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“Mia madre e le mie amiche mi ripetono che faccio una vitaccia, si chiedono come posso lavorare sempre di notte. Ma io difendo la mia scelta, di cui sono sempre più convinta”. Adriana, 33 anni, non ci pensa neppure a tornare indietro. Da un decennio vive il mondo dei locali notturni, da sette all’Old Fashion, una delle discoteche più note di Milano, prima come cameriera e ora come cassiera. Il suo orario di lavoro va dalle 23 alle 5,30 del mattino. “Torno a casa da sola, in zona Lambrate, con la mia auto e non sempre trovo parcheggio sotto casa. Ma non ho mai avuto paura. Sarà perché a quell’ora le strade riprendono ad animarsi e mi fanno sentire tranquilla oppure perché in una via deserta è più semplice avvertire un pericolo”.
Adriana discute spesso con le altre donne del locale e con le amiche che invece lavorano di giorno dei rischi che si corrono andando in giro a notte fonda. “Tra quelle che conosco”, spiega, “l’unica che è stata aggredita la sera tornando a casa è, ironia della sorte, una ragazza che ha orari normali”. E osserva le adolescenti che frequentano la discoteca, soprattutto nel weekend. “Vivono l’uscita come un’occasione unica di divertirsi e a volte eccedono”, dice. “Però vanno sempre via in gruppo e se qualcuna rimane da sola, siamo noi a metterla su un taxi”.
Il consiglio di chi conosce i segreti della città buia a chi ci si ritrova per caso è di scegliere con cura i posti e la gente da frequentare. “In questo modo”, assicura Adriana, “si evitano le brutte sorprese”. Lei si considera protetta, non ha mai avuto problemi, né tiene strumenti di autodifesa in borsetta. Fortuna? Ottimismo? Può darsi. E forse anche l’esperienza diretta di quello che molti non hanno mai provato. “Milano non è minacciosa come si crede. Col buio è affascinante e non è affatto in stand by. Esiste un mondo parallelo la notte, vivacissimo e con le stesse possibilità di relazione che ci sono di giorno. I ristoranti aperti fino alle 6 del mattino sono sempre affollati e credo che anche i negozi dovrebbero puntare di più su questo mercato”.
Innamorata del suo ambiente, Adriana sorride spostando con le dita la frangetta nera quando lo descrive. Al locale si sente in famiglia ed è fidanzata con un ragazzo della security, non si ritiene in pericolo e tanto meno sfortunata, “al contrario. Lavoro con passione e con minore stress di chi è costretto dagli orari rigidi, dai rapporti ingessati coi colleghi e dai vincoli della città alla luce del sole. Noi che viviamo ‘al contrario’ facciamo piccoli sacrifici, ma ci appropriamo di una libertà che diventa irrinunciabile”. Come il modo tutto particolare di entrare in contatto con persone molto diverse tra loro, ma che lontane dal telefono e dalla ricerca frenetica di una parcheggio hanno una voglia in comune: “Staccare e fare due chiacchiere”.
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Il 18 Aprile 2008 alle 18:51 Città di notte: le donne possono davvero sentirsi al sicuro? » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Adriana, la cassiera in discoteca [...]
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