- Tags: Daspo, estrema-destra, Nicola-Tommasoli, skinheads, stadi, ultras, Verona, violenza
- Un commento

Ha confessato l’ultras di estrema destra che con altri giovani ha picchiato la notte del primo maggio a Verona Nicola Tommasoli, un tecnico di 29 anni, per aver rifiutato di offrire una sigaretta. L’aggressore, ventenne, era già stato responsabile di episodi a sfondo razzista e di violenze negli stadi. La polizia ha individuato anche altri due giovani che hanno preso parte al pestaggio, ma sarebbero già fuggiti all’estero. Tommasoli ora è in coma e lotta contro la morte nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Borgo Trento: sono momenti di angoscia per i genitori al suo capezzale, chiusi assieme agli amici più cari in una stanza accanto al figlio.
Il giovane ultras sarebbe di una famiglia benestante della città scaligera: si è costituito questa mattina presso la Digos di Verona dopo che i poliziotti avevano di fatto stretto il cerchio attorno a lui. In passato era stato sottoposto al divieto di accedere a manifestazioni sportive (Daspo). La polizia è arrivata al ragazzo investigando su “ambienti politicizzati” della città, già oggetto di un’indagine pochi mesi fa. L’inchiesta aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 17 persone.
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Commenti
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Il 5 Maggio 2008 alle 9:53 pinguinosanmarco ha scritto:
Certezza della pena in casi come questo dovrebbe voler dire chiuderlo in una cella e buttare le chiavi per trent’anni.
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