
È stato un Primo Maggio all’insegna dell’unità sindacale, della fermezza nella difesa delle tutele sulla sicurezza e dei redditi, ma anche della proposta e dell’apertura al dialogo per avviare anche la riforma della contrattazione, quello festeggiato ieri a Ravenna dai sindacati. I leader di Cgil, Cisl e Uil hanno scelto quella città che, con la tragedia della MecNavi, è stata teatro di uno dei più terribili incidenti sul lavoro dal dopoguerra, per segnalare l’emergenza che le morti bianche continuano a costituire per il Paese.
“Oggi siamo qui a testimoniare la vicinanza a tutti quei lavoratori che ogni mattina rischiano di morire per vivere”, ha urlato dal palco il leader della Cisl Raffaele Bonanni, dopo che il segretario della Uil, Luigi Angeletti, aveva già avvertito del pericolo di modifiche della nuova normativa sulla sicurezza: “dal nuovo governo ci aspettiamo che non cambi la legge sulla sicurezza”. “Le imprese dicono che le sanzioni sono troppo forti, ma le sanzioni forti ci sono solo in caso di violazioni gravi e in questi casi l’inasprimento delle sanzioni è sacrosanto e doveroso”, ha detto anche il leader della Cgil Guglielmo Epifani, che invita invece Confindustria ad espellere, dopo quelle che pagano il ‘pizzo’, anche quelle imprese che non rispettano la sicurezza. Allo stesso modo Bonanni, Epifani e Angeletti tornano a lanciare l’allarme redditi. “La prima cosa che il governo deve fare è tagliare le tasse sui salari” ha detto dal palco Angeletti. “Al governo chiederemo delle cose precise: innanzi tutto la detassazione dei redditi da lavoro e delle pensioni”, ha detto anche Epifani, ricordando che “il Primo Maggio rappresenta una scelta unitaria importante nel momento in cui c’è un’economia che rallenta, redditi e condizioni di lavoro sempre più difficili e un nuovo governo e una nuova Confindustria con cui confrontarci. Chiederemo” ha continuato Bonanni “tagli sul secondo livello in modo tale che si possa restituire ricchezza in modo più equo. Siamo stufi di pagare le tasse anche per conto di altri”. Ma la proposta forte con la quale i sindacati si presentano ai lavoratori e con la quale rispondono a quelle lobbies, a quei “provocatori” che “non perdono occasione per attaccare il sindacato, causa di tutti i mali d’Italia” è quella sulla riforma della contrattazione. Epifani, Bonanni e Angeletti hanno raggiunto un’intesa, “di alto profilo” dice il leader della Cgil.
L’accordo verrà sottoposto dalla prossima settimana al vaglio delle segreterie, poi dei direttivi, per poi essere discusso nelle assemblee dei lavoratori a partire da metà maggio.” Con la proposta sui contratti rispondiamo a chi ha accusato il sindacato di essere conservatore”, ha detto Angeletti ed anche Bonanni la pensa cosi: è “la risposta a tutti quei provocatori che negano la responsabilità di alcuni per scaricarla sui sindacati”. Con questa proposta, insomma, il sindacato fa un passo in avanti nell’assunzione di responsabilità, ma chiede al governo di fare altrettanto. “Se il nuovo governo avrà intenzione, così come l’ha il sindacato, di confrontarsi ognuno con le proprie responsabilità, a quel punto la collaborazione ci potrà essere. Noi dobbiamo sperare che questo avvenga”, ha detto Bonanni mentre anche Angeletti si é detto convinto che “il rapporto con il governo non sarà più difficile”, ma che questo “dipenderà da quanto saprà dare risposte positive per gli impegni che ha assunto”. Non si illude troppo Epifani: “Naturalmente non andiamo in discesa: dopo di che i governi vanno sempre rispettati e giudicati per le cose che fanno”, ha detto ricordando che ci sono tanti problemi da risolvere, dalla sicurezza alla precarietà, dai rinnovi dei contratti alla riduzione fiscale per lavoratori e pensionati. “Da questo partiremo e valuteremo”.
- Venerdì 2 Maggio 2008
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Commenti
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Il 2 Maggio 2008 alle 14:09 vincenzo.m. ha scritto:
I PATTI SINDACALI.
I sindacati mantengono sempre i patti, è inutile ed incongruente testimoniare delle loro divergenze. I giovani sanno che il sindacato è un baluardo alla loro difesa, sanno che mai si accorderebbero per diminuire il personale nelle aziende che dovessero esporre nei loro bilanci interessanti e ricchi avanzi economici.
La triplice aveva un accordo, quello di fondersi in un unico sindacato ed inderogabilmente sarebbe dovuto avvenire entro il 2002. Nelle aziende le rappresentanze sindacali sono da decenni riservate ai tre “confederati”, da decenni all’interno delle aziende le RSU dibattono principalmente due tematiche: sicurezza ed ambiente, le altre problematiche sono gestite esternamente.
Nessuno dubita che il “ritrovato accordo” in relazione alla contrattazione salariale porterà ai lavoratori dipendenti benefici immensi soprattutto nella gestione degli straordinari detassati, il limite di accesso allo straordinario con annesse le analisi dei benefici che potranno, attraverso i canali ufficiali, mostrare gli esiti di quella che potrà essere definita come la più grande rivoluzione operaia del secolo.
A far punto dal blocco della contingenza, dai vari patti sociali, dalla riforma Maroni del TFR, dalla revisione delle pensioni è la triplice ad avere avuto il maggior successo: povere aziende e poveri dirigenti avete contro un potente avversario che è pronto, con la testimonianza della propria vita, alla difesa dei lavoratori…senza tralasciare la difesa di coloro che lavorano in nero.
Un bel buffetto sulle guancie dei datori di lavoro e perché no, magari anche una sculacciatina ma questa con forte ed impietosa valenza di un rigoroso ed affettuoso richiamo.
Riporto ciò che insensatamente odo nelle piazze ove una notevole maggioranza di incolti profferiscono quanto sopra.
VIVA I PATTI!.
Il 2 Maggio 2008 alle 16:57 Corrado Buccieri ha scritto:
Ai sindacati è rimasto solo la festa
del 1° maggio….il concertone,e la
discoteca.
Il 11 Maggio 2008 alle 10:18 vincenzo.m. ha scritto:
E’ RIMASTO….
anche l’esenzione I.C.I, la segretezza assoluta dei bilanci d’esercizio, la totale libera “contrattazione” al fine di ottenere una posizione “concordataria” con le aziende indipendentemente dalla volontà popolare dei lavoratori riscontrata in sede anticipata alla contrattazione stessa. E’ rimasta la possibilitrà, una volta esauritao l’obiettivo di “contrasto politico” con il governo e le aziende, di accedere alle isitutzioni governative con ruoli di notevole importanza. Altre “posizioni” rimaste….sarebbe opportuno trascurarle. E’ rimasta la inopportuna e condivisibile impossibilità di una indagine patrimoniale. Lo scrivente ritiene di posizionarsi verso coloro che ritemgono i sindacati istituzioni benefiche che la realtaà sociale non può assolutamente disconoscere per l’importanza e i valori che esprimono.
Viva, viva….non ricordo, sono occupato in competenze i cui influssi indiretti generano emozioni…contrastanti.
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