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- 6 commenti
Parla ininterrottamente per quasi due ore, non esce mai di scena, arringa la folla come solo i capi popolo sanno fare. Sul palco di Piazza San Carlo, nel giorno della Liberazione, Beppe Grillo detta i tempi, decide gli applausi, seleziona gli interventi e la loro successione. E se è il caso anche l’accento . “Chiudi, chiudi, che già con questa cadenza sono invecchiati di 100 anni”, spiega ai No dal Molin ancora inesperti sulle tecniche di comunicazione.
A cavallo tra la piazza virtuale di internet e il Caval ‘d Brons di Piazza San Carlo, il Savonarola “crossmediale” parla senza risparmiare nessuno. A partire dal sindaco Sergio Chiamparino: “chiaro che non condivide il V2Day, se ci fosse libera informazione tutti conoscereste il livello culturale del vostro sindaco”. Grillo attacca la Rai, il presidente della Repubblica, che chiama Morfeo Napolitano, le Banche, la Confindustria, “i politici che si indignano quando muore un operaio”. E soprattutto il quarto potere: “l’informazione è la bolla di vetro nella quale sono avvolti i politici” sentenzia.
Nel salotto buono della città rimbombano i Vaffa dedicati alla “casta dei giornalisti” in nome di “una libera stampa in un libero Stato”.
Al pubblico Grillo chiede di firmare per tre referendum che propongono l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, dei finanziamenti pubblici ai giornali e della legge Gasparri. “La rete li farà fuori lo stesso” sentenzia il comico ligure che accoglie sul palco “le persone che combattono e non hanno mai voce”: i ragazzi di Libera, i comitati No Tav e No Dal Molin, ma anche chi voce ne ha. In collegamento video Luigi De Magistris e Adriano Celentano, a finire la serata Marco Travaglio.
Grillo dedica la manifestazione a quelli che in piazza Castello ricordano la Liberazione ma afferma “siamo noi la continuazione dei nostri nonni”.
Dall’altra parte di via Roma nessuna risposta. Il presidio del 25 aprile ha un altro pubblico, che ascolta la musica di Mariano Deidda, dei Lou Dalfin, di Eugenio Finardi, dei Marlene Kuntz e i racconti della Resistenza. A leggerli sono giovani studenti che salgono sul palco accompagnati dai partigiani dell’A.N.P.I. Nessun Vaffa, “qui non ci sono oratori” risponde lo staff a chi chiede se sul palco saliranno Gustavo Zagrebelsky o altri firmatari dell’appello a scendere in piazza per il 25 aprile, che iniziava con la citazione integrale dell’articolo 21 della Costituzione. Questa la risposta al V2Day, e l’invito a festeggiare “la notte in cui gli italiani divennero liberi”.
LEGGI ANCHE: Beppe Grillo, tutto il giro d’affari dell’antipolitica
- Venerdì 25 Aprile 2008

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Commenti
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Il 26 Aprile 2008 alle 5:40 totalll ha scritto:
ARTICOLO VERGOGNOSO!!!
antonietta.demurtas sei una disinformatrice;
Così Grillo attaccherebbe i politici perchè “si indignano quando muore un operaio” ????
CAMBIA MESTIERE
Il 26 Aprile 2008 alle 10:45 tita222 ha scritto:
Ecco perchè le piazze di grillo si riempiono:
I signori giacomo amadori e
andonietta demurtas della categoria dei “giornalisti” ne sono uno splendido esempio: servi del padrone!
Cosè, c’è in vista qualche promozione o qualche premio al miglior leccaculo, in Panorama? Continuate così…
1) Grillo non si è fatto leggi ad-personam come “testa d’asfalto” (vostro PADRONE)
2) Non spolpa gli italiani con balzelli “obbligatori” tipo: RAI, finanziamento ai GIORNALI, ai PARTITI, alla POLITICA (anche ai perdenti e non eletti), VITALIZI, ecc.. ecc.. ecc..
3) Vi ricordo che siete nell’occhio del ciclone, potete cercare di screditare Grillo quanto volete, ma la rete è libera, non è RAISET, e mentre panorama non lo legge nessuno, il blog di Grillo è fra i primi 8 nel mondo (ergo: il MONDO vi osserva!)
Il 26 Aprile 2008 alle 12:39 redazione ha scritto:
Siamo stati costretti a eliminare un commento che, insultando l’autrice del pezzo, andava contro la policy del nostro sito. Vi invitiamo a mantenere i toni della discussione sul binario della corretttezza. Grazie!
Il 26 Aprile 2008 alle 15:42 poldus ha scritto:
bisogna dire che il pudore non sapete
neanche cos’e’. un articolo cosi’ fazioso
non lo si leggeva dai tempi di mussolini
d’altronde grazie alla vostra “abilità”
giornalistica che abbiamo una credibilità
pari a quella del Burkina Faso
Il 28 Aprile 2008 alle 17:34 masedo ha scritto:
Primo: l’articolo non è fazioso e riporta semplicemente le affermazioni preziosamente elargite dal business man Beppe Grillo, a cui viene dedicato un’attenzione inversamente proporzionale ai suoi meriti.
Secondo: se anche vi fossero riportate opinioni personali, si possono discutere ma senza mai scadere nella volgarità e nell’insulto, anticamera della violenza.
Quindi voi, che fate tanto i democratici, siete i veri fascisti, perchè volete impedire a chi non è d’accordo con voi di esprimersi liberamente e giudicate moralmente inaccettabile il fatto di avere idee diverse dalle vostre. Mi ricordate un certo Berija…
Il 17 Luglio 2009 alle 17:47 Ma Grillo vuole rilanciare il Pd o il suo 740? » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Ma Reset ha strabattuto pure l’ultimo tour, Delirio (qui un assaggio, in VIDEO di 10 min.), che aveva in agenda 58 date e che ha attirato nei primi 36 appuntamenti (sino a dicembre) 98.104 paganti (circa 2.700 di media). Un ottimo risultato, ma pur sempre una flessione. Basti un esempio: Grillo ha chiuso la tournée a marzo, nella sua città, Genova: un solo show, al Vaillant Palace (5 mila spettatori). L’anno prima, con Reset, aveva riempito per due serate il Palasport (9 mila posti). Ma quelli erano i giorni dei V-day e quella di Grillo sembrava una marea montante. In quel periodo pareva che le liste civiche a “cinque stelle”, quelle che avevano ottenuto il suo imprimatur, dovessero fare incetta di scranni. Quasi 2 anni dopo l’esercito degli amministratori grillini è decisamente più sparuto del previsto: una quarantina consiglieri in circa 35 comuni. Probabilmente la gente dopo il secondo Vaffa day di Torino del 25 aprile 2008 ha iniziato ad assuefarsi un po’ al grillismo e alle sue provocazioni. Ma il masaniello genovese non sopporta il cono d’ombra. Per questo non si è perso d’animo e ha cercato di rimediare con performance sempre più contestate. Per esempio si è esibito in uno sproloquio televisivo lungo 20 minuti su La 7 costringendo la conduttrice, Ilaria D’Amico, a scusarsi con il pubblico. Nel suo spettacolo Delirio, oltre ai soliti prodotti, come il libro digitale di una nota casa informatica o la palla ecologica per lavare i panni, ha iniziato a promuovere, in polemica con la campagna governativa contro la prostituzione di strada e in nome della libertà sessuale, anche siti hard come www.youporn.com. Sul palco Grillo mostrava come navigarci, magari inviando propri video, senza preoccuparsi dell’imbarazzo del pubblico più anziano o delle signore. Non è chiaro se Grillo inserirà la pornocrociata nel suo programma di aspirante segretario pd. Non pago, l’11 giugno scorso ha cercato di attirare l’attenzione con uno show in commissione Affari costituzionali del Senato, dove ha dichiarato che in Parlamento ci sono “vecchi, antistorici e qualche zoccola”. Volgarità in serie che non sono bastate a raddrizzare l’audience. Sino al colpo di scena del 12 luglio. Ora bisogna vedere se la segreteria del Pd è davvero il suo obiettivo o se è solo l’ennesima boutade per ottenere visibilità e prime pagine. Infatti in politica sino a oggi Grillo ha ondeggiato tra l’Italia dei valori e le sue liste civiche. A Bologna, per esempio, durante la campagna elettorale per le ultime elezioni europee ha dovuto lasciare lontano dal palco i dipietristi Sonia Alfano e Luigi De Magistris, perché i ragazzi del Meetup e della Lista civica hanno preteso che non ci fossero commistioni con l’Idv. Anche perché nel programma dei grillini non sono ammessi gli inceneritori, accettati, invece, dal partito dell’ex pm. Per questi motivi i comitati Rifiuti zero hanno scritto a Grillo una lettera aperta di protesta (”Cosa c’azzecca con te quel Di Pietro?”) che al momento resta senza risposta. Non basta. Christian Abbondanza, genovese, fondatore della Casa della legalità, associazione impegnata nella lotta alla mafia, ex collaboratore del blog e di diversi meet-up, solleva dubbi anche sulla carta di Firenze, praticamente il programma di governo delle liste civiche a “cinque stelle”: “Dobbiamo ancora capire perché tra i punti fondamentali non ci sia la questione dei controlli di legalità, trasparenza e correttezza delle amministrazioni pubbliche. Forse quell’argomento è stato dato in appalto a Di Pietro”. Anche perché sono in molti a sospettare che, mentre all’ex pm interessano i voti veri, Beppe Grillo sia più attratto dai guadagni. [...]
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