Roma caput ballottaggi. Testa a testa tra Alemanno e Rutelli, il Pd trema


Rush finale tra Gianni Alemanno e Francesco Rutelli per la carica di sindaco di Roma. Domenica e lunedì prossimo i cittadini romani (ma si vota anche per l’elezione dei presidenti di 5 province, dei sindaci di altri 42 comuni, di cui 6 capoluoghi di provincia) torneranno alle urne per il turno di ballottaggio.

L’ex leader della Margherita è forte del 45,77% incassato il 13 e 14 di aprile, mentre il colonnello di An riprende la sua scalata dal 40,74%. Rutelli sarà appoggiato ufficialmente da tre liste in più (Michele Baldi che aveva ottenuto lo 0,8% e da due formazioni dal nome calcistico “Forza Roma” e “Avanti Lazio” rispettivamente 0,3% e 0,1%) rispetto al primo turno con un peso elettorale complessivo di poco più di un punto percentuale. Ma dovrebbe avvantaggiarsi anche dei voti di Franco Grillini (0,8%) a cui ha rifiutato l’apparentamento perchè, spiegano i bene informati di cose capitoline, se Rutelli ce la fa, sarà “grazie ai voti che la Chiesa non gli farà mancare”.
Invariato invece lo schieramento che appoggerà il candidato del centrodestra. Pur senza apparentamenti si dovrebbe giovare dei voti de La Destra di Francesco Storace (3,3%) e di quelli di Mario Baccini (0,7%). La corteggiatissima Udc, che al primo turno ha schierato Luciano Ciocchetti (3,1%), ha lasciato libertà di voto.
Poi due endorsement che non ti aspetti: per Rutelli quello di Giuliano Ferrara e per Alemanno quello di Mario Capanna.
E stasera i due si scontrano in un duello tv da Giovanni Floris a Ballarò. Panorama.it li ha messi a confronto su alcune tematiche.

Sicurezza
La cronaca nera delle ultime settimane ha messo in primissimo piano la questione sicurezza. Rutelli ha sollevato un vespaio di polemiche con la sua idea del braccialetto elettronico per la richiesta di aiuto in caso di bisogno per le donne. Immediata la risposta di Alemanno che l’ha giudicato “umiliante per le donne perché rappresenta la resa da parte delle istituzioni incapaci di garantire la sicurezza dei cittadini”.
Poi botta e risposta tra i due sulla gestione della sicurezza da sindaci. Rutelli ha detto che, qualora eletto, si avvarrà di un nuovo organismo: “la Commissione Consultiva per la Sicurezza Integrata (Csi), formata da personalità di alto profilo istituzionale e con provata esperienza nel campo della sicurezza”. E poi ha spiegato: “Roma è la vetrina del Paese e sarà la vetrina della sicurezza. Da sindaco guiderò le politiche per la sicurezza di competenza del Comune di Roma”, eliminando quindi l’apposito assessorato. Pronta la risposta di Alemanno: “Voglio trasformare la polizia municipale romana, oggi abbandonata, in una vera polizia locale come previsto nella Costituzione, una vera polizia di prossimità, armata, che sia destinata a fare la lotta al degrado”. E ancora: “Se sarò eletto sindaco, provvederò all’espulsione dei 20mila stranieri che hanno commesso reati, nomadi, immigrati o romeni che siano, non è una questione etnica”.

Alitalia
L’altra tematica calda della campagna elettorale è stata la questione Alitalia. Tema tanto più scottante a Roma dove i posti di lavoro nel settore sono tanti. E a rischio.
Il vicepremier Rutelli nelle settimane prima del voto per le politiche ha più volte criticato la posizione di Berlusconi sulla cordata italiana. E a proposito dell’abbandono di Air France ha spiegato: “Quello che sta succedendo in queste ore è una tragedia per Roma. Se Alitalia fallisce è un disastro, con decine di migliaia di persone che vanno per strada. Per noi è come la Fiat per Torino e forse di più”.
Alemanno, invece, prosegue nella linea adottata dal leader del Pdl, Berlusconi, di ricercare strade alternative: “Credo che una cordata italiana sia l’unica soluzione. Constatiamo con soddisfazione che Air France si è ritirata. Vogliamo mantenere la compagnia di bandiera in Italia e a Roma perché ci serve per il turismo e per mantenere elevato il livello internazionale”.

Grandi opere e traffico
Per il problema numero uno di Roma, il traffico, Alemanno punta sul potenziamento del trasporto pubblico sul ferro e sul decongestionamento del traffico. Secondo il candidato del centrodestra “è fallita la cura del ferro degli ultimi 15 anni di governo” della Capitale. Poi propone la realizzazione del secondo anello del Grande raccordo anulare e il completamento dell’anello ferroviario con un deciso aumento dei parcheggi.
Rutelli vuole proseguire con la cura del ferro già avviata con i lavori per la metro C, il prolungamento della metro B e la futura metro D. L’ex sindaco ha promesso più parcheggi di scambio, più offerta di trasporto pubblico, corsie preferenziali e la revisione del sistema tariffario della sosta differenziata a seconda delle zone. Ma spazio anche all’innovazione tecnologica: vendita di almeno un terzo dei biglietti del trasporto pubblico locale mediante pagamento on line e via sms.

Case e asili
Sulla questione casa il candidato del Pdl a sindaco di Roma ha ribadito di voler costruire “25 mila case nei prossimi anni”. Sugli asili nido, invece promette “10mila nuovi posti a Roma nel prossimo quinquennio”.
Rutelli per affrontare l’emergenza casa ha annunciato la realizzazione di 10mila case popolari, 10 mila case in affitto agevolato e 6 mila alloggi per studenti.

Unioni civili
I due candidati sono contrari alle unioni civili. Alemanno segue la linea del Pdl, che in materia di diritti prevede il pieno rispetto della Costituzione e quindi la tutela delle famiglie basate sull’unione tra uomo e donna.
Nel programma di Rutelli non c’è spazio per il Registro delle unioni civili (che già con Veltroni non ebbero successo). Saranno pero “garantite – si legge nel suo documento programmatico - pari opportunità alle persone che vivono in unioni di fatto. In tutti i regolamenti del Comune si dovrà fare riferimento alle risultanze delle convivenze anagrafiche, a prescindere dalle scelte sessuali liberamente adottate”.

Commenti

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Il 22 Aprile 2008 alle 15:57 graym ha scritto:

Sulla Sicurezza, Alemanno e’ certamente più credibile: Fini e tutta la componente di AN del PdL ne ha fatto la base della campagna nazionale.
Rutelli, non e’credibile per la sua esperienza passata e non e’ credibile in quanto rappresenta, come Veltroni rivendica nella (sua!) lettera agli elettori romani, la CONTINUITA’!
Continuità nello scempio di Roma? No, grazie. Lo stesso che gli italiani hanno detto a Ferrara.

Su Alitalia: Gli Italiani si sono già espressi sulla posizione di Silvio Berlusconi, con un 10% di maggioranza a livello Nazionale, e con la maggioranza nel Lazio.
Certo che Alitalia e’ per Roma importante come la Fiat.
Per questo si punta alla sua Italianità e si ripone fiducia nell’azione del Premier.

CASA. Più credibile il progetto di Alemanno, per la semplice ragione che il nuovo governo ha nel Piano Casa Berlusconi un suo punto di forza specifico. Quindi ci sarà maggiore attenzione comunque!

Per il resto, abbiamo dovuto mangiare pane e mortadella per due anni, pane e moretti per 7 anni, adesso volete propinarci pane e cicoria per altri 5???
ROMA non e’ un OPTIONAL, tanto per rifarsi della sconfitta.

Il 22 Aprile 2008 alle 17:35 nhico ha scritto:

Quando si perdono i confini con la realtà, quando si rincorrono gli aquiloni dell’estroversa vacuità, quando si cammina sugli orli degli abissi, quando si vuole essere ad ogni costo alfiere di un pensiero indistinto, quando non si sa più cosa fare e si incomincia a sentire il forte vento della sconfitta, allora ci si aggrappa a tutto. Compresa la continuità. Anche se il passato a cui si fa riferimento è tutto un caos, ed è la madre appunto di tutti quei disagi da cui si vuole scappare. La città eterna è alla disperazione. Ha bisogno di generosità, amorevolezza, pazienza e lucida determinazione. Onestamente, Rutelli, lo chiedo a lei, Elefantino, sarà in grado di essere la madre generosa di cui sopra? O invece (come ha fatto per il passato, e come in quel solco ha proseguito a fare Veltroni), continuerà a seminare il niente? Roma ha finalmente bisogno di un sindaco che non se ne vada in giro a specchiarsi nelle cento vetrine delle sue vie bene, ma di un pater familias che metta ordine nelle sue periferia e dia sicurezza a tutta quella gente che lì abita. E Alemanno è l’uomo giusto.

Il 22 Aprile 2008 alle 18:33 aldo1110 ha scritto:

Per evitare il ripetersi di inquinamenti indesiderati,si applichi da SUBITO la legge sulle rottamazioni mirate : Di Pietro e Rutelli al macero e no way back!

Il 22 Aprile 2008 alle 18:59 dido1 ha scritto:

Saranno i romani a darsi il sindaco che si meritano.
Vediamo un po’ e poi sentenzieremo!

Il 23 Aprile 2008 alle 11:19 Fini alla Camera? “Non potrei rifiutare. Ma lascerò An a un primus inter pares” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Niente vertici a due, niente incontri a villa San Martino col Cavaliere. Quelli di An preferiscono lavorare sottotraccia, in assoluto silenzio. Ma non per questo stanno alla finestra ad aspettare, anzi. Certo, a tenerli in movimento c’è prima di tutto la questione capitolina: la battaglia per insediare in Campidoglio un colonnello come Gianni Alemanno.  A via della Scrofa sanno che dal successo o meno della sfida dipende anche la composizione del futuro governo, o quantomeno il numero (e il peso) dei propri rappresentati da inserire nella squadra che il Cavaliere porterà a Palazzo Chigi. Di fatto, gli aennini hanno le idee molto chiare. Sopratutto il loro leader Gianfranco Fini, da molti (compreso lo stesso Cavaliere) indicato come il prossimo presidente della Camera. E allora: “Se i deputati mi eleggeranno presidente della Camera sarebbe presuntuoso rifiutare la terza carica dello stato: ciò comporta l’abbandono di incarichi politici di partito. Lascerò la presidenza di An, un fatto che mi emoziona ma che è necessario”. Così parla Fini a Porta a Porta, sottolineando che seguirà l’esempio dei due precedenti presidenti di Montecitorio: Pier Ferdinando Casini e Fausto Bertinotti. “Ciò non significa” prosegue Fini “dimenticare i valori in cui credo: dirò che sono un uomo di parte pur essendo garante di tutti”. Dopo l’eventuale elezione alla presidenza della Camera ha poi aggiunto Fini “riunirò i vertici del partito nell’Assemblea nazionale e proporrò di individuare un reggente, un primus inter pares, per accompagnare il partito al congresso, in autunno o al più tardi nei primi mesi del 2009, per verificare se ci sono le condizioni per fare l’ultimo passo verso il Pdl”. [...]

Il 23 Aprile 2008 alle 14:03 DestraLab » Tifo ha scritto:

[...] Ballottaggio a Roma, tifo: Liberale, sessantottino e laico devoto. [...]

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