Governo che verrà: si preparano cento giorni di fuoco per il Cavaliere

Si aggrava l'emergenza rifiuti a Napoli. Sono oltre 7000 le tonnellate di spazzatura non raccolte. La situazione di maggiore disagio si registra nei quartieri periferici, ma anche in altri quartieri, come quelli collinari e la zona ospedaliera.
Si chiamano Alitalia e rifiuti in Campania i temi più urgenti che Silvio Berlusconi si trova sul tavolo. Ma sono 20 i disegni di legge che il nuovo governo ha promesso di approvare nei primi 100 giorni: il termine che in ogni paese segna la luna di miele dei vincitori con gli elettori, con gli alleati, con le istituzioni e con i poteri più o meno forti. Le tre misure di maggiore impatto, che saranno portate nel primo Consiglio dei ministri, sono l’esenzione totale dell’Ici sulla prima abitazione, un bonus bebè da 1.000 euro e la detassazione di lavoro straordinario, premi aziendali e incentivi.

L’Ici riguarderà 16,8 milioni di prime case, il 54,6 per cento delle abitazioni. L’imposta media è stata nel 2007 di 217 euro; la Finanziaria 2008 targata Romano Prodi aveva già introdotto esenzioni per circa il 38 per cento delle abitazioni: tirate le somme, l’abolizione totale vale 2 miliardi di euro.
Più difficile quantificare i benefici per i lavoratori, rilevanti, della detassazione degli straordinari: molto dipende dalle situazioni aziendali. Quanto ai costi, gli economisti del Pdl calcolano un altro paio di miliardi “e solo per il primo anno” precisa Renato Brunetta “perché poi l’intera operazione si autofinanzierà attraverso l’emersione degli straordinari oggi in nero. Lo stesso dicasi per il dimezzamento al 10 per cento dell’Iva sul turismo”.
Ci sono tre altre misure, fra quelle dei 100 giorni, che vanno rilette alla luce dei risultati elettorali, cioè dell’avanzata della Lega a fianco del Pdl. La prima è il versamento dell’Iva allo Stato all’atto dell’effettivo pagamento e non dell’emissione delle fatture: una dilazione di 60-90 giorni che interessa in particolare l’imprenditorialità diffusa del Nord.
Seconda misura che sta a cuore al Settentrione: la reintroduzione della legge firmata da Giulio Tremonti nei due precedenti governi di centrodestra sulla detassazione degli utili reinvestiti.

Discorso forse diverso per il terzo provvedimento: l’abolizione delle province. Berlusconi ci conta per reperire i fondi (10 miliardi) per finanziare una serie di altri impegni, ma la Lega non è d’accordo. “Chi l’ha detto che tagliare i costi della politica significhi cancellare le province?” sostiene per esempio Roberto Maroni, destinato (come Tremonti all’Economia) ad assumere un ruolo di rilievo nel governo. Perché il Carroccio è diventato paladino delle province? Semplice: teme il rafforzamento dei prefetti, espressione diretta dello Stato. Ma questo nell’ipotesi che la Lega decida di presentare subito il conto. In realtà il patto di ferro dovrebbe durare, anche perché obiettivo centrale di Umberto Bossi è il federalismo fiscale.
Passando dalle strategie alle cose più ravvicinate, ecco le altre misure annunciate per i primi 100 giorni: soppressione dell’imposta su successioni e donazioni; fiscalità di vantaggio per il Sud e creazione di una banca per il Mezzogiorno; delega per la riforma del Codice penale da attuarsi nel corso della legislatura; incremento di 2 punti, dal 5 al 7 per mille, del gettito Irpef da devolvere al volontariato e alla ricerca; detassazione dell’1 per cento dei consumi liberamente destinati dai cittadini a finanziare attività eticamente meritevoli; azzeramento dell’Irap per le università e trasformazione degli atenei in fondazioni; assicurazione contro gli infortuni domestici delle casalinghe; reintroduzione delle mutue sociali; istituzione dei distretti industriali; conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale; principio di gerarchia nella pubblica amministrazione. E infine non manca l’alzabandiera nelle scuole.

Fra i primi provvedimenti ce n’è un altro che riguarda molto da vicino i contribuenti, in particolare quelli con famiglie numerose. Si tratta della delega per l’introduzione nel corso della legislatura del quoziente familiare. È un meccanismo, in vigore da anni in paesi come la Francia, che divide il reddito imponibile dell’intera famiglia per il numero dei familiari a carico. Sono previsti alcuni correttivi, ma il risparmio è rilevante, specie per i nuclei con molti figli. In sostanza all’attuale sistema, che con il cumulo dei redditi può far scattare aliquote marginali onerose, se ne sostituisce uno di criterio opposto. I costi per l’erario sono elevati, anche questo è un impegno che Berlusconi ha promesso di portare a termine nei cinque anni di governo e cominciando dalle famiglie a minor reddito. Nei primi 100 giorni, però, è prevista appunto la delega da parte del Consiglio dei ministri.
Torniamo ai due dossier sui quali il premier dovrà lavorare subito. Berlusconi ha annunciato che la prima riunione del governo si terrà a Napoli, dove vuole istituire una dipendenza della presidenza del Consiglio, per monitorare e risolvere “in tempi brevissimi” l’emergenza spazzatura. Questa fase riguarderà l’avvio della costruzione dei termovalorizzatori e la pulizia di città e quartieri.
Prima ancora di insediarsi a Palazzo Chigi il Cavaliere dovrà vedersela con l’affaire Alitalia. La trattativa con l’Air France è congelata, i sindacati hanno chiesto che se ne occupi il nuovo governo, l’azienda afferma di avere in cassa 180 milioni, sufficienti per arrivare a giugno. Formalmente il centrodestra non potrà disporre delle leve di comando prima di metà maggio: la convocazione delle nuove Camere è prevista per il 29 aprile, poi occorrerà eleggere i presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama, quindi ci saranno le consultazioni. Insomma, è nell’interregno tra Prodi e Berlusconi, e tra Tommaso Padoa-Schioppa e Tremonti, che si giocherà il destino della compagnia.
La cordata italiana annunciata dal Cavaliere in campagna elettorale dovrà farsi avanti. Se c’è. Altra ipotesi (gradita alla Lega) è che torni sulla scena la Lufthansa. Ma è anche possibile che venga ripreso il dialogo con l’Air France: in questo caso è certo che Berlusconi vorrà discuterne personalmente con il presidente francese Nicolas Sarkozy, il quale da luglio assumerà la presidenza dell’Ue. Anche in questa partita, però, il Cavaliere non potrà non tenere conto del risultato del Carroccio e del voto del Nord. Se prima era difficile e discutibile abbandonare Malpensa al suo destino, adesso appare impensabile.

[i](Credits: Alitalia)[/i]

Ci sono altri due impegni, non ufficiali ma previsti, che attendono il centrodestra nei primi 100 giorni: le nomine nelle aziende pubbliche (vedere l’articolo a pagina 67) e la cosiddetta due diligence sui conti pubblici che Tremonti vuole effettuare, così come fece Vincenzo Visco nel 2006. Non è solo un gioco di reciproche ripicche, anche se i due notoriamente si detestano. In ballo, oltre alla situazione delle casse dello Stato, c’è il presunto tesoretto, l’extragettito dovuto al boom delle entrate tributarie. Lo stesso Visco ha appena annunciato un aumento degli introiti di marzo del 10,1 per cento su febbraio.
Rispetto ai primi tre mesi del 2007 si tratta di 98,9 miliardi contro 91,3: in quei 7,6 miliardi sarebbe racchiuso il tesoretto. Tremonti vorrà certificare, stavolta, il lascito del suo predecessore? Più realisticamente guarderà anche oltreconfine: alla crisi dei mercati mondiali, all’incertezza dovuta alle elezioni americane del prossimo novembre e alla crescita dell’Italia che il Fondo monetario ha certificato in un magro 0,3 per cento. Per lo champagne c’è poco tempo. Premono i fatti.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 20 Aprile 2008 alle 16:51 scomodo ha scritto:

Gli arbìtri e gli abusi che spesso appaiono come veri e propri tentativi golpisti di una grigia cordata di magistrati frustrati che si coprono l’un l’altro, reclamano misure ben più energiche ed appropriate della pur necessaria separazione delle carriere e personalità diverse da avvocati che possano essere condizionati dalla preoccupazione di dover esercitare nuovamente la professione al termine del mandato ministeriale o da magistrati che non avrebbero la sufficiente autonomia dall’ordine di appartenenza e dallo spirito di casta e colleganza. Tra i nomi che circolano, il più adatto, anche perchè non é né avvocato né magistrato, é quello del sen. Roberto Castelli. Che, però, dovrebbe includere tra i Suoi consiglieri ed esperti anche chi, si perdoni la presunzione e l’autocandidatura, come il sottoscritto, é stato processato ed assolto ventisei volte “perché il fatto non sussiste”, tratto agli arresti domiciliari per ben due volte per oltraggio a magistrato in udienza ed a pubblici ufficiali, ha rinunciato per ben due volte alla prescrizione ed all’amnistia in processi conclusi, sempre, con la formula più ampia di assoluzione. Ritengo che si potrebbero sbugiardare - come neppure il Presidente Berlusconi ed il sen. Castelli hanno, finora fatto, perché, probabilmente non immaginano che certe toghe sporche possano essere giunte a fare quanto appresso accennerò - quei magistrati che ancora tentano di scrivere commedie sull’inattuato principio della precostituzione del giudice naturale, omettendo di dire che la violazione di tale principio non é, in realtà, sanzionata, per cui il capo dell’ufficio può pilotare i procedimenti ed i processi a suo piacimento, assegnandoli ai colleghi che ritiene “più affidabili” e che possono garantirgli il risultato voluto, magari per favorire gli amici o gli amici degli amici. Ma vi é di più. Si é giunti al punto di processare, come é capitato a chi scrive, addirittura per interruzione di pubblico servizio, chi, presentando un ricorso per ricusazione del Giudice che non ritiene quello naturale, pretende di farsi giudicare da quello previsto dalle tabelle approvate dal CSM. Anche tale processo si é, ovviamente, concluso con un’assoluzione e con l’immagine di un’intimidazione rivolta al sottoscritto che aveva osato contestare con la ricusazione i criteri di assegnazione dei procedimenti. Senza dire, poi, che alcuni magistrati hanno escogitato misure ancora più pericolose ed “efficaci” degli arresti per bloccare gli antagonisti ed i contestatori. Sono le vendite dei beni e le sentenze di fallimento emesse, addirittura contro persone che risultano creditori di coloro i quali hanno presentato le istanze di fallimento. Sono tornati, insomma i Tibunali Speciali e le confische dei beni degli avversari, misure che i regimi totalitari e le dittature hanno usato ed usano per sopravvivere e puntellarsi. Di tutto questo posso fornire ampie prove. Le esperienze e le indagini da me effettuate sono a disposizione del nuovo Presidente del Consiglio e del nuovo Ministro della Giustizia, sicuro che dinanzi a tale mole di arbitri, documentalmente provati, si eviterebbe di intralciare una seria riforma della Giustizia anche da parte dei Magistrati più seri e che non usano la giurisdizione per interessi privati o per fare mercato. Il sen. Castelli ha, certamente buona volontà, ma non deve credere che la sua riforma é efficace solo perché molti magistrati fingono di criticarla. La sua riforma, per quanto sopra dedotto, deve essere integrata con norme che, concretamente, vietino ai capi degli uffici di assegnare a piacimento i procedimenti e prevedano sanzioni di nullità per le violazioni. Solo così si potrà evitare che i processi vengano pilotati e che la Magistratura venga ulteriormente politicizzata.
Per evitare, poi, che vengano usate come spauracchio le sentenze di fallimento, é urgente riformare in modio serio la legge fallimentare, prevedendo che la sentenza di fallimento possa essere pronunciata solo se l’istante il fallimento prova che il suo credito é stato accertato attraverso un provvedimento giurisdizionale definitivo e se ha provato, sempre con un titolo certo e definitivo, che il patrimonio del debitore non é capiente.
Luigi Di Napoli, presidente del Movimento Giuristi Democratici
 luigidinapoli.blogspot.com
luigidinapoli5@libero.it

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.

Spifferi dal Transatlantico
Ingiustizia, di Maurizio Tortorella
Uno contro tutti, di Carlo Puca
Io la penso così, di Giovanni Fasanella
Gattopardi,
Il voltagabbana, di Paolo Guzzanti
CLAUDIA DA CONTO
Politicamente (S)corretta, di Annalisa Chirico
Giuseppe Cruciani
FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
Il video del direttore, di Giorgio Mulè
L'arcitaliano, di Giuliano Ferrara
Cane sciolto, di Vittorio Feltri
L'editoriale, di Giorgio Mulè
L'europeo, di Sergio Romano
Fatti & credenze, di Luca Ricolfi
Fuori Porta, di Bruno Vespa
 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 

  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
  • Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia



  • Applicazioni Mondadori
  • R101