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Si stringe il cerchio attorno ai cinque giovani di estrema destra protagonisti della brutale aggressione a Nicola Tommasoli, morto oggi pomeriggio all’ospedale Borgo Trento di Verona.
La Digos della Questura di Verona ha fermato altri due giovani che hanno già reso una piena confessione. Polizia e carabinieri hanno eseguito l’arresto dei giovani a Illasi un paesino non lontano da Verona: “Li abbiamo rintracciati nella notte in un paese dell’hinterland di Verona” spiegano gli investigatori durante la conferenza stampa in questura, “Entrambi hanno reso una piena confessione”. E anche sulle connotazioni politiche dell’aggressione gli uomini delle forze dell’ordine sfumano: “Più andiamo avanti con le indagini e più la motivazione appare chiara. Il pestaggio è stato compiuto proprio a causa di quella sigaretta negata”.
Secondo quanto illustrato dagli investigatori, quindi, a scatenare il pestaggio sarebbero stati motivi futili. La spiegazione della sigaretta negata ai cinque ultrà, ha chiarito il sostituto procuratore di Verona, Francesco Rombaldoni, è plausibile.
“Un fatto gravissimo di violenza e intolleranza, ma non premeditato o organizzato”. Così ambienti della polizia di prevenzione valutano l’aggressione al giovane veronese Nicola Tommasoli. L’antiterrorismo esclude una matrice politica al pestaggio, “frutto però di quella intolleranza e incitamento alla discriminazione propagandata dal ‘Veneto fronte skinheads’”, organizzazione di estrema destra “molto radicata sul territorio”. Gli arrestati fanno riferimento a questi ambienti naziskin e ultrà, prosegue la polizia di prevenzione, “che si nutrono di un substrato ideologico di violenza e razzismo” e proprio “un comportamento discriminatorio ha mosso la mano degli aggressori di Tommaselli”. “Un episodio efferato che - ribadisce l’antiterrorismo - non ha avuto però caratteristiche di premeditazione”.
All’appello mancano per ora gli altri due componenti del gruppo: sono ricercati ma già identificati. Conosciuti con i soprannomi di Peri e Tarabuio, risultano fuggiti all’estero, ma non è escluso che presto si costituiscano alla Digos veronese. “Mi auguro che si consegnino presto, liberandosi del peso come hanno fatto gli altri tre”, ha spiegato il vicequestore Vincenzo Stingone.
Gli investigatori ritengono infatti che le responsabilità dei componenti del quintetto siano le stesse per tutti. “Ancora dobbiamo ricostruire esattamente la dinamica dell’aggressione” ha detto il dirigente della Digos di Verona Luciano Iaccarino. “Questi ragazzi ammettono la partecipazione all’aggressione e ognuno fornisce la propria versione”. Per tutti l’accusa è di lesioni personali gravissime.
Nicola Tommasoli era stato ricoverato mercoledì notte presso l’Unità di Terapia Intensiva Neurochirurgica dell’Ospedale di Borgo Trento.
“Vorrei essere il padre della vittima anziché il padre di mio figlio” ha detto tra le lacrime il padre del primo giovane a costituirsi. L’uomo l’ha detto agli investigatori quando si sono presentati nella sua casa a San Giovanni Lupatoto per cercare il figlio. “Ci ha fornito subito la massima collaborazione” ha detto il dirigente della Digos, Luciano Iaccarino “e crediamo possa avere avuto un ruolo determinante nel convincere il figlio a costituirsi”.
Nel frattempo, il Veneto Fronte Skinheads, per voce del presidente Giordano Caracino, esclude che il primo dei ragazzi fermati a Verona per l’aggressione a Tommasoli faccia parte del proprio movimento. “Il ragazzo” afferma “dalle informazioni che abbiamo, non fa parte del Fvs, non lo conosciamo. Non basta avere i capelli corti, un bomber o avere certe idee per far parte del nostro movimento”. “Noi” aggiunge Caracino, “prendiamo le distanze in maniera categorica dall’accaduto e dalle persone che l’hanno compiuto. Si fa presto a mettere insieme due nomi e delle sigle per tirare in ballo la nostra associazione”.
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Commenti
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Il 5 Maggio 2008 alle 19:00 toto47 ha scritto:
Questa non è violenza politica;questa è
violenza da emulazione.Basta pensare a
quei due bastardi omicidi che se la sono dati a gambe,anzichè esporre le
loro ” motivazioni politiche”.Questo si che è coraggio!!!!
Il 5 Maggio 2008 alle 22:36 angelo78 ha scritto:
In me, ma credo in tutti i cittadini italiani, pervade un senso di rabbia e di sgomento per quello che è accaduto. A cominciare DA QUESTO EPISODIO, chiedo l’aplicazione di pene severissime e certe, perchè siamo stanchi di accendere la tv, di uscire di casa, di ospitare gente, con la paura od il dubbio che possa accaderci qualcosa; una volta dovevamo temere solo dei delinquenti, adesso anche di bambocci che non valgono un centesimo. Chiedo alla redazione di Panorama di verificare, tra una decina d’anni,con indagini giornalistiche, che sorti queste persone avranno subito; mi auguro stiano in carcere a marcire per un pò, vergognatevi, ve la siete presa con un individuo che sapevate non avrebbe reagito, altrimenti ve la sareste fatta nei pantaloni…
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