
Mentre Walter Veltroni riunisce i segretari regionali, arrivati a Roma da tutta Italia, per radicare il Pd (tramite tesseramento, campagna d’ascolto in tutto il Paese, nuovo gruppo dirigente, congresso tematico in autunno su economia e sicurezza) e per “sfogarsi” (”Scusate, ma nessuno è tanto pazzo da pensare ad un partito che sia autosufficiente! Il senso della vocazione maggioritaria è un altro, è avere l’ambizione di un’idea globale del Paese da proporre agli elettori”); Massimo D’Alema e Pieluigi Bersani chiamano a raccolta in un albergo romano una cinquantina di parlamentari con l’idea di far nascere un’associazione collegata alla fondazione ItalianiEuropei, che fa capo al ministro degli Esteri. “Non è una corrente, vuole essere un contributo di idee per far crescere il Pd”, assicurano, dopo due ore di riunione, i due (ex) ministri. Concetto che l’ex ministro dello Sviluppo economico ribadisce anche da Giovanni Floris, a Ballarò: non si è riunito un gruppo anti Veltroni né c’è una “mia candidatura contro il segretario”. Anche perché: “Il congresso non si fa adesso, non poniamo questi temi”, dice Bersani.
Ma l’iniziativa pare non sia stata gradita al loft e, se Veltroni tace, Andrea Orlando, dell’esecutivo, evidenzia che le fondazioni possono “mettere in difficoltà il partito” se servono a costituire correnti. A meta giornata la notizia di “una riunione di dalemiani” gira a mezza bocca tra i capannelli di deputati in Transatlantico. Proprio per non dare l’idea di una assemblea carbornara o di area, in un momento di acque un pò agitate nel Pd, gli inviti sono estesi a esponenti democratici di varie aree anche perchè, preciserà poi D’Alema ai cronisti, “le componenti si formano nei congressi, mentre qui sono venute persone che vengono dai Ds, dalla Margherita, che alle primarie hanno votato per Veltroni, come me, o per Letta”. C’è infatti il ministro Paolo De Castro, che alle primarie sostenne Letta, l’ex popolare Lino Duilio anche se il grosso dei partecipanti rientra in quell’area da sempre considerata vicina al ministro degli Esteri, come Nicola Latorre, Gianni Cuperlo, Barbara Pollastrini, Marco Minniti, Michele Ventura, Daniele Marantelli, Antonio Luongo.
A dieci anni dalla nascita di ItalianiEuropei, D’Alema punta ad allargare ai parlamentari la collaborazione con la sua fondazione e a metterla in rete, come spiegherà durante la riunione, con altre associazioni come Nens, che fa capo a Bersani e Vincenzo Visco, Arel, che fa riferimento ad Enrico Letta, e Astrid, promossa da Linda Lanzillotta. Tutti esponenti democrats non propriamente d’area “veltroniana”. E comunque: “Italianieuropei non fiorisce ora, per circostanze congiunturali” spiega ai cronisti l’ex vicepremier “e già in occasione del decennale pubblicammo un contributo per la costruzione del Pd. Evidentemente si sente il bisogno di avere una sponda culturale di questo tipo”. Sponda che comunque “è un contributo alla luce del sole per far crescere il Pd” e non una corrente nè tanto meno una fronda. Raggiunto dalla voci, anche di Veltroni ha cominciato a muoversi, parlando con numerosi deputati per definire i nuovi assetti del partito, a partire dal governo ombra che, a quanto si apprende, non dovrebbe coinvolgere ex ministri.
La barra, insomma, Veltroni, continua a tenerla stretta in mano e dritta. Se subito dopo la sconfitta aveva ritenuto di non dover fare neppure il gesto di rimettere il suo mandato, si è battuto per la conferma prima dei capigruppo della precedente legislatura (Antonello Soro alla Camera, Anna Finocchiaro al Senato) e poi anche dei quattro vicepresidenti dei gruppi uscenti. Ma la linea “squadra che perde non si cambia” sta suscitando reazioni in diverse aree del partito. E se una volta queste aree si chiamavano correnti mentre ora si raccolgono intorno alle fondazioni, l’effetto è il medesimo: mettono in discussione la leadership del segretario. Per il quale parla Andrea Orlando (responsabile organizzazione), al termine della riunione dei segretari regionali: “Le culture di partenza sono una ricchezza ma se ci rattrappiamo nelle parrocchiette è un regresso”.
- Mercoledì 7 Maggio 2008
Elezioni amministrative: lo speciale
LEGA: LE DIMISSIONI DI UMBERTO BOSSI
Viaggio tra le gang sudamericane in Italia, le pandillas
La pirateria online è un furto? 








Costa Concordia: gli approfondimenti, le immagini





LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie






Mostri della porta accanto
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama


Avetrana: video, articoli e foto esclusive 







Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 7 Maggio 2008 alle 11:55 vincenzo.m. ha scritto:
I RESPONSABILI E LE RISATE.
La probabile nube nera che a settembre prossimo sarà visibile per i suoi effetti economici indurrà molti a consolidare la propria presenza sul suolo nazionale. Tanti desideravano eclissarsi per raggiungere il continente africano che avrebbe permesso, con pochi biglietti da cento, di vivere in una speciale oasi densa di servizi a bassissimo costo; purtroppo, la crisi che mostra i primi segnali, induce i savi a ritenere poco conveniente vivere in aree desolate dalla fame soprattutto poiché i popoli potrebbero accorgersi di non amare coloro che vivono nella ricchezza malgrado uno stato generale di povertà assoluta. Barra stretta tra le mani, il timone è mio e lo trattengo con vigorosa fede. A sopperire alla mancata benefica presenza basterà inviare qualche dollaruccio per mantenere un apertura di futura ospitalità.
Molti lavoratori hanno vissuto l’esperienza di un fallimento dirigenziale nelle aziende italiane ed hanno scoperto che di fatto la squadra che perde non si cambia: i lavoratori sono spariti ma sono rimasti i dirigenti. Parlare di recupero di fiducia in Italia rischia di coinvolgere i cittadini in una eclatante, coinvolgente ed universale generale ma profondamente triste risata.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.