione domiciliare, “ritenendo, contrariamente a quanto sostenuto negli innumerevoli ed autorevoli pareri, lo stato di salute del Contrada compatibile” con il regime carcerario.
L’avvocato Giuseppe Lipera, che ha presentato l’atto, sottolinea come il suo assistito, sia stato condannato alla pena di anni 10 di reclusione perché ritenuto colpevole di un reato, non previsto dal codice penale, di concorso esterno in associazione mafiosa.
“Bruno Contrada è oramai divenuto tragicamente un vero e proprio doloroso e disperato caso umano: la sua triste vicenda dimostra come la Giustizia in Italia, in certi casi, possa diventare totalmente cieca, accanendosi su uno stanco e vecchio uomo, gravemente sofferente per l’età e per una serie innumerevole di malattie indiscutibilmente acclarate”.
La difesa ha presentato piu’ volte richieste di differimento della pena motivandola con gravissimi motivi di salute, ma sono state tutte respinte perché la condizioni dell’ex funzionario del Sisde, per i giudici, sono compatibili con la detenzione.
- Giovedì 17 Aprile 2008
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Commenti
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Il 17 Aprile 2008 alle 14:49 fercas ha scritto:
Qui siamo alla farsa! Contrada, come la Franzoni rifiuta aprioristicamente il carcere cioè, al di sopra ed al di la di ogni sentenza in galera non ci vuole stare come, quella, non ci vuole andare. Ora, non conoscendo la vicenda se non per averla letta sui giornali, dico che se una sentenza definitiva di condanna c’è stata, vuol dire che c’è stato pure il colpevole! Ora può essere che, supponendo un clamoroso errore nei vari gradi di giudizio, il Contrada sia innocente ma ciò non giustifica minimamente il suo atteggiamento vittimistico; qualcuno c’è stato in galera da innocente ma non mi pare che ci siano state scene alla “contrada” quali l’incompatibilità al regime carcerario ed ora l’invocazione all’eutonasia. Personalmente non avrei nulla da obiettare se lo accontentassere, se è veramente quello che vuole, ma ho l’impressione che ciò che desidera Contrada è uscire dal carcere e tornare a casa. Questo è ciò che penso. Cordialità.
Il 17 Aprile 2008 alle 17:33 Kataweb.it - Blog - latavolarotonda » Blog Archive » Liberate Bruno Contrada ha scritto:
[...] A dicembre 2007, il difensore ha chiesto a Napolitano con una “accorata supplica” di concedere la grazia a Bruno Contrada, che però non l’ha mai voluta: lui si proclama innocente e la grazia viene concessa a chi è colpevole di un reato. Molte le polemiche che seguirono a questa richiesta: Antonio Di Pietro ha definito la domanda di grazia “una scorciatoia per sfuggire a una condanna per associazione mafiosa“. Clemente Mastella, invece, ha voluto ricordare che “la decisione circa l’istanza di differimento della pena per ragioni di salute è di esclusiva competenza della magistratura di sorveglianza“. Bruno Contrada in seguito a queste polemiche, ha voluto rilasciare un messaggio: “Non ho mai chiesto, né chiedo, né chiederò mai la grazia a quello Stato da cui mi sarei aspettato un grazie e non una grazia“. Ma la storia di Bruno Contrada non finisce qui. Lo scorso 28 dicembre il magistrato di sorveglianza ha concesso il ricovero di Bruno Contrada nel reparto detenuti dell’Ospedale Cardarelli di Napoli. Il giorno dopo lo stesso Contrada ha firmato le dimissioni volontarie per le “condizioni inaccettabili del reparto“. Il 2 gennaio del 2008 Bruno Contrada ritorna in carcere, ma prima chiede al suo avvocato di presentare per lui l’istanza di revisione del processo. L’8 gennaio il Tribunale di Napoli ha respinto l’istanza e anche la richiesta degli arresti domiciliari. Ed è notizia di oggi che Giuseppe Lipera, avvocato di Contrada, su richiesta della sorella Anna, ha chiesto formalmente l’eutanasia per l’ex agente del Sisde. La domanda è stata presentata al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e agli ex Presidenti della Repubblica, Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi. Nella lettera si parla di una decisione presa “con immenso dolore”: “Questa difesa su espresso mandato del suo prossimo congiunto, la sorella Anna Contrada, con immenso e profondo dolore, presenta un’istanza formale di eutanasia“. Bruno Contrada vuole lasciare questo mondo perché “questa sembra l’unica strada percorribile per mettere fine alle sue infinite pene, chiudendo con coraggio e con forza d’animo una intera vita vissuta all’insegna della intransigente onestà, della correttezza ed anche di quella Giustizia che oggi gli viene costantemente negata”. L’avvocato ricorda che “lo stato di salute del Contrada” non è compatibile con il carcere. “Bruno Contrada è oramai divenuto tragicamente un vero e proprio doloroso e disperato caso umano: la sua triste vicenda dimostra come la Giustizia in Italia, in certi casi, possa diventare totalmente cieca, accanendosi su uno stanco e vecchio uomo, gravemente sofferente per l’età e per una serie innumerevole di malattie indiscutibilmente acclarate”. Molti credono alla sua innocenza. Come il sito http://www.brunocontrada.info, che propone molte teorie in difesa dell’ex agente del Sisde: sul sito potrete leggere tutta la sua storia e anche gli atti procedurali e le sentenze. [...]
Il 17 Aprile 2008 alle 17:44 edoardo.argentino ha scritto:
Padova 16/bis 008
No, no, no, Signor Contrada !
Aspetti prima di commettere un atto così osceno chiedendo l’eutanasia.
La sua vita è Sacra. Gliel’ha donata il Grande ed Eterno Iddio. Nessuno se la è inventata.
Questa è l’ora della verità per l’Italia e la Libertà del Suo Popolo.
Visto cosa è successo alle Elezioni ? Ha vinto proprio la Libertà, contro il Potere Occulto Rosso.
Il Mondo Comunista è stato sconfitto, cacciato via dalla società Civile dell’Amore, della Ragione, del Bene sul Male.
Ho sempre creduto nella Sua Innocenza, anche se non ho conosciuto a fondo tutti gli atti del processo. Sono anch’io figlio orgoglioso di una Capitano di Corvetta di Marina, morto per la Patria a 33 anni, nella Seconda Guerra Mondiale, lasciando una moglie e tre figli piccoli dei quali uno è chi Le scrive.
Pensi che ci sono altri casi come il Suo, alla Sofri, per non fare nomi, che sebbene processati e riconosciuti colpevoli, per la loro APPARTENENZA PARTITICA PROVENIENTE DALL’EST Estremo, sono lodati e venerati da gente, come fossero degli “Heroes” che non devono, non possono essere nomati “umani”. E vivono nella bambagia e nel “rispetto” (!), sebbene delinquenti riconosciuti, al di fuori delle Patrie Galere, pur avendo da scontare ANNI per i reati da loro commissionati o commessi (che poi sono la stessa cosa, anzi peggiori se ne sono i mandanti).
Non la dia vinta agli ipocriti, blasfemi, siano essi Giudici, o persone altre del Potere Occulto.
Se si uccide con l’eutanasia, è come confessare un delitto mai ommessso e dar ragione a coloro che l’han ridotto così.
Ha avuto una Fede ed una forza inaudita fino ad ora, che nessun altro dell’umana specie avrebbe avuto in questi anni, contro una società ingiusta e barbara. Non si fidi di alcun parere che non verrà mai da chi manca di cuore, di bontà, di altruismo, dai quaquaraquà di cui l’Italia è piena. O di ex presidenti che vegetano e commentano solo su fatti e situazioni a loro favorevoli. Perchè hanno la lingua in bocca e vivono solo di rendita, per raggiunta vetustà.
Si appelli al prossimo Primo Ministro del Partito Pdl, Silvio Berlusconi, Uomo, Condottiero, Statista di Alto Rango, che a breve sarà a Napoli. Attenda Lui, non demorda ora che la Speranza di una Sua assoluzione si profila così vicina. Creda, creda fermamente, indissolubilmente in Dio, Contrada. Creda e si convinca che esistono Uomini migliori. Nel mio piccolo, e per quanto potrà contare, pregherò per Lei, perchè Lei VIVA ancora la Sua VITA, fino al giorno che verrà, della Sua resurrezione agli occhi del mondo intero, contro coloro che l’hanno ridotta in questo stato prono e pietoso, dopo aver adempiuto in tutto, al proprio dovere di Soldato, di Uomo, di cittadino, di Servitore dello Stato.
Ho molti anni sul groppone, Signor Contrada e mi creda, ne ho visto anch’io di acqua passare sotto i Ponti. Dice che sarò vessato ? E che importa poi ? Ormai sono anch’io alla fine del mio cammino. E poi che c’entra ? La Verità, se non la Giustizia umana, non quella Divina, DEVE TRIONFARE SEMPRE.
Non si arrenda proprio adesso ! NOOOOOOO !
edoardo.argentino
Cittadino Italiano
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