Rifiuta di offrire una sigaretta, giovane ridotto in fin di vita a Verona

È ricoverato in coma un giovane veronese rimasto vittima di un pestaggio avvenuto la notte del primo maggio, nel centro del capoluogo scaligero. I medici di terapia intensiva dell’ospedale di borgo Trento temono per la vita di Nicola Tommasola, 29 anni, di Santa Maria di Negrar (Verona), disegnatore in un’officina meccanica, aggredito da un gruppo di cinque persone, italiani non ancora identificati, mentre era in compagnia di tre amici.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il terzetto era a passeggio verso le 2 di notte nella centrale via Leoni quando è stato avvicinato da cinque giovani che avrebbero chiesto una sigaretta e, dopo il loro rifiuto, si sarebbero avventati sui tre amici. Spinto a terra, Tommasola è stato raggiunto da una lunga serie di calci al volto e alla testa che gli hanno fatto perdere i sensi. L’allarme è stato dato dei due amici del giovane subito dopo la fuga del gruppo, composto da giovani all’apparenza “normali”, cioè senza simboli che possano richiamare gruppi estremistici.

Commenti

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Il 4 Maggio 2008 alle 17:46 marcobiondo ha scritto:

TARANTO, SALE IN CIMA ALLA CHIESA
«VOGLIO RIVEDERE I MIEI FIGLI»
http://xoomer.alice.it/padre-s.....onardelli/

Un pensionato dell’Ilva di Taranto, Sergio Nardelli, di 54 anni, è salito stamani in cima alla Concattedrale di Taranto, rimanendovi per circa un’ora e lanciando volantini per richiamare l’attenzione sulla sua difficile situazione familiare. L’uomo, che in passato è stato scagionato dall’accusa di pedofilia dopo essere stato in carcere per due mesi, protesta contro un provvedimento dei magistrati che da circa cinque anni non gli consente di vedere la figlia tredicenne e il figlio di 22 anni per più di dieci ore la settimana. Una folla di curiosi si è radunata per circa un’ora sotto la chiesa. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia e personale del 118. Nardelli in passato è stato anche processato ed assolto dai reati di maltrattamenti e percosse nei confronti della moglie, dalla quale si è separato nel 2002. L’uomo ha chiesto ai magistrati l’affido condiviso dei figli e di tornare in possesso della sua casa; da cinque anni vive in un ripostiglio di sette metri quadrati con un letto ed una scrivania. Nella sua battaglia, Nardelli è supportato da un’associazione per la tutela dei diritti dei figli nella separazione, denominata ‘Figli liberì. Il 12 settembre 2007 l’uomo si era incatenato dinanzi alla sede del Tribunale dei minori di Taranto, e il 30 gennaio scorso aveva ripetuto il gesto per quattro giorni all’ingresso del Palazzo di giustizia.

http://www.leggonline.it/artic.....hp?id=8116

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