Sicurezza e ronde: scontro a distanza tra il duro Di Pietro e il leghista Maroni

Roberto Maroni durante il comizio conclusivo della campagna elettorale della Lega Nord | Ansa
Gli episodi di cronaca nera degli ultimi giorni, con gli stupri di Milano e di Roma, hanno riportato in primo piano nel dibattito politico il tema della sicurezza. Silvio Berlusconi ne è consapevole e, proprio in questi giorni in cui si sta discutendo della composizione del nuovo esecutivo, torna a ribadire che “uno dei primi provvedimenti del governo sarà incentrato sulla sicurezza”. Il Cavaliere precisa poi che “immediatamente dopo, sarà posto all’ordine del giorno il problema dell’art. 119 della Costituzione (federalismo fiscale) e dell’art. 116 della Costituzione (ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia)”.

Ma il tema della sicurezza scuote il Pd. E mentre i democratici discutono, dal Pdl arrivano le prime proposte. Così dopo le ultime aggressioni di Milano e Roma, è la proposta leghista di utilizzare le ronde per tutelare i cittadini a tenere banco. Il sì a una forma di vigilanza di volontari contro la criminalità “già legale, con poteri di prevenzione” da Roberto Maroni, indicato da Bossi quale ministro dell’Interno del governo Berlusconi, parlando di sicurezza prima in un’intervista al Corriere della Sera e poi collegato telefonicamente a RadioUno.
L’esponente del Carroccio annuncia “più rigore contro l’immigrazione clandestina, serve più pulizia e polizia”. Maroni parla, da ministro dell’Interno in pectore, di una “emergenza criminalità collegata all’immigrazione, spesso clandestina. Prodi ha perso le elezioni su questo e sulle tasse. Noi le abbiamo vinte sulla sicurezza e sul federalismo fiscale”. E sui patti per la sicurezza nelle città dice che “non hanno funzionato bene dappertutto e sono insufficienti, anche se bisogna proseguire su questa via”. Maroni, già ministro del welfare nel governo Berlusconi dal 2001 al 2006 e titolare del Viminale nel primo esecutivo del Cavaliere nel 1994, chiarisce: “Non vogliamo militarizzare il territorio, ma controllarlo. Coinvolgendo le autonomie locali. Se la sinistra ci sta, bene. Altrimenti abbiamo i numeri per fare da soli”. E sulla Bossi-Fini chiede “di attuarla con rigore, è un problema di applicazione ma la legge ha tutti gli strumenti adeguati per contrastare l’immigrazione clandestina”. “La sicurezza dei cittadini” ha detto ancora Maroni “è una priorità dello Stato, se no che ci sta a fare il governo”. E per garantire la sicurezza dei cittadini è importante “intervenire per ristabilire le condizioni che permettano alle forze di polizia di operare al meglio, dunque mezzi e risorse”. “Polizia, carabinieri e guardia di Finanza stanno facendo più del loro dovere”, ha sottolineato Maroni, ma “troppo spesso è successo di vedere criminali rimessi in libertà per dei cavilli e questo crea sconcerto nelle forze dell’ordine e minore efficienza”.
A bocciare però le ronde, ci pensa l’ex pm Antonio Di Pietro. E senza appello: “È un atto incostituzionale prevedere una polizia privata che si sostituisca al dovere pubblico di tutelare i cittadini da parte delle istituzioni pubbliche”, specie se “vuol dire che si imbracciano fucili o mitra e quindi farsi giustizia da sé. Questo in uno stato di diritto non è possibile”. Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, ha poi rivendicato al suo partito il merito di aver sempre parlato di sicurezza e legalità: “Ma per questo” sottolinea “siamo stati chiamati in questi anni nei modi più spregiativi possibili, da ‘quello mi fa orrore’ fino a definirci ‘giustizialisti e forcaioli’. Comunque, oggi è il tempo del fare e non del recriminare”.
Il ministro uscente ha quindi fatto le sue proposte: “Noi chiediamo che si aumentino del 30 per cento le risorse finanziarie per le forze dell’ordine, che si aumenti del 30 per cento il personale che assiste i magistrati, che polizia e carabinieri ritornino sulle strade e non restino dietro una scrivania, che si riduca il processo da tre a due gradi, che si dia la possibilità di applicazione della pena in via anticipata dopo la sentenza di primo grado, e che si faccia in modo che chi delinque resti in galera e che ci sia certezza della pena, anche aumentando e migliorando il sistema carcerario”. Infine, Di Pietro ha accusato “il centrodestra e la politica di Berlusconi di essere colpevoli dello sfacelo della giustizia”.
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È sui temi della sicurezza che si infiamma il dibattito politico. Soprattuto a Roma, in vista del ballottaggio. Secondo voi servono di più:

Commenti

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Il 21 Aprile 2008 alle 17:46 vincenzo.m. ha scritto:

IL COSTO DELLA SICUREZZA.
Molti saranno coloro che crederanno nel “potere della prevenzione” che si intenderà delegare ai cittadini volontari: tanti saranno coloro che si sentiranno investiti dall’autorità e cavalcheranno le ore notturne convinti che un “altolà chi va là” sarà sufficiente per intimorire il personaggio sorpreso in atto di delinquere. Il sistema di cui sopra offrirà a costo zero l’incertezza della certezza della sicurezza: basterà un urlo perché si sia intercettati quali unità appartenenti alla ronda ed ecco le mani alzate in atto di totale sottomissione del delinquente di turno. Avverrà dopo i primi accadimenti che sanciranno l’impossibilità del cittadino, in veste di “promotore dell’ordine” ed armato di buona volontà, che trovandosi di fronte al delinquente armato e per personale inclinazione autorizzato all’uso dell’arma ,che la nuova “ideologia sulla sicurezza” finirà nella polvere. Lo Stato dovrebbe stanziare le risorse per istruire, definire compiti, limiti ed autorità di coloro che sono preposti all’ordine: una richiesta di sicurezza comprovata da atti delinquenziali sempre più presenti nella società odierna. Il sogno del cittadino rischierebbe di infrangersi in una illusione costruita sulla finta sicurezza dei cittadini: sicurezza che è una priorità dello Stato ma che può esplicarsi attraverso il concetto di delega, pertanto lo si voglia o no lo Stato deve delegare, lo deve fare anche e non solo per i risultati ottenuti e fortemente contestati dai risultati elettorali.
Cittadini che, dotati di telefono mobile, provvedono alla sicurezza devono sapere di espletare il ruolo di una “vedetta” con tutti i rischi che comporta. LA definizione dei ruoli, dei rischi, delle azioni e dei rimandi alle autorità preposte alla sicurezza non potranno non essere chiaramente espresse ai volontari

Il 22 Aprile 2008 alle 3:23 aldo1110 ha scritto:

Una volta le forze dell’ordine erano composte di soli uomini militarizzati e dipendenti dello stato.Oggi sono composte anche da donne ,in parte militarizzati ed in parte no.Certi compiti di sorveglianza,prevenzione,intelligence sono svoltida personale civile appartenente ad organizzazioni privateconpetenti,addestrate econ perfetta conoscenza della legge.Cosi’ come in caso di sovraffollamento delle ferrovie dello stato si puo’ optare per un taxi o autobus privato,cosi’in caso di sovracarico delle forze dell’ordine tradizionali e con chiare emergenze di sicurezza,e’ giusto e logico che certi esponenti politici,sensibilizzino la popolazione con la proponendo gruppi di vigilanza locali,addestrati ed inquadrati sotto un cotratto di lavoro simile a quello delle forze di polizia tradizionali.Ddifendere i cittadini dalla violenza dei malfattori,con tutti i mezzi necessari e’ un dovereed un atto di civilta’ e democrazia.Le estrnazioni dell’on. Di Pietro che evoca scene da far west,sono strumentali ed in mala fede.Il NO dell’onorevole a certe forme regolate di autudifesa (che nascono da esigenze oggettive vedi la cronaca delle ultime settimane)e’ frutto di un orribile opportunismo politico.Se la coalizione PdL risolvera’,come credo,gran perte dei problemi di ordine pubblico,questo si tradurra per Di Pietro ed i suoi soci in una ulteriore sconfitta e perdita di credibilita’.Questa e’ l’essenza del “buonismo” stile sinistra appena naufragata.Consigliamo a Di Pietro,per il bene dei cittadini,e per mantenersi aperta una porta per la sua carriera politica futura,di intressarsi,PRIMA DI TUTTO,dei diritti delgi offesi,dei brutalizzati dalla criminalita’,dei poveri disgraziati mutilati o uccisi .
Dopodiche’,se avanzera’ tempo e voglia analizzeremo i diritti (se ancora ne restano)dei delinquenti e mai piu’ al contrario.

Il 22 Aprile 2008 alle 11:10 cini ha scritto:

Parlando di sicurezza in Italia ,la battuta dell´anno l´ha fatta colui che ambisce al prestigioso posto di Sindaco di Roma per la seconda volta,costui é
nessun´altro ma Rutelli.
Come misura preventiva agli attacchi,stupri e omicidi diretti, prevalentemente da parte di delinquenti clandestini, verso le donne romane,che ne sono soggette o giornalmente esposte, propone d´indossare un bracciale d´allarme.
Praticamente Rutelli dice,non toccate Caino,proteggetevi come meglio potete,rinchiudetevi in casa e magari ,se non dovesse piacervi andatevene anche all´estero.
Insomma che i romani facciano quel che vogliono ma che lascino in pace i ventimila poveri clandestini anche se se pluripregiudicati e delinquenti recidivi.
I clandestini devono godere, secondo l´aspirante sindaco, di piú diritti dei cittadini romani ,dei poveri turisti o studenti stranieri.
Io mi domando chi a Roma nelle proprie normali facoltá di intendere o volere potrebbe mai offrire il suo voto ad una tale ambigua personalitá.
Aspettiamo nel frattempo che il Governo Berlusconi si prenda carica della situazione al piú presto.

Il 22 Aprile 2008 alle 11:12 dido1 ha scritto:

Il vicepremier Rutelli, defenestrato e mandato a casa dai suoi elettori, e fra poco non sarà più vice e nemmeno vice del vice segretario del PD, doveva proporre non il bracialetto antistupro per le donne, ma due belle manette! Così che al momento dello stupro, le poverine non potendosi muovere ne agitarsi, avrebbero dato allo stupratore meno godimento e meno soddisfazione nel compiero il loro
dovere……..
Così dovrebbe funzionare una libera società civile, piena liberatà di movimento per gli immigrati deboli ed indifesi, per i mussulmani martoriati nei loro paesi antidemocratici, per gli zingari che mandano i bambini a rubare, e per noi che subiamo tutte queste angherie, zitti e muti.
L’On. Di Pietro si scandalizza sulle proposte dell’On Maroni, ma lo fa solo per apparire meno forcaiolo di quello che è, ma lo sa benissimo che solo così si potrà mettere fine allo sbando democratico in cui siamo finiti, grazie a Prodi & C.
Caro Di Pietro, non fare il furbetto, tanto quei quattro voti che hai preso li perderai strada facendo, quando la gente si accorgerà che sei solo “CHIACCHERE E DISTINTIVO”…….

Il 22 Aprile 2008 alle 11:50 arsenio_lupin ha scritto:

Allora penso che chi sbaglia deve pagare senza nessun sconto di pena ma preciso bene il punto che sia giusto che che sbaglia deve pagare con il carcere il suo sbaglio ma stiamo attenti a non essere troppo da una sola parte perchè come si dice chi sbaglia paga ma deve anche valere per i politici che fono ad ora sono sempre stati imuni a questo,se la legge deve essere uguale per tutti che lo sia veramente e non andiamo sempre a prendersela con gli ultimi,e poi questa cosa non mi è nuova guarda caso ci sono delle cose che non filano come discorso,ogni volta che c’è aulcosa la governo escono fuori questi casi e non sono gli unici,una volta i pedofili che ogni giorno si sentiva il pedofilo che procurava dani,poi queste violenze verso le donne e queste notizie sia l’una che l’altra vengono messe n prima pagina per un paio di giorni dopo finisce il tutto questo gioco penso che orami lo si conosce e ora di fare i seri e non di fare solo vedere che si preoccupano i plitici della sicurezza per i cittadini e un gioco ormai scoperto,spero che quando un politico sbaglia che venga punito uguale ad un normale cittadino e che sconti la sua pena senza attenuanti ci credo poco perchè contro i potenti è difficile che paghino i loro sbagli,se fosse cosi allora potrei ricredermi ma è difficile questo che possa accadere.
Arsenio Lupn

Il 22 Aprile 2008 alle 12:03 fercas ha scritto:

Senza tanti giri di parole dico che le ronde proposte da Maroni sono un aggiunta utile ai fini della sicurezza; utile perchè la loro presenza permette di avvisare tempestivamente l’autorità di polizia nel caso di commissione del reato; inoltre sono economicamente vantaggiose perchè senza costi per l’amministrazione essendo il servizio su base volontaria. In quanto alla incostituzionalità sbandierata da Di Pietro, non penso che lo siano poichè le stesse non intervengono direttamente, sono disarmate e fanno solo una vigilanza visiva e si limitano ad avvertire chi di dovere in caso di necessita. Piuttosto dico a Di Pietro che anticostituzionale era ed è, ad esempio, notificare avvisi di garanzia ad orologeria ovvero a tempo determinato. Cordialità.

Il 22 Aprile 2008 alle 12:23 gioia23 ha scritto:

vivo in Germania da circa 30 anni e non ho visto mai “vu cumprà” in mezzo alle strade, nè accattoni nè tantomeno campi di zingari, gente che vive in alloggi abusivi o sotto i ponti o prostitute in mezzo alle strade delle città. Qui non esistono stranieri clandestini, quelli che ci vivono hanno, quasi, gli stessi diritti dei tedeschi, ma anche gli stessi DOVERI.Assolutamente niente in contrario con chi viene legalmente da noi per costruirsi una esistenza civile, ma massima severità della legge contro chi delinque. saluti

Il 23 Aprile 2008 alle 10:48 Match per il Campidoglio. Sicurezza, Rom e Alitalia: lite Rutelli-Alemanno » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] L’emergenza sicurezza e la questione Alitalia sono stati i temi centrali del faccia a faccia tra i candidati a sindaco di Roma del centrosinistra Francesco Rutelli e del Pdl Gianni Alemanno nel corso della trasmissione televisiva Ballarò in vista del ballottaggio per le elezioni comunali di domenica e lunedì prossimi. [...]

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