1.800 tonnellate di rifiuti nella sola città di Napoli, per un’emergenza che torna di nuovo a far preoccupare. In Campania, l’ “affaire monnezza” non sembra destinato a finire. E le ultime notizie non sono incoraggianti: in questi giorni altre due discariche sono state temporaneamente chiuse; e la più grande tra i siti di stoccaggio definitivi ancora in funzione, secondo alcuni esperti, potrebbe rischiare il collasso.
Ecco perché in queste ore le soluzioni possibili sono perlopiù i treni in partenza per la Germania, che ogni giorno caricano circa 800 tonnellate. Con un costo quotidiano esorbitante, poco sopra i 100.000 euro .
Ma il vero paradosso dell’emergenza partenopea proviene dalle strutture e non dai costi: a smaltire (a peso d’oro) i rifiuti in Germania sono le strutture prodotte dalla Fisia Babcock, società controllata proprio da Impregilo. La stessa che è finita sotto processo insieme con Bassolino e che ha subito un sequestro preventivo di 750 milioni di euro (ridimensionato in seguito dalla Corte di Cassazione), insieme con il divieto di partecipare per 2 anni a qualsiasi gara nella pubblica amministrazione
- Giovedì 8 Maggio 2008
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