Una roulette russa. Assumere le cosiddette “pasticche dello sballo”, considerate innocue dalla maggior parte dei ragazzi, può avere conseguenze inaspettate, gravissime. Anche mortali. Le varianti sono di due tipi. Mediche: la reazione è soggettiva, cambia cioè a seconda di chi ingerisce queste sostanze. E chimiche: chi le acquista, spesso da pusher occasionali, non può sapere quali principi attivi contengono e soprattutto in che percentuale. In alcune dosi è del 20 per cento, ma in altre può superare il 65 per cento e in questo caso i rischi sono altissimi. Infine c’è l’incognita legata al poliabuso, cioè all’assunzione insieme ad altre droghe o con l’alcol.
Sia la famiglia di Kristel Marcarini, la sciatrice 19enne morta lunedì dopo aver preso l’ecstasy al Fluid, una discoteca di Orio al Serio (in provincia di Bergamo), sia gli inquirenti che indagano sulle cause della tragedia ora vogliono capire. Che cosa conteneva davvero quella mezza pasticca? Può essere bastata a uccidere Kristel? Perché l’amica che ha ingerito l’altra metà non ha avuto malori? L’arresto del giovane che ha venduto la droga alle quattro ragazze (si tratta di un 24enne pregiudicato di Olginate, vicino a Lecco) e la denuncia a piede libero del suo complice forse non serviranno a fare chiarezza. Più utili saranno l’autopsia, i cui risultati arriveranno tra 90 giorni, e gli esami tossicologici.
Kristel Marcarini non era un’habituée delle discoteche e non aveva mai preso droghe. Sabato scorso tre sue amiche, una è minorenne, l’hanno convinta ad andare al Fluid (che poi è stato chiuso dai carabinieri e resterà sequestrato per quattro mesi) e a provare lo sballo. Le ragazze hanno comprato due pasticche per venti euro e se le sono divise, sembra che abbiano anche bevuto. Le amiche di Kristel però lo hanno raccontato agli inquirenti solo dopo l’epilogo drammatico.
Hanno ricostruito la serata di sabato scorso, quando Kristel ha cominciato a sentirsi male. All’inizio le sono mancate le forze, poi un forte mal di testa. Alle 3,00 la madre l’ha chiamata sul cellulare, perché tardava a tornare. “Mi ha detto di non preoccuparmi”, ricorda la donna, “ma dalla voce ho capito subito che c’era qualcosa che non andava”. A quel punto le amiche l’hanno riportata a casa, ma la mattina di domenica ha cominciato a vomitare e a irrigidirsi. Poco dopo, in ospedale, è entrata in coma e non si è più risvegliata. “Me l’hanno uccisa”, ha dichiarato ancora la mamma di Kristel. “Prima di perdere conoscenza mi ha detto: ‘mandali via quelli delle pastiglie, mandali via’”.
Gli esperti sottolineano ancora una volta i rischi legati all’assunzione dell’ecstasy. I casi di morte sono per fortuna rari, più frequenti in persone intolleranti, ma le conseguenza per il cervello sono sempre gravi. I danni a lungo termine riguardano l’invecchiamento cerebrale e la compromissione del sistema nervoso, con fenomeni simili al Parkinson e all’Alzheimer.
- Giovedì 17 Aprile 2008

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