
Lui, il “sindaco sceriffo”, Sergio Cofferati alla sicurezza ci tiene in particolar modo. Tanto da mettersi contro (dal giorno degli sgomberi dei Rom sul Reno nel 2005) parte della (ex) maggiorazna di sinistra. Ancora lui, Sergio Cofferati, se c’è da sperimentare non si tira indietro. E allora se Walter Veltroni, segretario del suo partito, dice che per costruire un’opposizione riformista bisogna guardare al centro e approcciarsi all’Udc di Pier Ferdinando Casini, ecco che il primo cittadino bolognese è in prima fila.
Sempre lui al partito democratico del Nord, che segua le orme della Lega (radicamento sul territorio, più vicinanza alle esigenze dei cittadini, più praticità nel risolvere i problemi) ci crede sul serio. Basta scegliere uno di questi motivi politici, per capire un po’ di più come e perché a Bologna, Pd e Udc stiano andando insieme a mettere la firma su un provvedimento comunale che dota di spray urticante (”previsto da una legge regionale del 2003″, precisano dal Pd) e manganelli (anzi, lo chiamano “bastone distanziatore”, per non incorrere in questioni ideologiche) i vigili locali. Un matrimonio in solitaria, per ora, senza testimoni bipartisan: il centrodestra, scippato dell’argomento, grida all’inciucio.
Solo qualche mese fa, le prove di accordo con An erano fallite: a luglio, un pacchetto simile aveva persino ricevuto il benestare di Fini. Alla fine però Cofferati non firmò l’intesa. Questione di tempo. E di urne: ora che anche in Emilia il partito di Bossi ha preso l’otto per cento, il via libera alle misure di sicurezza supplementari per i vigili urbani è diventato priorità. E porta in calce le firme di Claudio Merighi, capogruppo del Pd in Comune, uno dei colonnelli di Cofferati, e di Silvia Noè, consigliera comunale e regionale dell’Udc. Un semplice documento, subito battezzato “le nozze del manganello”, che fa esplodere il capogruppo della lista civica guazzalochiana che aveva nell’Udc uno dei propri pilastri politici (”qui ci vogliono affossare”), mentre il Pdl accusa di tradimento il partito di Casini (”sono la stampella di Cofferati”). Dall’altra parte Rifondazione comunista minaccia barricate e si prepara alla battaglia insieme ai centri sociali. Insomma, oggi sono in molti a rifiutare l’accordo.
Al riflesso che l’intera vicenda potrebbe avere a livello nazionale sembra non pensarci nessuno. Ma dopo le pattuglie di “assistenti civici” presentate dall’assessore alla Sicurezza Libero Mancuso, è rimasto solo il Prc a denunciare la “pericolosissima rincorsa a destra” di Bologna: per il capogruppo Roberto Sconciaforni “gli spray, i manganelli, le ronde di studenti e pensionati, dimostrano solo il misero tentativo del Pd di inseguire la Lega. Faremo di tutto perché non passino”. Questa volta, però, a raccogliere la mano tesa di Cofferati è soltanto l’Udc. In linea con la nuova strategia d’opposizione del Pd.
- Giovedì 24 Aprile 2008
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Commenti
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Il 24 Aprile 2008 alle 17:32 lello ha scritto:
Il manganello è bianco come vuole Casini, è una giusta misura …per Casini, Cofferati l’ha già dato a Casini?
Più che una stampella l’UDC diventerà la sedia a rotelle del PD:potranno versare lacrime per non meno di un quinquiennio, staranno in compagnia..del bianco manganello
Il 25 Aprile 2008 alle 20:09 cusrer ha scritto:
IN QUESTA CONSULTAZIONE ELETTORALE HO VOTATO LEGA MA IN QUESTA CIRCOSTANZA PLAUDO AL PROVVEDIMENTO COFFERATI.
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