Via libera di Alleanza Nazionale a Stefania Prestigiacomo al ministero del Welfare (che verrebbe affiancata da due vice ministri: il senatore di Forza Italia Maurizio Sacconi al Lavoro e il tecnico Ferruccio Fazio alla Salute). Dopo alcuni giorni di tensione tra i due maggiori azionisti del Pdl, oggi le nebbie sulla formazione del governo sembrano diradarsi. Anche se resta ancora un grande punto interrogativo sulla casella della Giustizia. Ministero dove sembra che nessuno voglia andare.
“Noi non abbiamo posto questioni legate alle caselle, in particolare a quella specifica del Welfare. Il nostro problema è solo quello del peso della componente di An all’interno della delegazione del Popolo della Libertà al governo. Quindi è un problema di natura politica e non di poltrone”, sono le parole del neo vicepresidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, che aprono la mattinata. A cui segue l’apertura verso l’esponente siciliano di Forza Italia: “Il nome della Prestigiacomo al Welfare è autorevolissimo e prestigioso”. Come verrà ripagata la destra, che per ora ha la certezza di Ignazio La Russa alla Difesa e Altero Matteoli alle Infrastrutture? Gli uomini di Fini sono irremovibili: vogliono 4 persone nel Consiglio dei ministri. Proprio come quattro, ed è notizia dell’ultima ora, saranno le poltrone leghiste nell’esecutivo. Almeno stando a quanto sostiene Roberto Calderoli: “La Lega avrà due ministeri con portafoglio, due senza e Castelli viceministro alle Infrastrutture; per me ci sarà un ministero a sorpresa”, che in molti hanno identificato nel dicastero per la semplificazione legislativa. Cioè la delega alla delegificazione, “alla semplicità” o “taglia leggi” come la definisce qualcuno. O come dice lui, a margine del faccia a faccia di circa 50 minuti tra il premier in pectore e il capo dello Stato, “il ministro della semplicità e del quieto vivere”.
Insomma, il Cavaliere potrebbe dare ad An due ministeri senza portafoglio. I nomi più ricorrenti sono quelli della giovane Giorgia Meloni alle Pari Opportunità e Adriana Poli Bortone alla Famiglia. O in alternativa, spiegano i bene informati, An potrebbe avere un viceministro in più al Viminale. Anche perché la casella della sicurezza è uno dei punti fermi della politica della destra.
Resta solo da sciogliere il rebus della Giustizia. Dopo l’affaire Clemente Mastella sembra che nessuno voglia andare ad impelagarsi al dicastero di via Arenula. Nelle ultime settimane i nomi per il ruolo di Guardasigilli sono stati tantissimi: da Marcello Pera ad Angelino Alfano, da Claudio Scajola a Giulia Bongiorno. Da Elio Vito all’ex Roberto Castelli. Radio governo pare vedere favorito oggi Alfano. L’ex coordinatore di Fi in Sicilia è considerato uno dei giovani emergenti del partito. Ma non è escluso che il Cavaliere voglia parlarne con il presidente della Repubblica e aspettare magari l’ultimo momento utile per decidere. D’altra parte la storia della Repubblica è piena di ministri chiamati a indossare la grisaglia pochi minuti prima di andare al Quirinale. E proprio questa mattina Berlusconi è salito al Quirinale per parlare con il capo dello Stato. I colloqui sono strettamente riservati, ma è probabile che il Cavaliere abbia prospettato a Giorgio Napolitano la squadra di governo. Intanto oggi pomeriggio alle 16 si aprono le consultazioni (con i presidenti del Parlamento, Renato Schifani e Gianfranco Fini), che complici i pochi gruppi parlamentari, saranno davvero brevi.
E l’incarico potrebbe venir conferito a Berlusconi tra mercoledì sera e giovedì mattina. Quindi il premier, ormai incaricato, potrebbe forse risalire al Quirinale già giovedì pomeriggio o al più tardi venerdì, per sciogliere la riserva e comunicare la lista dei ministri. Venerdì o sabato il giuramento dei ministri, la riunione del primo Consiglio dei ministri della nuova legislatura, la nomina dei viceministri e dei sottosegretari. Quindi il nuovo governo si presenterà alla Camera per chiedere la fiducia lunedì prossimo. E infine con il voto di palazzo Madama entrerà nella pienezza dei poteri.
- Martedì 6 Maggio 2008

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