Terremoto in Campidoglio, Alemanno vince a Roma: “Sarò il sindaco di tutti”

Gianni Alemanno, eletto sindaco di Roma dopo aver battuto al ballottaggio Francesco Rutelli | Ansa
Urne chiuse, stop al voto per i ballottaggi. L’esito? Per il centrosinistra una débâcle: Francesco Rutelli (dato per favorito) ha perso la corsa alla poltrona che fu di Walter Veltroni. 100mila e passa voti in meno (pari a 7 punti percentuali: 46,3 contro 53,6) rispetto a Gianni Alemanno, candidato del Pdl, da lunedì 28 nuovo sindaco capitolino. Il centrosinistra manterrà invece la guida della Provincia: a Enrico Gasbarra succederà il ds Nicola Zingaretti (oggi Pd) che con il 51,4% dei consensi ha battuto il forzista Alfredo Antoniozzi, fermo al 48,5%.
È stato lo stesso Rutelli ad ammettere la sconfitta, chiamando al telefono Alemanno: “Gli ho fatto gli auguri”. Poi il candidato del Pd ha commentato la sua sconfitta riconoscendo di provare una “grande amarezza” ma anche di essere convinto “di aver fatto il mio dovere”. “Il risultato” ha aggiunto “è stato condizionato dalla strumentalizzazione che il Centrodestra ha fatto sul tema della sicurezza”. Rutelli ha poi precisato di “essersi messo a disposizione della coalizione e di Roma”.

L’astensionismo sembra insomma aver colpito soprattutto a sinistra. Infatti Alemanno ha superato di 100mila voti i consensi ottenuti al primo turno. Rutelli, invece, ne ha persi circa 80mila rispetto a due settimane fa. A “tradire” il candidato democratico, aun primo esame del voto nei singoli municipi, pare non siano stati i municipi più moderati, quanto quelli più a sinistra della capitale, dove Rutelli doveva e prevedeva di vincere con ampio margine e invece il risultato è stato molto negativo, un vero e proprio tracollo, segnando addirittura in alcuni casi, incredibilmente, di preferire Alemanno a Rutelli.

Le sue prime parole da neosindaco di Roma, Alemanno le ha pronunciate acclamato dai suoi sostenitori: “Abbiamo vinto una lunga battaglia. Quando si vince bisogna essere generosi, ci lasciamo alle spalle tutte le polemiche e i veleni di questa campagna elettorale. sarò il sindaco di tutti, senza distinzioni. Oggi non ha una vinto una parte, ha vinto tutta Roma”.
Dentro e fuori la sede del comitato elettorale dell’esponente di An, in via Salandra, si iniziano a registrare assembramenti e caroselli di persone esultanti. Fra le auto che transitano suonando il clacson sono stati notati anche diversi taxi, i cui titolari evidentemente festeggiano la probabile sconfitta della coalizione che nell’ultima consiliatura aveva provato a varare un provvedimento sulle liberalizzazioni delle licenze che era stato vigorosamente contestato dalla categoria. Sul successo di Alemanno è intervenuto anche il leader di An, Gianfranco Fini, raggiante: la vittoria di Gianni Alemanno a Roma “è una gioia enorme” ha commentato mimando con le mani un enorme sorriso sul volto. “È una delle pagine più belle in assoluto per il centro destra e per Alleanza Nazionale”. Accompagnato da Ignazio La Russa e Andrea Ronchi, il presidente della Camera in pectore ha poi osservato che: “per An questa è una vittoria storica”.

Di “grave sconfitta” parla invece il segretario del Pd Walter Veltroni: aver perso la roccaforte capitale della sinistra (il Campidoglio fin dal ‘93 è stato appannaggio della staffetta Rutelli-Veltroni, ndr) “richiederà fin dalle prossime ore una analisi seria e approfondita a cui tutti parteciperemo ragionando anche sulla differenza tra i dati politici e quelli amministrativi della Capitale”. Veltroni ha poi aggiunto di ritenere “che nell’insuccesso al Comune ha pesato anche il vento politico che spira nel Paese in particolare sul tema della sicurezza”. “Quella di Roma”, ha proseguito il segretario del Pd “è una sconfitta molto pesante, che io non posso non sentire con particolare acutezza e amarezza personale e politica. Voglio ringraziare Francesco Rutelli per il suo lavoro generoso e per il suo impegno e amore per la città”.

Il responso elettorale nella Capitale non potrà infatti non avere una valenza nazionale. In caso di sconfitta, infatti, per Alemanno era già previsto un recupero nella squadra del nuovo governo Berlusconi. Resta ora da vedere cosa farà Rutelli: si è parlato per lui anche di un possibile ruolo da presidente dei senatori del Pd (anche se Veltroni ha già chiesto di confermare in questo ruolo Anna Finocchiaro) ma resta da verificare se, dopo il risultato di Roma, vi saranno contraccolpi interni al Partito democratico. Anche perché la poltrona che andrà ora ad occupare Alemanno è quella lasciata libera da Walter Veltroni che ha rinunciato al Campidoglio per occuparsi a tempo pieno del Pd e, soprattutto, della campagna elettorale.

Intanto sono arrivati al Viminale i dati definitivi relativi all’affluenza: a livello nazionale è stata del 54,99% per le Provinciali e del 62,5% per le Comunali. Si è registrato mediamente un crollo di circa venti punti percentuali rispetto al primo turno, quando i votanti oscillarono tra il 74 e il 76%. In quell’occasione, però, si votava anche per il rinnovo del Parlamento nazionale e questo ha sicuramente favorito l’afflusso.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 28 Aprile 2008 alle 19:14 Corrado Buccieri ha scritto:

Per un’Italia che ha sconfitto la
sinistra…Roma non poteva restare
anomala.
Fate pervenire le mie congratulazioni
ad Alemanno.

Il 28 Aprile 2008 alle 19:32 cini ha scritto:

Chiedo scusa per questo mio breve commento in inglese che ho spedito all´Economist,riferendomi ad uno dei tanti articoli,spesso negativi, concernenti le nostre elezioni e pubblicati sul loro giornale .

Dear Sirs, just for Your records:
today April 28 2008 ,yet another great victory for the Italian centre right with the conquest of Rome.
The newly elected Major Mr.Gianni Alemanno of Alleanza Nazionale won a confortable victory over the leftist Mr.Rutelli after 15 long suffered years of left domination.
I did not want to have this historic great Italian news ignored or overlooked
by your esteemed newspaper.

Il 28 Aprile 2008 alle 19:36 astro ha scritto:

Complimenti i Romani. Astro.

Il 28 Aprile 2008 alle 19:57 Ballottaggi: il Pd perde Roma ma strappa Udine, Vicenza e Sondrio al Pdl » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Terremoto in Campidoglio, Alemanno vince a Roma: “Sarò il sindaco di tutti” Panorama   Canali   Italia   Ballottaggi: il Pd perde Roma ma strappa Udine, Vicenza e Sondrio al Pdl [...]

Il 29 Aprile 2008 alle 14:14 pescacciatore ha scritto:

Speriamo che prima o poi possa essere espugnata anche la rossa Toscana.

Il 2 Maggio 2008 alle 16:56 Berlusconi e la squadra del nuovo governo: tanto potere e tempi stretti » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] La conquista di Roma da parte di Gianni Alemanno completa, al di là di ogni attesa, l’opera delle politiche del 13 aprile, ma soprattutto porta un cambio di scenario per il nuovo premier. “Ormai non si può più parlare di sfondamento al Nord o di serbatoi di consenso del Sud, tipo la Sicilia” è la valutazione di Berlusconi. “Roma chiude il cerchio, riunifica il Paese sotto l’insegna di noi moderati”. È un ragionamento che sottintende un calcolo politico: la vittoria di Gianni Alemanno, personaggio nuovo ma che viene dalle viscere di An e del Msi, riequilibra quello che pareva uno strapotere della Lega Nord. E siccome An sta nel Pdl… La disfatta del “modello romano”, la sconfitta contemporanea di Walter Veltroni e Francesco Rutelli, cioè proprio la coppia che l’editore della Repubblica Carlo De Benedetti, all’atto di prendere simbolicamente la tessera numero 1 del Partito democratico, aveva investi to del ruolo di leader della nuova sinistra di governo, toglie per ora dalla scena quella sponda con la quale molti avevano immaginato dialoghi bipartisan sia sulle istituzioni sia su terreni come l’economia. E non solo perché Veltroni rischia di diventare prematuramente un’anatra zoppa. “Con chi dovrei dialogare?” si chiede Berlusconi. “E d’altra parte ormai non si può più parlare di Italia spaccata a metà: almeno per due terzi il Paese sta con noi; la sinistra non si sa dove voglia andare. Il dialogo è importante, ma la priorità è un’altra: decidere”. I suoi esperti di sondaggi glielo confermano: “L’Italia chiede una cosa sola, da Milano a Roma e Napoli. Vuole essere governata”. Lo certifica anche un istituto indipendente come il Censis, che martedì 29 aprile ha presentato il rapporto Che cosa chiedono gli italiani al nuovo governo? Risposta: che onori le promesse sull’economia, sull’erosione del potere d’acquisto e sulle preoccupazioni delle famiglie, “perché, nonostante il gran parlare di antipolitica” dice il segretario generale Giuseppe De Rita, storico conoscitore degli umori dell’Italia, “per gran parte degli elettori i partiti restano un riferimento personale, al quale si dà il voto perché risolva questioni concrete. Ma dal 2006 al 2008 aumenta di 4,6 punti il numero di quanti individuano soprattutto nel leader l’interlocutore diretto per proposte, risposte e soluzioni”. [...]

Il 14 Ottobre 2008 alle 10:12 Primarie Pd: un anno dopo sono più vive le polemiche che il ricordo » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Walter Veltroni? Impatanato. Rosy Bindi? Incavolata. Enrico Letta? Silenzioso. Mario Adinolfi? Irriverente. Piergiorgio Gawronski? Dipietrista. Un anno dopo le primarie democratiche, i cinque protagonisti che si contesero la leadership del nascituro Pd, vivono condizioni diverse e per alcuni addirittura opposte rispetto a quei giorni in cui tre milioni di persone andarono ai gazebo per incoronare l’allora sindaco di Roma. Che, per molti, è il più mal messo della compagnia. Veltroni, infatti, è passato dai trionfi del 14 ottobre 2007 ai dubbi per la manifestazione del prossimo 25 ottobre, di cui ha dovuto cambiare piattaforma e linea di settimana in settimana. Rispetto all’anno scorso non c’è più neanche il loft, simbolo dell’ascesa veltroniana e della sua idea di partito “liquido e senza pareti”, sostituito dalla più ordinaria e tranquillizzante sede della ex Margherita in via sant’Andrea delle Fratte. Un anno dopo le primarie, appare impatanato nelle sue contraddizioni, isolato nel partito e incalzato dall’eterna concorrenza (televisiva e non) di Massimo D’Alema, con sullo sfondo l’appuntamento delle elezioni Europee dove, tra otto mesi, tutti collocano la resa dei conti all’interno del Pd. La doppia colossale sconfitta di aprile (elezioni politiche e Campidoglio) ha ristretto gli spazi di praticabilità politica all’ex primo cittadino della Capitale, lasciandolo solo con un manipolo di fedelissimi tra cui spiccano Giorgio Tonini e Stefano Ceccanti. Persino il simbolo del veltronismo, l’eterea Marianna Madia, che fu piazzata capolista alla Camera a Roma, è andata di corsa ad iscriversi alla dalemiana Red, che in questo momento sembra puntare su un altro dei competitor del 14 ottobre. Ovvero Enrico Letta. Il nipote del braccio destro del Cavaliere, oggi ministro ombra del Welfare, parlando con Panorama.it rivendica “la positività di quell’esperienza di partecipazione”. E quanto all’oggi, aggiunge: “Il grande rischio è quello di deludere l’ansia di partecipazione che ci fu in quei milioni di cittadini che si recarono ai gazebo”. Per i boatos di palazzo è proprio il giovane Enrico il cavallo su cui punterebbe D’Alema per la sua vendetta contro Veltroni se le Europee andassero davvero male per il Pd. Rosy Bindi, intanto, dalla posizione di vicepresidente della Camera, resta la più incavolata con il segretario, punta di diamante nel partito del risentimento prodian-parisiano. Come il Professore, la pasionaria bianca non accetta l’analisi veltroniana secondo cui la responsabilità di tutte le sconfitte di aprile risiede nella disastrosa esperienza del governo Prodi. La Bindi teorizza un recupero dei rapporti a sinistra e pensa all’Ulivo del 1996, simbolo di un’alleanza vincente che comprendeva Pd e Rifondazione, come approdo. L’ex ministro della Famiglia del governo Prodi dice la sua a Panorama.it: “Le primarie del 14 ottobre sono state una straordinaria prova di partecipazione e democrazia. Il Pd è nato all’insegna di una grande innovazione che va rilanciata e rafforzata”. Ma non per questo Rosy ‘la combattiva’ considera concluso il suo lavoro: “Siamo impegnati a costruire un partito davvero democratico e plurale. L’esperienza del 14 ottobre non va archiviata e il modo migliore per festeggiare l’anniversario è quello assumere l’impegno di fare primarie vere di coalizione, in vista delle prossime amministrative, nelle quale il Pd partecipa con più candidati”. [...]

Il 24 Aprile 2009 alle 15:34 Tra Parigi-Roma è l’ora delle scintille. Storia di uno scontro che viene da lontano » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Uno sgarbo istituzionale con pochi precedenti, a cui Alemanno ha risposto seccato. “Quello che ha detto il sindaco di Parigi su di me è falso, offensivo e intollerabile”, ha detto a caldo. “Non si può, per dare soddisfazione a una propaganda di parte, inventare fatti che non esistono né tanto meno interrompere le relazioni istituzionali tra Roma e Parigi che sono sancite da un antico gemellaggio”. L’idillio tra Delanoe e Veltroni sindaco, così vicini nel loro modo di intendere la sinistra, non è forse ripetibile. Ma quello di oggi è un disagio profondo, un gelo istituzionale, anche se dall’Hotel de Ville (palazzo dove risiede il sindaco di Parigi) si è deciso di non fare nessun commento ufficiale. “Il rapporto tra la Ville Lumière e la Città eterna è troppo antico per essere rovinato dal passaggio di una giunta” spiegano fonti vicine al gabinetto del sindaco. Sul piano tecnico, il gemellaggio dunque resiste: i parigini in visita a Roma continuano ad avere l’ingresso gratuito ai musei capitolini e viceversa. Ma nei fatti politici la differenza è netta e si vede. L’anno scorso, subito dopo la sconfitta di Rutelli e l’elezione del nuovo sindaco di Roma, si era preferito non invitare l’esponente di An per le celebrazioni del 25 agosto, festa della Liberazione. Pare anche che Delanoe non abbia apprezzato che una delle prime decisioni di Alemanno sia stata proprio la cancellazione della “Notte bianca”, inaugurata a Parigi nel 2002 e poi esportata in tutto il mondo. Fino a rimanere scandalizzato per i saluti romani durante i festeggiamenti al Campidoglio, pensiero espresso fin troppo chiaramente per non far scattare una polemica. “Non ho mai fatto saluti romani”, tiene a precisare Alemanno. “Ho visto una fotografia con i saluti romani e ho condannato la cosa in maniera esplicita e subito. Da questo punto di vista penso che non ho nulla da rimproverarmi”. Poi una stoccata all’opposizione: “Non capisco chi ha suggerito al sindaco di Parigi certe idee, credo che Franceschini debba precisare l’accaduto perché non conviene a nessuno portare la politica a questi livelli di polemica”. Dall’ufficio stampa di Alemanno confermano che “il sindaco ha chiesto all’ambasciatore italiano a Parigi di muovere passi diplomatici per chiarire esattamente quanto accaduto al teatro Odéon”. [...]

Il 21 Ottobre 2009 alle 13:14 Giocolieri, lavavetri, cortei, writers: tutte le battaglie di Alemanno - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] per strada che scadrà il 30 giugno 2010″. E il risultato, in termini di consenso è palese: l’ex An che ha strappato Roma alle sinistre è al diciassettesimo posto con il 59,3% dei favori, secondo la classifica Ekma, in rimonta di [...]

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