Si scrive sofisticazione. Si legge truffa ai danni dei consumatori che, ignari, acquistano generi alimentari alterati e spesso nocivi per la salute. Lunedì scorso i carabinieri dei Nas di Bari hanno arrestato 39 persone per aver commercializzato come extravergine un olio di semi, anche geneticamente modificato, addizionato con clorofilla e betacarotene. In tutto 25mila litri d’olio, spiega il tenente colonnello Ernesto Di Gregorio, comandante del Nas di Napoli, rivenduto nei mercati locali ma anche a ristoranti e piccoli esercizi commerciali. “Erano per la maggior parte esperti del mestiere” racconta a Panorama.it Di Gregorio “conosciuti da tempo alle forze dell’ordine. Addirittura attraverso alcune intercettazioni abbiamo scoperto che impartivano ordini sulla commerciliazzazione dell’olio sofisticato mentre erano sotto processo per lo stesso reato”. Di Gregorio rassicura: “Non è un fenomeno che sta crescendo ma i consumatori devono fare molta attenzione. Non solo all’olio”. Per esempio, racconta il tenente colonnello, anche il vino e il pane sono spesso oggetto di sofisticazione. ” Se su una confezione di carne c’è scritto bovino - aggiunge - non è detto che si tratti di vitello. Potrebbe essere una bufala o una mucca che ha terminato il ciclo produttivo del latte. Quindi qualcosa di molto diverso da quello che l’acquirente pensa di mangiare”.
Illegale, per esempio, anche la commercializzazione sui banchi del pesce di mezza Italia della cosiddetta “vitella di mare”, una qualità inesistente che è in realtà un tipo di squalo. Allora come possiamo difenderci dagli inganni dei prodotti alimentari? “Diffidare dai sottocosto, leggere bene l’etichetta dove spesso viene indicato chi controlla sul prodotto ed evitare di acquistare ai mercatini oppure da chi non è in grado di dimostrarci la genuinità”. Per esempio, se il luogo di produzione indicato è molto generico allora “c’è qualcosa che non va”.
Se, nel caso dell’olio, vi affidate ai grandi marchi o alle etichette locali che conoscete da anni allora la qualità è garantita. Ma forse è un po’ diversa da quella che pensate. Tranne nei casi in cui è indicato specificatamente, l’olio che si trova negli scaffali del supermercato, e non solo, è un mix di oli di varia provenienza. Italiano ma anche greco, spagnolo e tunisino. Benedetto Fracchiolla, presidente del consorzio italiano oli, dice che è difficile garantire per i Paesi esteri, soprattutto extra Ue, la qualità italiana. Il problema è che da noi se ne consuma (ma soprattutto esporta) talmente tanto che per le nostre tavole non è sufficiente. E’ allora il blend, come si dice in gerco, è una necessità. Ma non sempre vuol dire che il prodotto sia meno buono.
“I controlli all’origine - spiega Claudio Ranzani, direttore generale Assitol - sia in Italia che all’estero sono serrati. Le aziende non metterebbero mai in commercio un prodotto scadente perché significherebbe una perdita enorme in termini di immagine e fatturato. Talvolta la miscela, se per esempio in Italia non c’è stata un’annata buona, permette di avere un prodotto di qualità addirittura superiore”. Per non inciampare in qualche brutta sorpresa senza spendere una fortuna, consiglia Ranzani, “basta affidarsi ai marchi che abbiamo sempre utilizzato e magari approfittare di qualche offerta speciale”.
- Sabato 26 Aprile 2008

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Il 9 Settembre 2008 alle 12:16 Cibi alterati o contraffatti: 121 milioni il valore dei sequestri da gennaio » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Firmato l’accordo di collaborazione tra Nas e Coldiretti per combattere frodi e sofisticazioni. Ammonta a 121 milioni di euro il valore dei cibi e bevande sequestrati nelle operazioni a tutela della salute dei cittadini effettuate dal Comando Carabinieri per la tutela della salute (Nas) nei primi otto mesi dell’anno. Nei primi otto mesi del 2008 con 16.804 ispezioni effettuate dai Nas sono state sequestrate derrate alimentari e bevande per 17,2 milioni di confezioni e per 30.000 tonnellate di prodotti sfusi, con l’arresto di 48 persone e sequestri di cibo e bevande per un valore di oltre 121 milioni. Il maggior numero di arresti si è verificato nel settore degli oli e grassi con 41 persone interessate, 5 nella ristorazione e 2 nel settore delle carni e degli allevamenti. Mentre tra i settori maggiormente interessati dai sequestri ci sono quelli delle conserve alimentari con il 39,4 per cento del valore sequestrato, quello delle carni e degli allevamenti con 25,1 per cento, dei vini e degli alcolici con il 18,8 per cento del latte e derivati con il 10,9 per cento e quello della ristorazione con l’1,4 per cento del valore sequestrato. Oasi, Nozze di Cana, Fedro, San Leo, Superciuk, Latte spot, Sint2006, Labirinto, Falsi sapori e Spremuta d’oro sono i nomi di alcune delle operazioni condotte con successo dai carabinieri dei Nas dal 2005 ad oggi. Una attività che ha coinvolto diversi settori merceologici dal latte al vino, dalle uova all’olio, dalla carne ai prosciutto e che ha portato a sequestri per un valore complessivo di 400 milioni di euro dal 2005 ad oggi. Tra le frodi smascherate quella del vino comune illecitamente commercializzato come vino ad Indicazione Geografica, riciclaggio a fini alimentari di sottoprodotti destinati allo smaltimento, commercializzazione di capi bovini fraudolentemente dichiarati appartenenti a razze pregiate come la chianina, marchi falsificati per timbrare falsi prosciutti di Parma o San Daniele, olio di oliva contraffatto mediante l’utilizzo di oli di semi di soia e/o girasole insaporiti e colorati con betacarotene e clorofilla industriale. Con i rincari nei prezzi degli alimenti aumentano i rischi di frodi e sofisticazioni con l’utilizzazione di ingredienti a basso costo e scarsa qualità anche pericolosi per la salute - ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini - nell’esprimere soddisfazione per l’attività dei Nas a garanzia dei produttori e dei consumatori. Lo dimostra ad esempio il fatto che sul mercato mondiale si sta registrando un forte aumento delle vendite di surrogati destinati a sostituire il latte in gelati, formaggi, yogurt e bevande o di sottoprodotti dei cereali una volta utilizzati solamente per l’alimentazione animale ma anche di aromi artificiali utilizzati per nascondere la bassa qualità degli alimenti. Le preoccupazioni - continua la Coldiretti - riguardano anche l’Italia che è un forte importatore di prodotti alimentari. Il rischio concreto è che nei cibi in vendita vengano utilizzati ingredienti di diversa qualità come il concentrato di pomodoro cinese, l’extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate proveniente dall’estero e carni di seconda scelta (ad esempio ali di pollo al posto delle cosce). [...]
Il 14 Ottobre 2008 alle 18:26 Scandalo dei formaggi scaduti, la Coop ritira i prodotti Galbani » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Come difendersi dagli alimenti taroccati [...]
Il 15 Ottobre 2008 alle 2:28 SuccedeOggi » Blog Archive » Scandalo dei formaggi scaduti, la Coop ritira i prodotti Galbani ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Come difendersi dagli alimenti taroccati [...]
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