Accordo fatto tra Berlusconi e Bossi. Ieri sera, uscito dalla villa di Arcore, il leader del Carroccio, dopo aver incontrato il futuro premier, era pieno di soddisfazione. “È andata” ha detto alzando il pugno in segno di vittoria. Dal vertice di Arcore la Lega esce con la bisaccia piena: Bossi sarà ministro delle Riforme, Roberto Maroni andrà al Viminale, Roberto Calderoli sarà vicepremier mentre l’assessore del carroccio alla regione Veneto Luca Zaia guiderà il ministero per le Politiche Agricole. Quattro posti di assoluto rilievo nella compagine governativa di Berlusconi. Clima completamente diverso, dunque, rispetto a quello che ha segnato il vertice di maggioranza della settimana scorsa, dal quale Bossi uscì scuro in volto, dicendo che non si era combinato niente.
Dal vertice di ieri ad Arcore, tra la Lega e Silvio Berlusconi, presenti anche Giulio Tremonti e Sandro Bondi, esce anche, a grandi linee, il quadro degli altri incarichi istituzionali. Agli Esteri, come più volte anticipato da Berlusconi, andrebbe Franco Frattini, mentre l’altro vicepremier oltre a Calderoli sarebbe Gianni Letta. Alla Giustizia la partita si gioca fra Alfredo Mantovano e Giulia Bongiorno, mentre a Ignazio La Russa andrebbe la Difesa. Giulio Tremonti all’Economia (”è obbligato”, aveva detto il Cavaliere), Claudio Scajola alle Attività produttive. Gianni Alemanno, in attesa del risultato del ballottaggio per il Campidoglio, è in lizza per il Welfare-Salute. A Michela Vittoria Brambilla spetterebbe l’Ambiente, ad Altero Matteoli le Infrastrutture e i trasporti. Sandro Bondi diventerebbe ministro dell’Istruzione, università e ricerca, e Paolo Bonaiuti dei Beni Culturali. E se all’indomani del voto Raffaele Lombardo aveva assicurato che “ci sarà un ministro siciliano”, almeno per ora nessun esponente del Mpa compare fra i papabili.
Quanto ai ministeri senza portafoglio, oltre a Bossi alle Riforme, si fanno i nomi di Stefania Prestigiacomo alle Pari opportunità, di Elio Vito ai Rapporti con il Parlamento, di Lucio Stanca all’Innovazione tecnologica, di Adriana Poli Bortone alle Politiche comunitarie e di Mariastella Gelmini agli Affari regionali.
Ma le trattative non sono ancora concluse: per oggi è previsto che Berlusconi incontri il presidente della Regione Lombardia Formigoni e quello della Regione Veneto Galan, perché c’è anche da definire l’eventuale ruolo che Formigoni avrà nella nuova compagine di governo. Berlusconi dovrà valutare le richieste, che la Lega ha fatto, per la presidenza delle due regioni. Ma secondo i segnali che sono usciti da Arcore, la situazione sembra in netto movimento.
- Lunedì 21 Aprile 2008

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Commenti
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Il 21 Aprile 2008 alle 10:37 vincenzo.m. ha scritto:
RAGGIUNTO L’ACCORDO METROPOLITANO.
La non paventata crescita politica della Lega si è verificata e con essa la ovvia necessità di occupare le prime file del nuovo governo. Come accade in tutti i casi nei quali una associazione cresce inaspettatamente si innesca un processo lento ma determinante nel tempo quale quello della ricerca del personale dirigente. Non è un aspetto secondario in quanto nelle file dei dirigenti dovrebbe essere chiara la differenza di visione rispetto a chi si aspetta sicurezza, meno stranieri e quant’altro possa aspettarsi un semplice cittadino rispetto alla visione d’insieme del progetto “Lega”: progetto che ha radici profonde che ci riportano ad un bar con pochi amici fondatori. Similmente all’esposizione dei dati in un bilancio, nella cui rappresentazione molti concorrono ma pochi ne conoscono la reale valenza, così in un partito molti vi confluiscono identificandosi nelle espressioni più semplici e sensibili sulla base delle proprie necessità spesso strettamente correlate al proprio territorio. Una associazione che desidera riformare le strutture che si riflettono in un orizzonte nazionale non può essere denominato “partito territoriale”. Le riforme, definite territoriali, avrebbero effetti a livello nazionale pertanto, tralasciando la visione di una secessione, il concetto di espressione territoriale conterrebbe il senso solo dopo una affermazione pratica nella struttura nazionale del federalismo.
Nelle nomine in corso ad Arcore non sfuggiranno quelle sfumature necessarie a garantire la mancata presenza di conflitti di interesse: ad esempio si eviterà certamente che, poniamo, un industriale nel settore delle trafilerie possa assumere la responsabilità del ministero dell’Ambiente. Si supponga un imprevedibile incidente nell’azienda di proprietà al quale faccia seguito un problema ecologico porrebbe il ministro responsabile in una posizione delicata.
Non importano le poltrone quanto importano i programmi ma perché il programma possa essere iniziato è con le poltrone che si deve iniziare.
La nuova “Città Metropolitana”.
Il 21 Aprile 2008 alle 13:29 Governo: Bossi spinge, Rotondi frena. La squadra del Cavaliere è quasi fatta » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Governo: accordo tra Berlusconi e Bossi. La Lega fa il pieno [...]
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