
Immagine tratta da video sul bullismo scolastico postato su YouTube
Un tempo, neanche troppi anni fa, preside e professori venivano accolti in aula con un alzarsi in piedi e con una sorta di timore. Ora invece vengono salutati a suon di sediate in testa, e sono loro probabilmente ad aver paura. Questo almeno a Palermo, nella scuola media dell’istituto comprensivo “Verga” di Ballarò, quartiere dove il degrado e il disagio sociale raggiungono livelli di guardia.
E per il corpo docente è un vero e proprio bollettino di guerra: il vicepreside è finito in ospedale con la testa rotta per una sedia scagliata da un alunno, un’insegnante è stata percossa e costretta a una settimana di malattia, e un’altra professoressa è stata fatta cadere a terra da un gruppo di alunni.
Ma la preside Rosamaria Rizzo, che ha subito anche lei una gomitata da un ragazzino, non demonizza gli scolari: “Questi ragazzi non vanno criminalizzati perché spesso la violenza è un modo per chiedere aiuto”. E continua: “Quel che è accaduto esprime tutti i problemi di questo quartiere e di bambini spesso lasciati soli da famiglie poco presenti o costrette a lavorare fuori casa tutto il giorno. La convivenza spesso non è semplice. I ragazzini litigano tra loro e quando tentiamo di dividerli subiamo le loro reazioni”.
La “Giovanni Verga” conta oltre duecento studenti di etnie diverse. Ci sono adolescenti di origine tunisina, marocchina e indiana, senegalesi, cinesi e di un’altra decina di nazionalità.
Per gli aggressori ora si prospettano sanzioni esemplari? Ovviamente… no. Il procedimento disciplinare avviato ha delle caratteristiche del tutto particolari. I ragazzini probabilmente dovranno ripulire il giardino della scuola, dipingere le pareti, riparare gli oggetti danneggiati… “La sospensione - spiega la Rizzo - deve essere l’extrema ratio, perché allontanare gli alunni dalla scuola significa riconsegnarli, spesso, a situazioni di degrado e violenza”. E allora la soluzione escogitata, insieme all’Osservatorio Centrostorico, è quella del “contratto formativo”: agli studenti indisciplinati si fa firmare l’impegno a tenere comportamenti riparatori che abbiano attinenza con i comportamenti scorretti da sanzionare. Impegno poi sottoscritto anche dalle famiglie e da due psicopedagogiste. Una specie di legge del contrappasso. A chi ha tirato la sedia sul capo del vicepreside spetterà la riparazione di tutte le seggiole dell’istituto?
E il Moige, l’associazione Movimento Italiano Genitori, che in questi giorni sta lanciando la campagna nazionale contro il bullismo, commenta così i fatti di Palermo: “L’episodio del quartiere popolare di Ballarò a Palermo è solo l’ennesimo atto di una lunga serie di episodi, che hanno come denominatore comune la mancanza di chiarezza nella determinazione dei ruoli e della loro autorità: i genitori devono fare i genitori, e saper dire i loro no, facendo capire ai figli l’importanza per la propria crescita dell’istituzione scolastica, e facendo scattare in loro un’assunzione di responsabilità”.
Gli studenti palermitani non sono gli unici a “divertirsi” con le sedie. Due VIDEO da YouTube, con lanci di seggiole in classe e dalle finestre:
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