Belpietro: la vittoria di Alemanno a Roma apre la resa dei conti a sinistra

Il neo sindaco di Roma per il Popolo della Libertà Gianni Alemanno, saluta i suoi sostenitori dopo avere avuto la certezza della sua elezione in Campidoglio | Ansa

La sconfitta di Francesco Rutelli nella corsa alla carica di sindaco di Roma apre un nuovo capitolo nella storia del centrosinistra italiano: il risultato (il 46 per cento contro il 53 di Giannii Alemanno) sarà letto anche come una bocciatura del sindaco-segretario Walter Veltroni. Il direttore di Panorama Maurizio Belpietro commenta così, nel suo audio editoriale, il voto nella Capitale.
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Commenti

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Il 28 Aprile 2008 alle 19:33 liberanda ha scritto:

Condivido pienamente, viva Alemanno!

Il 28 Aprile 2008 alle 19:34 Terremoto in Campidoglio, Alemanno vince a Roma: “Sarò il sindaco di tutti” » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Belpietro: la vittoria di Alemanno a Roma apre la resa dei conti a sinistra Panorama   Canali   Italia   Terremoto in Campidoglio, Alemanno vince a Roma: “Sarò il sindaco di tutti” [...]

Il 28 Aprile 2008 alle 19:55 galassie ha scritto:

Era ora,viva Roma, viva l’Italia.

Il 28 Aprile 2008 alle 22:59 fercas ha scritto:

Sembra che la gente abbia finalmente capito che le ideologie post belliche sono finite e che bisogna pretendere che i governanti, di qualunque colore politico siano, debbono governare con onestà e per il bene del prossimo non per il proprio. Detto questo, il sig. Rutelli aveva governato Roma per sette anni ed i romani si sono ricordati se lo ha fatto bene o male, se non l’hanno rieletto un motivo c’è stato. Questo è il segno che ha dato l’elettorato: amico, se non governi bene ti spedisco a casa e così è stato; questo naturalmente è un monito che vale anche per il neo eletto! Finalmente la gente si è stancata di essere covernata dai soliti quaqquaraqqua! Cordialità.

Il 29 Aprile 2008 alle 0:43 salvi64 ha scritto:

Era ora che i romani si svegliassero. in 15 anni di amministrazione sinistra l’unica cosa che si è sentita di roma è:
- l’aumento della piccola criminalità, e della invivibilità in generale dell’urbe;
- l’aumento delle diarie di parlamentari e amministratori vari.
Poi giustamente i leghisti gridano “roma ladrona” ma mica lo dicono a roma e ai romani ma a chi vi mangia dentro… è ovvio. E non è un accusa “mangiare”, è la verità perchè se pur piangono di aver fatto il loro lavoro “al meglio e per la patria” a fine mese si intascavano e si intascano una paghetta che va dai 6000 in su NETTA!!!!! Tutto ciò a fronte di quello che vediamo tutti i giorni, cioè l’inettitudine, inerzia e passatemi il termine, dabbenaggine con cui gli “eletti” amministrano le cose che NOI gli diamo da amministrare.
Sono del parere che dare una chance ad un amministratore di destra era doveroso dopo tanti anni di mala amministrazione di sinistra, ma vedremo anche se alle proposte seguiranno i fatti. Nel frattempo speriamo che la sinistra faccia anch’essa il suo dovere e cioè una profonda analisi e rinnovamento (anche nelle facce), perchè la prossima volta che andremo al voto vorremmo non dover votare per inerzia a sinistra a causa del fallimento della destra. Vorremmo avere due alternative valide che cercano di amministrare bene il paese, vorremmo sentire che la destra ha fatto magari bene, e che la sinistra ha altre proposte magari più interessanti e valide da voler realizzare (e sono uno che vota da sempre destra). Solo l’alternanza e la validità delle politiche sia a destra che a sinistra ci garantiscono la democrazia e lo sviluppo, diversamente è dittatura, lassismo o, peggio, mafia.

Il 29 Aprile 2008 alle 0:54 peppequintale ha scritto:

Che la sinistra processi chi gli pare al suo interno. La mia impressione è che senza il neonato PD la sconfitta sarebbe stata di gran lunga più bruciante e che Veltroni sia l’unica persona in grado di reggere la forza d’urto del PDL. La gente, “grazie” a Romano Prodi e a chi lo ha messo davanti a tutti come parafulmine, ha ritrovato l’istinto di sopravvivenza. Ora il centrodestra deve lavorare bene e mantenere gli impegni presi.

Il 29 Aprile 2008 alle 8:11 edoardo.argentino ha scritto:

Quanno ce vò, ce vò…..

Padova, 28 aprile 008

Così è se vi pare.

Alla Direzione di Omnibus Tv7.

Illustri Signori della Kasta Sinistra, mentre ascolto in diretta la Vs. trasmissione serale, vorrei anch’io dire due parole “a caldo” come Mafai docet, senza quel Suo “ghignetto” di disappunto, ( comprensibilissimo dopo la “tempesta” ) che non può essere nomato “sorriso “, o “smile”, dolce e sensibile, femmineo aggettivo, detto all’ Americana di Clinton….
Non è mai bello gioire così tanto, da parte mia, prima della apertura dell’ultima scheda elettorale che ti consegna la palmare vittoria elettiva di poter avere, dopo quindici anni e più, un Sindaco finalmente non più griffato “falcemartello”.
Sì, parlo di Roma Capoccia, quella cantata dal “pietoso ” Antonello Venditti e dei “cento, mille ,centomila” fottuti come Lui (lasciatemelo dire questo).
Sì, sembra proprio che Roma non “abbia fatto la stupida stasera”…..
Roma Capoccia, appunto, è diventata di Destra, anzi del Pdl, checchè ne dica il Giornalista del Messaggero, pur rispettandolo, nel Suo discettare tentennante non molto compreso. No, non voglio fare polemica, sarebbe controproducente e sciocco da parte mia. Anzi, anche troppo facile.
Vi domandate, (Mafai in testa) del perchè la Provincia sia stata appannaggio della Sinistra ?
Ma non vi sembra chiaro, quasi lampante il fatto. Il popolo ( o “popolino” ) delle borgate estreme romane , ha confuso quel nome, Zingaretti, con quello più simpatico e conosciuto, istruttivo, del Camilleri scrittore e delle Sue seguitissime “fiction” televisive. Lo dico così, anche per rendere più digeribile la Caporetto Sinistra.
No, Signora Mafai, non Le ha fatto onore, secondo me, il prendersela così drasticamente e malamente, con quei Guru che fino ad ieri Lei osannava. Parlo dei Prodi Romano , dei Walter Veltroni, dei Bertinotti, Le pare ?
Tutto quì, sicuro e certo, come lo siamo tutti, che ci torneremo sopra all’argomento. A bocce ferme.
Ad maiora, Signori Rossi e Vi prego, date un ” Tonico Cordiale” a Rutelli che non mi è sembrato averla presa con molta signorilità e bon-ton ( altre volte così apertamente sbandierata) la notizia del Suo tardo ritiro aventiniano.
edoardo.argentino
Cittadino Libero.

Il 29 Aprile 2008 alle 9:19 Corrado Buccieri ha scritto:

Abbiamo ripreso Roma…ora ci aspetta
Napoli.

Il 29 Aprile 2008 alle 9:41 edoardo.argentino ha scritto:

Padova, 29 aprile 008

L’ultima sul Trombato Rutelli pronunciata da Luca Telese su quella fucina di notizie che si è rivelata Omnibus TV7 ?
La Kasta Rossa, per….premiarlo, lo farà eleggere Vice-Presidente del Senato !
Ma di quale Governo di grazia ? Quello ufficiale Berlusconiano, oppure quello “Ombra” ( che in Veneto signica un bicchiere di vino bevuto in Osteria) del Walter, anche Lui Trombato ? Non scherziamo, è, ragazzi !
” Cos’e pazz’e”, direbbero a Napoli.
Questo mi ricorda i mie tempi di Scuola. Quante volte sono stato trombato, ma nessuno mi ha mai proposto di diventare Vice-Preside…. O tempora, o mores !
edoardo.argentino

Il 29 Aprile 2008 alle 13:15 Doppio ko per il Pd. Ma Veltroni, deluso e indebolito, guarda avanti » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Rimboccarsi le maniche e andare avanti con determinazione. Indietro il Pd non torna. Eccola, per ora, la direzione che Walter Veltroni vuole dare al partito, dopo il doppio ko del 13-14 aprile (politiche e Campidoglio) che il Pdl ha messo a segno mandando in crisi i nuovi Democrats, il “Vecchio” centrosinistra e incrinando la posizione del suo leader. Momento difficilissimo per l’uomo della “Nuova Stagione” che teme possa aprirsene una lunga e caratterizzata da una resa dei conti all’interno del partito. Resa dei conti da cui potrebbe uscire pesantemente ridimensionato nelle sue ambizioni di leadership. Parlando con i giornalisti in Transatlantico, il segretario del Pd spiega: “Il risultato dei ballottaggi è molto pesante. Però traggo da questo la convinzione che dobbiamo fare altri passi in avanti nella direzione dell’innovazione e del radicamento sociale e non tornare indietro, perché faremmo pagare” al Pd “un prezzo molto alto”. Ma i primi segnali non sono positivi, per Veltroni. Massimo D’Alema ha disertato la riunine tra segretario e parlamentari eletti, Marini “riflette” in silenzio, Fassino si aspetta “risarcimenti” e il prodiani chiamano in causa la liquidazione dell’Ulivo: un errore. Insomma, il Pd non è più unito come dopo le primaie del 14 ottobre 2007. Le anime (per non dire le correnti) sono molte e non proprio in pace tra loro. E si vedrà fino a che punto quando si dovranno eleggere i capigruppo. Veltroni vuol confermare Soro e la Finocchiaro. Che ricambia così, parlando coi giornalisti che le chiedevano se ora, dopo il voto di Roma, il segretario del Pd sia in discussione: “La leadership di Veltroni non è in discussione, siamo in discussione tutti a cominciare da me, naturalmente. Tutti i dirigenti del Pd sono chiamati a una profondissima riflessione”. Non tutti però la pensano così e vorrebbero un segno di discontinuità e rinnovamento, a partire da un pezzo da novanta del Pd come Pierluigi Bersani. Ma Veltroni si rigìfugia nell’analisi politica della disfatta. “In queste ore” spiega Veltroni in Transatlantico ai giornalisti “sto pensando a che cosa può rispondere a questa ispirazione di innovazione per dare un segnale forte di prosecuzione nella sfida del cambiamento che è l’unica via perché il riformismo italiano possa uscire da una condizione di minoranza e ritrovare il consenso. La destra” sottolinea “ha dimostrato che pur perdendo più volte le elezioni si può combattere e tornare a vincere”. Questa, sottolinea il leader del Pd, “è l’unica via per uscire da una condizione di minoranza” in cui si trova il centrosinistra. Bisogna “ritrovare consenso e energia per riprendere il cammino con la stessa determinazione che ha avuto la destra, che ha perso diverse elezioni ma ha combattuto e poi ha vinto”. Soprattutto, spiega Veltroni, “dobbiamo saper capire meglio la società italiana”, e l’esempio è sempre quello, la sicurezza, tema che il Pd ha iniziato ad impostare in campagna elettorale ma, riconosce Veltroni, non è bastato. Ma “la direzione è questa: proseguire il cammino con determinazione, perchè la cosa peggiore che possiamo fare è dire ai 12 milioni di cittadini che ci hanno votato che il progetto del Pd non va avanti”. Al contrario, “va avanti, deve andare avanti con la stessa forza e più radicamento sociale”. [...]

Il 29 Aprile 2008 alle 15:43 Achille Variati (Pd): il cinquantenne testardo che ha conquistato Vicenza » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Bicchieri di plastica e magnum di prosecco, pane biscotto e sopressa. Vicenza è del Pd, in casa del Pdl e Lega vince un allievo di Rumor. E non poteva essere altrimenti. Achille Variati il cinquantenne che per tutta la campagna elettorale ha snobbato i vertici nazionali del suo partito, adesso se la gode, dopo un vero e proprio miracolo destinato a fare scuola, nonostante gli imbarazzi del Loft romano quando Achille diceva: “La base americana non si deve fare”, mentre Romano Prodi e Arturo Parisi firmavano intese e appalti con gli yankee e le cooperative. Il giorno dopo la sconfitta in casa Pdl ci si lecca le ferite. Il primo a gettare il sasso nello stagno del centrodestra è il governatore Galan: “Se fossimo stati uniti dall’inizio, avremmo vinto noi”. Sì, perchè al secondo turno la candidata del Pdl Lia Sartori avrebbe dovuto fare il pieno di voti, considerando numeri e aritmetica. Partiva da un 39% contro il 33% dell’avversario veltroniano Achille Variati, ma negli ultimi giorni aveva trovato l’accordo al ballottaggio con altre liste di centro destra e Udc. La partita sembrava chiusa e invece accade che al secondo turno Variati vince per 527 voti, guadagnando oltre 6 mila voti in più, contro i 171 della Sartori. La partita finisce 50,48% del Pd contro 49,52 del Pdl. E adesso si respira aria da resa dei conti. Chi non è andato a votare? Chi ha tradito l’eurodeputata di Forza Italia, dove sono andati i voti della Lega al secondo turno? Lia Sartori ex socialista, amica di sempre del Governatore Galan, donna di potere capace di tenere in pugno per almeno dieci anni Forza Italia veneta, mantenendo un filo diretto con Berlusconi per tutta questa campagna elettorale, se la prende con l’astensionismo: “Se l’affluenza fosse scesa sotto il 65%, sapevamo di poter perdere le elezioni”. E così è stato. “Cosa farò adesso? Me ne torno a Bruxelles dove ho ancora molto lavoro da svolgere”. E certo la lontananza da Vicenza e una candidatura imposta dai vertici nazionali, non ha agevolato chi voleva far tornare Vicenza tra le province che contano. E il giorno dopo i capi della Lega si mandano sms tra Vicenza e Roma: “Se avessimo candidato Manuela avremmo vinto da subito”. E lei Manuela Dal Lago, da sempre rivale della Sartori, ex liberale, ex presidente della Provincia, ex presidente della società Autostrade, pasionaria della Lega Nord, è stata eletta alla Camera. Amica di Bossi e Renato Pozzetto a 600 chilometri di distanza se la ride tra i vip nazionali in attesa di un incarico di governo. Chi non ha dormito tutta la notte è stato il vincitore Achlle Variati, cinquant’anni, capo dell’opposizione in Regione. Ha vinto con il 50,48% dei voti, un soffio peraltro mai messo in discussione dopo uno spoglio delle schede al cardiopalma. Ha vinto nella Vicenza, diventata simbolo berlusconiano dopo lo strappo con gli Industriali del 2005, nella Vicenza che ospita il parlamento padano, nella Vicenza dove il Forza-Leghismo viaggia alla media del 50% dei voti. Come ha fatto? Smarcandosi da Roma, da Veltroni e da Prodi. Dicendo no da subito all’ampliamento della base Usa, nononstante per tutto il 2007, Prodi, Rutelli, Parisi, Bersani e Letta in visita nel Veneto ripetessero in coro “non possiamo bocciare un accordo con gli amici americani”. E lui testardo ha voltato le spalle a Veltroni, chiedendo che il loft del Pd stesse lontano dalle vicende beriche, facendo sapere di essere stufo di essere trattato da polentone veneto: “È stata una rimonta straordinaria, in campagna elettorale non ho promesso che strade e marciapiedi e tanta concretezza. Perché è questo che la gente vuole”. Variati però sa bene che la sua avventura è tutta in salita. In Provincia, in Regione e a Roma governano gli altri, i nemici. Ma lui, scuola rumoriana, sa bene come muoversi: “Ho amici ovunque”. LEGGI ANCHE: La vittoria di Alemanno apre la resa dei conti a sinistra [...]

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