Via Rifondazione. Via Pdci, Verdi, Sinistra democratica e socialisti. Via l’Udeur. Via tutti: a Montecitorio e a Palazzo Madama sui gruppi parlamentari è calata la mannaia. Erano 13 alla Camera, più il gruppo misto; rimarranno solo Pdl, Lega, Udc, Pd-Idv (ma già circola l’ipotesi di una separazione consensuale tra gli eletti di Pd e Di Pietro). Totale 4, al massimo 5 gruppi, più il misto. Idem al Senato; i gruppi erano 10, le urne li hanno ridotti a tre (Pdl, Lega, Pd-Idv), che potrebbero salire a 4 se Idv e Pd si separassero.
Solo il 29 aprile si traccerà il nuovo atlante di geografia parlamentare, ma le urne hanno stabilito la fine di quel crescete e moltiplicatevi, dispendiosa parola d’ordine. Solo al Senato gli 11 gruppi sono costati nel 2006 quasi 38 milioni di euro. Nel 2007 quasi 39 milioni e mezzo. Peggio alla Camera, dove l’ex presidente Fausto Bertinotti ha dato il via libera alla nascita di 5 gruppi “in deroga “, ossia composti da un numero inferiore a 20 deputati, il minimo previsto. All’epoca di Luciano Violante nessuna deroga. Pier Ferdinando Casini fece eccezione per Rifondazione.
Tirando le somme: nel bilancio di Montecitorio del 2005, al titolo I, categoria VI, capitolo 135 delle spese correnti, come “contributo ai gruppi parlamentari ” risultavano 28 milioni 700 mila euro. Poi è arrivato il subcomandante Fausto e le deroghe a Rosa nel pugno, Pdci, Verdi, Udeur, Dc-Nuovo Psi: nel 2006 i costi sono lievitati di 3 milioni di euro, senza calcolare l’affitto di nuove sedi, la loro ristrutturazione, i traslochi, la dotazione di base degli uffici. Altri 3 milioni di maggiori spese nel 2007. Fino al record del bilancio di previsione 2008: 36 milioni 200 mila euro. Troppa grazia. Per la prima volta nella storia recente della Repubblica, al nuovo vertice di Montecitorio toccherà mettere mano al bilancio e rivedere, al ribasso, gli stanziamenti.
Per risparmiare quanto? I tecnici di Camera e Senato stanno cercando di venire a capo del calcolo. Non si potranno dismettere subito i nuovi uffici presi in affitto, né licenziare il personale dipendente, i cosiddetti stabilizzati, che al momento sono rimasti senza un gruppo di riferimento. Al Senato i disoccupati stanno convergendo verso il gruppo misto. Col risultato, paradossale, di avere più funzionari che senatori: due a uno.
- Sabato 19 Aprile 2008

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Commenti
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Il 19 Aprile 2008 alle 11:22 asxmur ha scritto:
Il risparmio è tutto da vedere fin quando partiti come la destra prende milioni per la camnopagna elettorale anche se non è idoneo a stare in parlamento visto che gli italiani
Il 19 Aprile 2008 alle 11:53 Corrado Buccieri ha scritto:
Un risparmio ci dovrebbe essere,come
logica e risposta al cambiamento voluto
dal voto.
Se non sarà così…se non si avranno
risultati…..il popolo è maturo, fra
un anno si andrà a rivotare.
Il 19 Aprile 2008 alle 12:05 pacato ha scritto:
… e certo che non ci sarà risparmio se le cose resteranno così … se al diminuire dei gruppi alle Camere non faranno seguito anche il diminuire degli Uffici e del Personale … che potranno essere sistemati in altro modo …
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