
Il vertice domenicale di villa San Martino ad Arcore sembra aver ridisegnato la geografia del nascente esecutivo Berlusconi. E se Umberto Bossi prova a forzare la mano, il Cavaliere sembra resistere.
Il nuovo esecutivo però – la premessa è d’obbligo – nascerà non prima della seconda settimana di maggio. Ed è quindi soggetto ancora ai tanti, molti, giochini della politica. Manco a dirlo le difficoltà sono arrivate subito, questa mattina, con il grido della Dca di Gianfranco Rotondi: “Senza una presenza del partito in Consiglio dei ministri restiamo fuori dal governo e da tutti gli incarichi parlamentari”. Tanto che da Milano è intervenuto Berlusconi con uno stop and go: “Stiamo sentendo tutti. Ho ascoltato le richieste della Lega, nulla è deciso. La decisione la prenderò io negli ultimi giorni utili: non ci sono ancora cose definitive e certe, ma ci saranno sorprese”. Poi citando un suo cavallo di battaglia, Erasmo da Rotterdam, ha aggiunto: “In questi momenti serve una visionaria follia”.
I ministeri (con il portafoglio) previsti dalla legge Bassanini sono dodici. Poi possono essere previsti spacchettamenti delle competenze e la creazione di altri ministeri (che ricadrebbero sotto la presidenza del Consiglio), ma il numero dei ministeri di spesa deve restare fermo a dodici. Tre posti fondamentali – Esteri, Interni e Difesa – sembrano già assegnati: il primo all’azzurro Franco Frattini, il secondo al leghista Roberto Maroni, il terzo all’aennino Ignazio La Russa. Certo anche il ritorno all’Economia di Giulio Tremonti che oggi su Repubblica apre ai sindacati e alla concordia sociale.
Affollamento di candidature per il dicastero della Giustizia, infatti se Gianfranco Fini ha candidato l’avvocato (e deputata di An) palermitano, Giulia Bongiorno, si parla molto anche di un possibile ritorno di Roberto Castelli, di Marcello Pera o di Alfredo Mantovano. Nel vertice di ieri Arcore il Cavaliere avrebbe accettato, pare a malincuore, anche il vicepremierato per Roberto Calderoli che farebbe coppia con Gianni Letta. Mentre alle Politiche Agricole dovrebbe andare un altro esponente del Carroccio, Luca Zaia.
Gli uomini di Fini avrebbero accettato le richieste della Lega in cambio di due ministeri pesanti: il Welfare/Salute che attenderebbe Gianni Alemanno come paracdute in caso di sconfitta nel ballottaggio romano e le Infrastrutture per Altero Matteoli. Gli azzurri prenderebbero anche le Attività Produttive, con il trionfatore della Liguria, Claudio Scajola, la Pubblica Istruzione con Sandro Bondi e i Beni Culturali al fedelissimo del Cavaliere, Paolo Bonaiuti (che verrebbe sostituito nel suo ruolo di portavoce da Daniele Capezzone). I bene informati sostengono anche che Berlusconi vuole assolutamente una poltrona da ministro anche per la “rossa” Michela Vittoria Brambilla, che potrebbe finire all’Ambiente. Ma in campagna elettorale il leader del Pdl ha fatto il nome anche della siciliana Stefania Prestigiacomo. Che in questo momento sembrerebbe essere senza dicastero. Restando nell’isola dove il Pdl è fortissimo, la Sicilia, è dato per favoritissimo per la seconda carica dello Stato, Renato Schifani.
Mentre sulla poltrona più alta di Montecitorio resta saldo Gianfranco Fini. Per quanto riguarda i ministeri senza portafoglio, le Riforme andranno a Umberto Bossi; la Prestigiacomo potrebbe essere recuperata alle Pari opportunità; Elio Vito, che starebbe battagliando con Scajola per la presidenza del gruppo Pdl, potrebbe invece finire ai Rapporti con il Parlamento; Lucio Stanca all’innovazione tecnologica; Adriana Poli Bortone alle Politiche comunitarie e Mariastella Gelmini agli Affari Regionali.
Questa la squadra che si va delineando, a meno delle “sorprese” annunciate da Berlusconi stesso: “Non ci sono cose certe e definite. Tutto si concluderà quando avrò pronto l’intero panorama di 60 persone per la squadra di governo; credo che ci saranno sorprese”.
Il VIDEO servizio:
- Lunedì 21 Aprile 2008

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Commenti
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Il 21 Aprile 2008 alle 16:38 pacato ha scritto:
… Berlusconi saprà come far quadrare il cerchio … accontentando tutti e mettendo gli uomini [.. e le donne] giusti … al posto giusto …
Il 22 Aprile 2008 alle 16:05 Governo futuro: la Lega rilancia sui nomi. L’unico punto fermo è rosa » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Almeno la quota rosa è al sicuro. Nel tira e molla tra Lega e Pdl sulla squadra di governo, una cosa è certa: come promesso, saranno quattro le donne nell’esecutivo governo di Berlusconi. Non tutte le caselle della nuova squadra sono state riempite, ma la presenza femminile sembra ormai assicurata per 2 signore tra i 12 ministri con portafoglio e altrettante tra i 4 o 6 senza portafoglio. Insomma, mentre Bossi rilancia, incurante delle sorprese annunciate da Berlusconi (a lui le Riforme, a Maroni il Viminale, a Zaia l’agricoltura, con un ruolo di vicepremier di Calderoli e un posto da viceministro per le infrastrutture a Roberto Castelli, ha detto il Senatur), e il Cavaliere frena, i rumors che salgono dagli ambienti del Pdl indicano che la griglia in “rosa” è pronta. Va solo deciso con quali nomi riempirla. Le candidate, in questo momento, sono 6 o 7 e molto dipenderà dal gioco di equilibri dei prossimi giorni. Nome sicuro, già più volte pronunciato dal premier in pectore, quello dell’azzurra Stefania Prestigiacomo. Già titolare delle Pari Opportunità dal 2001 al 2006, potrebbe tornare al suo posto, andare alla Salute o alle Politiche comunitarie. Potrebbe anche esserci il primo Guardasigilli al femminile, perché il dicastero della Giustizia, contesissimo da candidati uomini, potrebbe toccare alla penalista Giulia Bongiorno di An, o al giovane avvocato Mariastella Gelmini di Fi. Quest’ultima preferirebbe, però, la poltrona alle Politiche regionali, per la quale sarebbe in corsa anche Adriana Poli Bortone di An, già ministro dell’Agricoltura nel primo governo Berlusconi. Altro nome molto accreditato è quello dell’azzurra Mara Carfagna, che potrebbe ottenere un dicastero senza portafoglio, Solidarietà sociale o Famiglia, contrazione dei ministeri permettendo. Negli ultimi giorni sarebbero salite le quotazioni anche della presidente dei Circoli della libertà, Michela Vittoria Brambilla. Se ne parlava come sottosegretario o viceministro all’Ambiente, ma potrebbe guadagnare la guida del dicastero. Anche la Lega, reduce da un grande successo, non disdegnerebbe una rappresentanza femminile nell’esecutivo Berlusconi, magari al Lavoro: il nome più accreditato è quello di Rosi Mauro, fedelissima del leader del Carroccio e segretario del Sin.Pa, il Sindacato padano. A chiedere un posto però nel futuro esecutivo, c’è anche Alessandra Mussolini, leader di Azione Sociale e deputato del Popolo della Libertà. “A.A.A. laureata in medicina e chirurgia, pluriennale esperienza politica a livello europeo, nazionale e amministrativo, ottime e consolidate qualità relazionali, specializzata in tematiche sociali, temperamento combattivo, ottima conoscenza di inglese e francese, bella presenza, offresi per incarico di ministro, con o senza portafoglio. Esclusi perditempo. Trattative quasi riservate”. È questo il provocatorio “annuncio” che verrà “pubblicato sui principali quotidiani di Arcore”, con cui la Mussolini ha voluto buttarsi nella mischia delle papabili di un dicastero. Un messaggio indirizzato a Silvio Berlusconi, futuro premier, dopo le “ormai incontrollate e, talvolta, paradossali indiscrezioni sulla possibile formazione di Governo”. Sarà la sorpresa che ha in mente il Cavaliere? [...]
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