Violenze sulle donne a Roma e Milano: tra Pd e Pdl è scontro sulla sicurezza

Una perquisizione prima di far entrare i nomadi sul pullman, dopo aver controllato il campo dietro la stazione ferroviaria Tor Di Quinto dove risiedeva il rumeno arrestato per l'omicidio di Giovanna Reggiani

Gli ultimi drammatici casi di cronaca, prima a Milano e poi a Roma, fanno virare il dibattito politico dall’analisi del dopo voto, alla discussione sulle tematiche legate alla sicurezza.
La prima a sollevare critiche era stata Letizia Moratti, sindaco di Milano, giudicando lo Stato latitante. E dopo la violenza di Milano aveva affermato: “Vogliamo quel pacchetto sicurezza che noi sindaci chiediamo da tempo, ho parlato con Berlusconi, che mi ha rassicurato, dicendo che sarà uno dei primi provvedimenti che prenderà il suo governo”. Parole che non sono piaciute al ministro dell’Interno, Giuliano Amato, che le ha considerate una caduta di stile del sindaco meneghino, aggiungendo “che la reazione delle forze dell’ordine è stata pronta. Io stesso”, ha aggiunto il responsabile del Viminale, “ho espulso numerosi cittadini comunitari per ripetuti reati commessi in passato”. Poi Amato ha snocciolato alcuni dati sulla criminalità: “Dopo l’adozione lo scorso anno dei patti per la sicurezza i delitti nelle città sono drasticamente diminuiti”. Infine le critiche alla Moratti: “Reputo un’inattesa caduta di stile le dichiarazioni del sindaco di Milano, che ha giudicato latitante lo Stato rispetto al Patto per la sicurezza di Milano. Il sindaco dovrebbe essere il primo a conoscere quei dati”.

I drammatici fatti di cronaca per il ministro per le Pari opportunità, Barbara Pollastrini, sono una “mattanza contro le donne che va fermata al più presto”. Molto dure anche le parole del capogruppo uscente della Lega Nord al Senato, Roberto Castelli: “I ministri della Giustizia, dell’Interno e la magistratura comincino una buona volta a interpretare il sentimento popolare e applichino con la massima severità le leggi, che già ci sono, per poter difendere la nostra società da questa orda di barbari che da troppo tempo scorrazza impunemente per il Paese”.

Nella Capitale - dove domenica prossima ci sarà il turno di ballottaggio tra Gianni Alemanno e Francesco Rutelli - il livello dello scontro politico si è subito alzato e il candidato del centrodestra ha attaccato: “L’aggressione alla ragazza alla stazione ferroviaria La Storta riporta in primo piano il problema della sicurezza a Roma, ignorato dal centrosinistra”. Poi Alemanno ha aggiunto: “Nel Pd farebbero bene a interrogarsi sulle loro responsabilità in merito al proliferare dei campi nomadi”. All’esponente di An hanno risposto prima Rutelli, che ha esortato il suo avversario ad “essere uniti contro il crimine” e soprattutto ad evitare “strumentalizzazioni e propagande che non aiutano la lotta al crimine”, e poi anche il leader del Pd, Walter Veltroni, che ieri era impegnato a Roma per sostenere proprio la corsa di Rutelli contro Alemanno: “A nessuno di noi”, ha detto il leader del centrosinistra, “viene in mente di dire che la responsabilità dello stupro a Brera è del sindaco di Milano, cosa che invece è stata fatta dall’altra parte politica quando ci sono stati casi analoghi nella nostra città”. Insomma, per Veltroni “c’è un problema di sicurezza a Roma come a Milano”, che investe tutto il Paese. Ma il decreto sicurezza, quello varato a novembre dopo il drammatico caso della signora Reggiani a Roma, non è mai stato approvato. E per questo il leghista Roberto Calderoli promette: “Entro due mesi dall’insediamento del nuovo governo dovremo dare risposte definitive in materia di sicurezza e di clandestinità attraverso la conversione di un decreto legge da emanarsi già nel mese di maggio. E chiunque si opporrà al confronto dovrà essere considerato, e additato da tutti, alla stregua di uno stupratore”.

Il VIDEO servizio:

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È sui temi della sicurezza che si infiamma il dibattito politico. Soprattuto a Roma, in vista del ballottaggio. Secondo voi servono di più:

Commenti

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Il 20 Aprile 2008 alle 18:39 carlo.tosi ha scritto:

Proprio questi misfatti da troppo tempo trascurati e non perseguiti adeguatamente da un governo di centrosinistra troppo “benevolo” e “garantista”, ha spinto moltissima gente a votare per la Lega. Ora probabilmente nemmeno l’attuale governo ha la bacchetta magica per contrastare la dilagante delinquenza e le aggressioni verso le donne, ma almeno hanno promesso di occuparsi del problema. Problema sicurezza molto sentito dalla gente comune, che ha dato fiducia all’unico movimento politico che almeno a promesse, propone qualcosa di concreto per arginare questa drammatica sequela di crimini.

Il 20 Aprile 2008 alle 19:47 aldo1110 ha scritto:

E’ imperativo che il governo Berlusconi,sia rapido nel prendere decisioni forti atte a combattere il degrado sociale in cui si trova il paese. del quale ,la sinistra , ha la tottale responsabilita’.Che la regola sia :ignorare nella sua totalita’ Veltroni e la sua coalizione,non degnandola ne di risposte,ne della minima considerazione.basta vedere come hanno reagito a quella catastrofe ,invero meritata, delle ultime elezioni.Invece della necessaria pausa di riflessione,nella quale si accettano umilmente le decisioni del popolo sovrano, cosa fanno loro?Continuano con le solite becerate via etere (che spettacolo miserabile ci hanno propinato con l’ultimo Annozero,tutto a spese dei cittadini,solo per sentire menzogne e diffamazioni) e attraverso i giornali.Ezio Mauro dovrebbe aggiungere accanto alla testata “Repubblica” , tra parentesi, “delle banane” per un articolo da “sinistro” irreversibile quale e’ ,dove cerca di spiegare,ma non ci riesce, perche la sinistra ha perso.

Il 20 Aprile 2008 alle 20:44 salvi64 ha scritto:

ha ragione veltroni c’è un problema di sicurezza che riguarda tutte le città italiane…. prtovocato dall’incompetenza dei suoi colleghi di governo che in due anni hanno completamente disapplicato la bossi-fini. Quando dice che bisogna essere uniti contro il cirimine potrebbe avere ragione se non dovesse anche ammettere di non avere proprio la coscienza a posto.

Il 22 Aprile 2008 alle 11:12 cini ha scritto:

Parlando di sicurezza in Italia ,la battuta dell´anno l´ha fatta colui che ambisce al prestigioso posto di Sindaco di Roma per la seconda volta,costui é
nessun´altro ma Rutelli.
Come misura preventiva agli attacchi,stupri e omicidi diretti, prevalentemente da parte di delinquenti clandestini, verso le donne romane,che ne sono soggette o giornalmente esposte, propone d´indossare un bracciale d´allarme.
Praticamente Rutelli dice,non toccate Caino,proteggetevi come meglio potete,rinchiudetevi in casa e magari ,se non dovesse piacervi andatevene anche all´estero.
Insomma che i romani facciano quel che vogliono ma che lascino in pace i ventimila poveri clandestini anche se se pluripregiudicati e delinquenti recidivi.
I clandestini devono godere, secondo l´aspirante sindaco, di piú diritti dei cittadini romani ,dei poveri turisti o studenti stranieri.
Io mi domando chi a Roma nelle proprie normali facoltá di intendere o volere potrebbe mai offrire il suo voto ad una tale ambigua personalitá.
Aspettiamo nel frattempo che il Governo Berlusconi si prenda carica della situazione al piú presto.

Il 22 Aprile 2008 alle 14:52 Roma caput ballottaggi. Testa a testa tra Alemanno e Rutelli, il Pd trema » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Sicurezza La cronaca nera delle ultime settimane ha messo in primissimo piano la questione sicurezza. Rutelli ha sollevato un vespaio di polemiche con la sua idea del braccialetto elettronico per la richiesta di aiuto in caso di bisogno per le donne. Immediata la risposta di Alemanno che l’ha giudicato “umiliante per le donne perché rappresenta la resa da parte delle istituzioni incapaci di garantire la sicurezza dei cittadini”. Poi botta e risposta tra i due sulla gestione della sicurezza da sindaci. Rutelli ha detto che, qualora eletto, si avvarrà di un nuovo organismo: “la Commissione Consultiva per la Sicurezza Integrata (Csi), formata da personalità di alto profilo istituzionale e con provata esperienza nel campo della sicurezza”. E poi ha spiegato: “Roma è la vetrina del Paese e sarà la vetrina della sicurezza. Da sindaco guiderò le politiche per la sicurezza di competenza del Comune di Roma”, eliminando quindi l’apposito assessorato. Pronta la risposta di Alemanno: “Voglio trasformare la polizia municipale romana, oggi abbandonata, in una vera polizia locale come previsto nella Costituzione, una vera polizia di prossimità, armata, che sia destinata a fare la lotta al degrado”. E ancora: “Se sarò eletto sindaco, provvederò all’espulsione dei 20mila stranieri che hanno commesso reati, nomadi, immigrati o romeni che siano, non è una questione etnica”. [...]

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