Il popolo di Radiopop: con la Lega abbiamo eclissato l’Arcobaleno

Terzo partito a livello nazionale, terzo partito anche nella città operaia per antonomasia (Torino) e in alcune regioni un tempo considerate “rosse” come l’Emilia Romagna. La Lega Nord di Umberto Bossi fa il pieno di voti da Bologna a Trieste, e ne riscuote diverse migliaia anche a Pisa e Firenze. Un successo inaspettato, che fa il paio con la debacle della Sinistra Arcobaleno.

Come emerge dai flussi di voto, infatti, un elettore su dieci che due anni fa aveva votato Bertinotti e compagni, in questa tornata ha preferito scegliere il Senatur e il suo fazzoletto verde. Dato confermato anche a Radio Popolare: in una delle trasmissioni più seguite, Microfono aperto, nella mattinata di giovedì 17 aprile, gli ascoltatori tradizionalmente di sinistra dell’emittente si sono sfogati, e in molti hanno ammesso di aver preferito la Lega.

E senza giri di parole, hanno lanciato un pesantissimo atto d’accusa al progetto multicolore della sinistra radicale. Rimproverandole “mancanza di concretezza”, “poca attenzione alla legalità e ai lavoratori” e soprattutto litigiosità. “Delusione e senso di distanza: ecco le due imputazioni principali mosse dagli ascoltatori di oggi” dice a Panorama.it Massimo Bacchetta, che ha condotto la trasmissione. Ed infatti su “sicurezza, furti, indulto e rom”, moltissimi ascoltatori hanno puntato l’indice contro tutti i partiti e in particolare contro quello di Bertinotti.

“Io ho votato Lega e ho votato Rifondazione - è sbottato un ascoltatore. “Allora, adesso si parla in inglese e le questioni dei lavoratori non li tiene in conto nessuno, a questo punto non ci sono più ideologie e allora funziona la pancia. Il mio voto è stata una protesta incredibile”.
“Questa volta ho votato anch’io Lega per protesta” ha aggiunto un altro “e soprattutto per la litigiosità del governo Prodi”. “C’è una lontananza concettuale impressionante rispetto alla vita reale e a sinistra c’è l’incapacità di leggere tutta la realtà legata ai lavoratori e alla piccola impresa” ha spiegato un altro.

In poco meno di un’ora di trasmissione, è venuto così fuori un ritratto inedito (e per questo ancora più significativo) dei “maldipancia” elettorali. E, insieme ad esso, la nuova sfida che Rifondazione deve vincere per sopravvivere: a poco meno di vent’anni dal crollo del Muro di Berlino, i comunisti devono riconquistare fiducia proprio tra operai e ceti medio-bassi, questi ultimi sempre più lontani dai programmi e dai messaggi della sinistra radicale.

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Il 23 Aprile 2008 alle 19:11 Il voto secondo il Censis: ecco come e perché hanno vinto Lega e Pdl » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] L’avranno fatta tutti i partiti, per capire da dove sono entrati (e usciti) i voti degli elettori. Si chiama analisi dei flussi. E ci è cimentato anche il Censis, mettendo in luce come, all’ultima tornata elettorale, ci sia stata una consistente fuoriuscita di elettori dal centro sinistra, intercettata dalla coalizione del centro destra e anche dall’Udc. La capacità del Centro Sinistra di attirare ex-votanti della coalizione opposta, così come la sua capacità di mobilitare elettori che nel 2006 non avevano espresso un voto, si legge nella nota riassuntiva dell’indagine, non è riuscita a compensare la fuga di consenso verso gli avversari, sia quelli tradizionali del centro-destra che in misura maggiore verso l’Udc, il cui elettorato maggioritariamente proviene dall’Unione, con tutta probabilità dall’area di Centro del Centro-sinistra. In buona sostanza, secondo il Censis, “fatto 100 l’elettorato del 2008 di ciascuna coalizione, nel Centro sinistra oltre il 93% aveva già espresso il proprio consenso nel 2006, il 3% aveva votato per la Casa della libertà e lo 0,8% per l’Udc, mentre il 2,9% aveva votato scheda bianca o nulla o si era astenuto”. La coalizione di Centro-destra ha invece l’83,9% di elettori che gli hanno rinnovato il consenso, il 12,6% che aveva votato per la coalizione opposta, il 2,2% per l’Udc e l’1,1% si era astenuto o aveva votato scheda bianca o nulla. Infine, nell’elettorato dell’Udc solo il 18,3% rappresenta elettori che avevano dato il proprio consenso all’Udc nel 2006, il 24,7% proviene dalla Casa delle Libertà e ben il 57% dall’ex Unione. I fatti più rilevanti, fa notare l’istituto di ricerca, riguardano il quasi raddoppio di consenso alla Lega Nord, l’aumento consistente dei consensi all’Italia dei Valori e la riduzione a meno di un terzo dell’elettorato della Sinistra Arcobaleno. L’attuale elettorato della Lega è composto per il 43,3% di persone che avevano votato per questo partito alle elezioni del 2006, mentre ben il 56,7% è fatto di elettori che avevano votato per altri soggetti. In particolare, il 27,5% aveva dato il suo consenso a due dei partiti componenti l’attuale Popolo delle Libertà (Forza Italia e Alleanza Nazionale), il 20,4% aveva dato il suo consenso a Ulivo + Rosa nel Pugno + i socialisti, mentre l’8,7% si era addirittura schierato con gli attuali componenti della Sinistra arcobaleno (e che gli elettori abbiano abbandonato il cartello Rifondazione Comunista, Comunisti italiani e Verdi per saltare sul Carroccio, lo avevano già testimoniato una trasmissione di Radio Popolare e un articolo di Panorama.it) ed un residuale 0,1% è arrivato da altri soggetti. L’elettorato dell’Italia dei Valori è composto dal 29% di elettori che ha confermato il proprio consenso rispetto al 2006, del 37,3% che aveva votato per l’Ulivo, del 12,9% che aveva votato per uno dei partiti dell’attuale Sinistra Arcobaleno e da un residuale 4% che aveva votato per Forza Italia o Alleanza Nazionale. Riguardo a dove siano andati i voti della Sinistra Radicale, dai flussi emerge che, di coloro che nel 2006 avevano espresso il proprio consenso a Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi (e hanno espresso il voto nel 2008), oltre il 37% si sono accasati nel Partito Democratico, il 19,3% sono rimasti nella Sinistra Arcobaleno, ben il 16,2% si sono spostati verso il Popolo delle Libertà, il 5,6% ha scelto l’Italia dei Valori, il 3,9% la Lega Nord e poco meno del 18% hanno votato altri partiti, oppure scheda bianca/nulla. Una migrazione sparsa del consenso del 2006, con addirittura una quota superiore al 20% che è saltata nella coalizione di centro-destra. [...]

Il 19 Agosto 2008 alle 9:41 FLUSSI ELETTORALI: ANALISI CENSIS « ha scritto:

[...] I fatti più rilevanti – fa notare l’istituto di ricerca – riguardano il quasi raddoppio di consenso alla Lega Nord, l’aumento consistente dei consensi all’Italia dei Valori e la riduzione a meno di un terzo dell’elettorato della Sinistra Arcobaleno. L’attuale elettorato della Lega è composto per il 43,3% da persone che avevano votato per questo partito alle elezioni del 2006, mentre ben il 56,7% è fatto di elettori che avevano votato per altri soggetti. In particolare, il 27,5% aveva dato il suo consenso a due dei partiti componenti l’attuale Popolo delle Libertà (Forza Italia e Alleanza Nazionale), il 20,4% aveva dato il suo consenso a Ulivo + Rosa nel Pugno + socialisti, mentre l’8,7% si era addirittura schierato con gli attuali componenti della Sinistra Arcobaleno (e che gli elettori abbiano abbandonato il cartello Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi per saltare sul Carroccio lo aveva già testimoniato una trasmissione di Radio Popolare e un articolo di Panorama.it) e un residuale 0,1% è arrivato da altri soggetti. [...]

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