
Per un professore che rientra, venti studenti che escono.
Nel giorno in cui torna al lavoro Alberto Burchielli, il professore dell’istituto “Marco Polo” di Firenze protagonista del video, pubblicato su YouTube, in cui veniva ripreso nell’atto di fumare in classe, ecco che i suoi venti alunni sono stati sospesi dal preside.
Burchielli è arrivato a scuola, in scooter, accolto come una star: fotografi, cameraman e giornalisti. Commosso ed emozionato, ma anche frastornato e intimorito da flash e microfoni, il professore di educazione fisica ha raccontato di “un mese molto duro, parecchio pesante. Sono stato male. Stavo meglio un mese fa. Ora voglio pensare solo al lavoro”. All’ingresso, ad accoglierlo il preside Gianfranco Carloni, che ha salutato il professore con una stretta di mano. Da parte sua il professore, sorridendo, ha ammesso di aver smesso definitivamente di fumare. Sui muri esterni della scuola, le tracce dell’affetto dei suoi allievi: “Burkie the king” e “Regno Burkie”.
La vicenda, che aveva generato un vero e proprio caso, non si è però ancora chiusa. Il preside ha deciso di punire con tre giorni di sospensione tutti i ragazzi che quel giorno erano in aula ed avevano assistito alla scena. I ragazzi avevano immediatamente difeso il professore. Gli studenti si erano addirittura detti pronti a occupare la scuola per solidarietà, ma il preside era riuscito a convincerli ad intraprendere forme di protesta meno eclatanti e ad organizzare un’assemblea per chiarire le posizioni e i provvedimenti presi.
Le immagini del prof avevano scatenato una ridda di polemiche: quasi tutte le posizioni, almeno quelle espresse da pedagoghi, psicologi ed esperti di scuola, erano comunque concordi nel giudicare il gesto profondamente diseducativo. Sul caso si era espresso anche il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, secondo il quale è bene ormai che “ciascuno si assuma la responsabilità di far sì che la legalità venga ripristinata erogando sanzioni: i rimedi ci sono, abbiamo cambiato le sanzioni disciplinari per gli studenti e i docenti”.
Il professore ha comunque sin da subito ammesso di aver compiuto una leggerezza, negando però di aver mai fumato una “canna” come invece indicato dagli studenti nel filmato, poi riversato su internet. Anche l’avvocato difensore del docente ha ammesso questa posizione: “La sospensione che gli è stata inflitta è terminata” ha spiegato Paolo De Angelis “e in questo mese il professore ha condotto una vita regolare: ha definitivamente smesso di fumare e ha anche incontrato più volte gli studenti della sua scuola con i quali i rapporti sono sempre ottimi”.
- Martedì 22 Aprile 2008
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