
Carlo Marcelletti, originario dell’entroterra anconetano, aveva iniziato la sua carriera nelle Marche come assistente al cardiologico Lancisi di Ancona, dove rimase fino al 1977. Ma con la sua terra non ha mantenuto rapporti costanti. Nel 1996 venne lanciata una petizione popolare per un suo ritorno ad Ancona, al Lancisi o al pediatrico Salesi. Furono raccolte 11.500 firme, ma poi non se ne fece nulla.
Alle Marche, però, Marcelletti aveva legato le sue sorti in tutt’altro settore, quello politico. La sua “discesa in campo” risale al 1993, quando si presentò candidato sindaco di Ancona con una lista collegata ai popolari di Mario Segni. Ottenne solo il 10,65% dei consensi, battuto dal collega gastroenterologo Renato Galeazzi, dell’allora Pds. In quell’occasione Marcelletti non nascose la sua amarezza. “Ma questa” aveva commentato”è una città che ha una componente filocomunista molto forte”. Il medico si era quindi dimesso dal consiglio comunale, annunciando la sua candidatura come capolista (ma nella Dc di Martinazzoli) nella prima circoscrizione della capitale.
Nel 1999 confidò di aver detto a no a Antonio Di Pietro per una candidatura alle europee.
Era già un cardiochirurgo affermato quando giunse a Palermo nel 1999. Aveva la fama di un “principe” del bisturi conquistata sul campo con i suoi interventi al limite dell’impossibile come quello che tentò, con larghissima eco mediatica, nel maggio del 2000.

Due gemelline siamesi peruviane, Marta e Milagros, avevano il cuore in comune. Erano destinate a morire. Marcelletti cercò di salvarne una sacrificando l’altra.
Il caso suscitò non solo una grande emozione ma anche un lacerante dilemma morale. Alla fine il comitato etico dell’ospedale diede l’assenso, nonostante l’opinione contraria di un altro famoso chirurgo, Ignazio Marino, che sempre a Palermo dirigeva l’Istituto Mediterraneo per i trapianti.
A Palermo non ha svolto solo un ruolo professionale come cardiochirurgo di fama nazionale. Si è anche impegnato nell’attività politica. Alle amministrative del 2001 fu eletto al consiglio comunale presentandosi in una lista civica che appoggiava la candidatura a sindaco di Francesco Musotto, a quel tempo in rotta con Forza Italia. Alla fine del 2003 Marcelletti però si dimise. In un’intercettazione ambientale un ex assessore provinciale sosteneva che su di lui erano state fatte pressioni per aderire a Forza Italia altrimenti sarebbe “andato a raccogliere margherite”. Il caso venne però archiviato. Successivamente, Marcelletti ha orientato le sue esperienze politiche verso l’area autonomista, ma senza mai assumere incarichi ufficiali.
- Martedì 6 Maggio 2008
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Commenti
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Il 11 Maggio 2008 alle 23:09 sandra67 ha scritto:
è sicuramente indicibile il suou comportamento, ma per ciò che riguarda le corsie preferenziali………non è il solo primario di Palermo, vai al suo studio, paghi, programmi ricovero, intervento e tutti sono atua disposizione, schifezze comprese
Il 11 Maggio 2008 alle 23:11 sandra67 ha scritto:
niente ricevuta, s’intende! lo studio non è intstato agli illustrissimi Professori!
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