
Una pattuglia mai così rappresentativa, quantomeno a livello istituzionale. A Camere riunite e con la squadra di governo già quasi praticamente definita, la Sicilia si appresta a giocare un ruolo decisivo nella prossima legislatura.
Tra maggioranza e opposizione, infatti, i ruoli istituzionali che, a vario titolo, toccherranno agli isolani sono moltissimi. A cominciare da Renato Schifani, civilista e palermitano doc, a cui spetta, per i prossimi cinque anni, la presidenza del Senato, seconda carica dello Stato. Ma dentro il Popolo della Libertà, quota Forza Italia, c’è spazio anche per i più giovani.
In ascesa c’è, ad esempio, l’agrigentino Angelino Alfano, che fino a qualche mese fa doveva essere nominato sottosegretario e che invece ora ha grandi possibilità di entrare nella formazione governativa con un incarico pesante: ministro delle Funzione pubblica o ministro della Giustizia. E ancora: sempre al Senato, altri due siciliani giocheranno un ruolo decisivo. Domenico Nania (quota An), compaesano di Emilio Fede (come lui, è nato in provincia di Messina), sarà il vice di Renato Schifani; Anna Finocchiaro, nonostante la pesante sconfitta siciliana nella corsa alla presidenza della regione, è stata riconfermata presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama.
Tutti i senatori a vita, ad eccezione di Giulio Andreotti, si dovranno coordinare con il catanese Giovanni Pistorio (del Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo), che guiderà il gruppo misto. Quello composto dall’Udc, Svp e Autonomie, tra le cui fila siederà anche l’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, sarà capeggiato dal messinese Giampiero D’Alia. Lì siederà anche il sette volte presidente del Consiglio Giulio Andreotti, che ha preferito il raggruppamento a maggioranza scudocrociata a quello dei senatori a vita.
Chiudono il cerchio l’argentino Benedetto Adragna (Pd) e il palermitano Giuseppe Pippo Fallica (Pdl): a loro spetterrano rispettivamente le cariche di questore al Senato e segretario alla Camera.
In tutto, otto ruoli istituzionali, poco meno di un sesto di quelli disponibili. Ma restano ancora da definire viceministeri, presidenze di commissioni e sottosegretariati: e con ogni probablità, la colonia siciliana sarà destinata ad aumentare in modo ancora più significativo.
- Mercoledì 7 Maggio 2008
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