Ballottaggi, occhi puntati su Roma. Ma l’affluenza crolla

 L'entrata di alcuni seggi elettorali questa mattina a Roma | Ansa
Affluenza in netto calo secondo i dati del ministero dell’Interno, relativi alle ore 22 di domenica 27 aprile: alle provinciali ha votato il 39,8% degli aventi diritto (contro il 56,5% del primo turno); alle comunali il 46,2% (contro il 58,7%). A Roma, al ballottaggio per il sindaco, ha votato il 47,0% per cento. Al primo turno la percentuale era stata del 57,1%. C’è da dire, però, che il primo turno delle amministrative era coinciso con le elezioni politiche.
Fin dal primo mattino è cominciato il via vai alle urne. Ma senza quel traffico che invece ha caratterizzato il lungo ponte primaverile. Si dirà infatti che l’occasione del 25 aprile non ha aiutato a portare alle urne i quasi sei milioni di cittadini interessati al secondo turno. Si dirà anche il bel tempo ha influito sulla loro scelta. Di fatto, ed è questa la cosa certa, nella giornata di domenica 27 aprile si è registrata una vera e propria disaffezione verso il voto per la scelta di sindaci e presidenti di Province.

Con i ballottaggi, si devono infatti eleggere i governi provinciali di Asti, Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma e i sindaci di 44 comuni, tra cui sette capoluoghi di provincia (Roma, Massa Carrara, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo). I seggi riaprono oggi dalle 7 alle 15. Gli scrutini avranno inizio al termine delle operazioni di voto. Tra i primi a votare, a Roma, è stato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che si è recato con la moglie, la signora Clio, alla scuola Margherita di Savoia in via Panisperna, nel seggio elettorale di residenza in cui i coniugi votano da molti anni. In un clima familiare, Napolitano e la moglie hanno scambiato saluti con i numerosi elettori presenti al seggio. Poi prima di rientrare al Quirinale hanno preso un caffè nel bar del quartiere in cui abitavano.

È soprattutto il voto per eleggere il primo cittadino della capitale a tenere tutti con il fiato sospeso: da una parte il candidato del Centrosinistra, Francesco Rutelli, che parte dal 45,8% dei consensi, e dall’altra il rivale di Centrodestra Gianni Alemanno, che al primo turno ha raggiunto il 40,7%. Quello per il Campidoglio non è però l’unico voto che conta: si vota infatti anche per scegliere il presidente della Provincia di Roma. Si sfidano il candidato del Centrosinistra Nicola Zingaretti (46,9% dei voti al primo turno) e quello del Centrodestra Alfredo Antoniozzi (37,1% al primo turno). Stando alle indiscrezioni che circolano nei due quartier generali, quello di Rutelli e quello di Alemanno, la sfida potrebbe essere decisa all’ultimo voto. Sarà dunque uno scrutinio al cardiopalma. Il candidato di Centrosinistra è fiducioso di tornare a essere sindaco della capitale. Ma l’esponente di An-Pdl è convinto di aver recuperato il gap iniziale e di poter conquistare il Campidoglio.
Gli equilibri nazionali, tanto nel Popolo della Libertà tanto nel Partito Democratico, sono appesi al risultato della capitale. Sul fronte del Centrodestra, Gianni Alemanno potrebbe avere un ministero (si vocifera sia quello del Welfare, al quale, oltre al Lavoro, si aggiungeranno la Solidarietà Sociale e la Famiglia). Grande attesa anche nel Pd. Il segretario, Walter Veltroni, spera nel successo di Rutelli anche per evitare scossoni nel partito. Una vittoria dei Democratici, infatti, metterebbe a tacere i dissensi interni.

Napolitano alle urne per il ballottaggio
Esclusa la provincia di Roma, sarà battaglia anche in quelle di Asti, Massa Carrara, Foggia e Catanzaro. Ad Asti Maria Teresa Armosino, candidata per il Pdl, ha avuto il maggior numero di preferenze (44,1%), ma non è riuscita ad ottenere la maggioranza assoluta, inseguita da Roberto Peretti candidato del Pd e dell’Ivd (26,4%). A Catanzaro, invece, si andrà al ballottaggio tra Wanda Ferro (Pdl-Destra) che è arrivata al 45,9% e Pietro Amato (Pd-IdV) giunto al 35,7%. Anche a Foggia si deciderà il presidente della Provincia in questo secondo turno: il Centrosinistra ha chiuso in testa con Francesco Paolo Campo (42,8%) seguito dal candidato della Pdl Antonio Pepe (37,4%). Infine, a Massa Carrara il presidente uscente, Osvaldo Angeli, sostenuto da Pd, Socialisti ed Italia dei Valori, ha chiuso in testa con il 41,5% ma senza conquistare la Provincia al primo turno: dovrà vedersela con Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, che il Pdl ha messo in campo per tentare di strappare la Provincia alla sinistra e che il 13 e 14 aprile ha raggiunto il 32,3%.
Partita apertissima anche per gli altri comuni, dove quello che pesa, sulla bilancia politica, è l’esito del voto nei capoluoghi di provincia. Il 13 e 14 aprile, infatti, la partita si è chiusa 2 a 1 per il Pdl, che ha strappato Brescia al Centrosinistra e confermato il sindaco di Treviso. Il Centrosinistra, invece, ha conquistato al primo turno la sola Pescara, ma si trova avanti in molti dei restanti 7 comuni interessati dai ballottaggi. A Massa, ad esempio, la sfida è tutta interna al Centrosinistra: Fabrizio Neri (Pd-Idv) si è infatti fermato al 38,8%, Roberto Pucci (Sa) al 27,9%. A Pisa Marco Filippeschi (Pd-IdV) tornerà a sfidare Patrizia Paoletti Tangheroni (Pdl-Lega): il primo è arrivato al 47,4%, l’altra al 32,4%. Ballottaggio anche a Sondrio, dove Alcide Molteni (Pd-Sa) è arrivato al 49% e Aldo Faggi (Pdl-Lega) al 32,5%; a Udine, Furio Honsell (Pd-Sa-IdV) al 43,7%, Enzo Cainero (Pdl-Lega-Udc) al 39,6%; a Vicenza, Amalia detta Lia Sartori (Pdl-Lega) al 39,3%, Achille Variati (Pd) al 31,3%; a Viterbo, Giulio Marini (Pdl) è 49,1%, Ugo Sposetti (Pd) 33,5%.

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