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Fuga dai banchi nel sud d’Italia: in Sicilia e in Campania rispettivamente 15 e 14 studenti su cento non completano il percorso dell’obbligo formativo. Il dato emerge dalla prima edizione, diffusa oggi, di “100 Statistiche per il Paese. Indicatori per conoscere e valutare”, presentato dall’Istat che segnala, invece, come la quota di abbandoni più contenuta (6,2%) si registra nel Friuli-Venezia Giulia. In generale nell’anno scolastico 2005-2006 la quota di giovani che abbandona al primo anno gli studi superiori, senza completare dunque l’obbligo formativo, è dell’11,1%.
La pubblicazione conferma pure che l’Italia per l’istruzione spende meno degli altri Paesi europei: nel 2005, infatti, l’incidenza della spesa in istruzione e formazione sul Pil è pari al 4,4%, ampiamente al di sotto della media dell’Ue a 27 (5,1%). Nel 2007 il 48,2% della popolazione tra i 25 e i 64 anni ha conseguito come titolo di studio più elevato la licenza della scuola media inferiore, valore distante dalla media Ue27, che ci colloca nelle ultime posizioni insieme a Spagna, Portogallo e Malta.
Nel 2007 poco più del 75% dei giovani italiani in età 20-24 anni ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore, dato anche questo che colloca l’Italia al di sotto della media Ue. In ambito comunitario sono alcuni Paesi di recente ingresso quelli che presentano i più elevati tassi di scolarizzazione superiore: in Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia 9 studenti su 10 hanno conseguito almeno il diploma superiore. In Italia, infine, circa il 41% dei giovani in età 19-25 anni risulta iscritto a un corso universitario nell’anno accademico 2005-06.
- Mercoledì 7 Maggio 2008

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Commenti
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Il 7 Maggio 2008 alle 18:22 vincenzo.m. ha scritto:
LA SCUOLA E LE PERCEZIONI.
La punta dall’apparenza di un diamante che fuoriesce dall’acqua ci evidenzia quei pochi scandali che permettono agli studenti di ottenere le lauree senza alcuna comprensione verso gli studi. In Italia alcuni riescono persino, lo si legge dalle cronache, a laurearsi pur non possedendo la minima padronanza della lingua italiana. La fuga dai banchi rischia di evidenziare una motivazione etica di base che consiglia di completare il solo percorso obbligatorio affinchè non si abbia a disimparare quel poco che si è appreso. Le cronache giornaliere, propinate dai media, sugli accadimenti nell’ambito delle strutture scolastiche non sono confortanti ma è possibile che vengano ad essere eccessivamente enfatizzati. E’ ovvio, come è ovvio, la scuola è luogo di formazione e gli aspetti globali negativi sono solo erronee percezioni.
Buona fortuna a Voi, buona fortuna formatori.
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