Berlusconi: “C’è tanto da fare”. Dal federalismo ai salari, ecco i propositi

Silvio Berlusconi riceve da Romano Prodi la campanella con cui il premier apre e chiude le riunioni del Consiglio dei ministri | Ansa
“C’è tanto da lavorare”. Sorprende così il Cavaliere tutti i giornalisti che attendono qualche dichiarazione, qualche battuta, qualche proposito. Tanto da lavorare, vuol dire per Berlusconi, che non c’è tempo da perdere. E allora, in rapida successione: giuramento al Quirinale, cerimonia della campanella per il passaggio di consegne con Romano Prodi, e subito il primo Consiglio dei ministri. D’altra parte, nella prima seduta del quarto governo Berlusconi, il premier è piuttosto chiaro: “Il tempo delle parole è finito, ora passiamo ai fatti”.
Messaggio recepito dai ministri. Pare di sì, almeno stando alle loro dichiarazioni. Quelle di Roberto Calderoli, intervistato da Maurizio Belpietro a Panorama del Giorno su Canale 5 confermano: “Abbiamo questi giorni per mettere a punto la questione: Berlusconi ha suggerito la scelta dei viceministri sulla base delle capacità e credo che ridurre i numeri sia una buona cosa”. E poi: “Non posso dire quante leggi taglierò”, ha aggiunto il ministro alla delegificazione, “perché direi una menzogna visto che nessuno sa il loro esatto numero e non sappiamo nemmeno di cosa parlano. Cominceremo con il tagliare le leggi inutili e col mettere in chiaro le tante contraddizioni tra la legislazione primaria e le tante direttive comunitarie, le tantissime leggi regionali che nel corso degli anni si sono sovrapposte. In questo modo” ha proseguito Calderoli “il cittadino diventa matto”.
Il neo-inquilino del Viminale, Roberto Maroni, punterà sulla lotta all’immigrazione clandestina e metterà a punto subito un “pacchetto sicurezza”. “Adotteremo misure urgenti”, assicura il ministro del Carroccio che annuncia che già la prossima settimana, lunedì o martedì, farà una riunione operativa con i ministri degli Esteri, della Giustizia e della Difesa per mettere a punto le misure del pacchetto sicurezza che verrà licenziato dal primo Cdm.
Il primo punto all’ordine del giorno per il nuovo ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, saranno i salari. “Da dove partiremo? Alzeremo i salari dei lavoratori dipendenti - assicura a margine del giuramento - in relazione alla produttività”. Si lavorerà poi anche sulla detassazione degli straordinari. Fa il pari il professore di Venezia neo-ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che promette “i buoni andranno premiati mentre i fannulloni saranno bocciati”.
Per Umberto Bossi, neo-ministro delle Riforme il pallino è sempre lo stesso: “il primo problema da affrontare è quello del federalismo fiscale”.
Il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola pensa al nucleare: “È un’esigenza per l’Italia, serve un mix di energie che va dal nucleare a quelle rinnovabili”.
Rimettere in moto i lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina è una delle priorità del nuovo ministro delle Infrastrutture che ha però anche una scommessa personale più “casalinga” e da toscano pensa alla Livorno-Civitavecchia.
Il primo atto di Ignazio La Russa da ministro sarà “andare in Sicilia sulla tomba di mio padre, che mi ha insegnato i valori: lo ringrazierò e starò con lui un po’”. Per il resto, l’ex capogruppo di An alla Camera fa sapere che per le questioni nodali, come la missione in Afghanistan, prima di ogni decisione si sentirà con l’uscente Arturo Parisi e con i vertici delle Forze Armate.
Il nuovo ministro degli Esteri Franco Frattini in primo luogo si consulterà con i militari sulle regole d’ingaggio dei soldati impegnati all’estero. La sua prima missione diplomatica sarà in Perù, la prossima settimana.
Vino e latte. Sono le prime battaglie che intende condurre il neo-ministro dell’Agricoltura, il leghista Luca Zaia. Senza timore, dice in un’intervista al Giornale, di “sporcarsi le scarpe di terra”
“Non farò provvedimenti spot, ma bisogna partire dal tipo d’Italia che ci piacerebbe per il domani: quella in cui i giovani non hanno paura del futuro e in cui chi merita ottiene quel che merita”. È la promessa del più giovane ministro del nuovo esecutivo, Giorgia Meloni, a capo delle Politiche Giovanili.
“Sarò il gran sacerdote del sacramento del programma di governo”. È l’obiettivo dichiarato del leader della Dc per le Autonomie, Gianfranco Rotondi, entrato a sorpresa nella rosa di governo all’Attuazione del programma.

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Commenti

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Il 9 Maggio 2008 alle 12:43 laofa ha scritto:

Un punto a favore va già ad Ignazio La Russa che, come primo atto, si recherà a visitare la tomba del padre: altamente significativo, in un’epoca che tende indefessamente a denigrare la funzione maschile e paterna nell’educazione dei figli allontanando dalla famiglia il padre (dispensatore di regole, divieti e valori), in ossequio ai deliranti propositi delle ideologie di genere che infettano la società e stanno impedendo ai figli stessi di crescere nel rispetto dei valori etici.
Un primo punto anche a favore di Mara Carfagna per aver già fatto capire a chi stava ritornando alla carica che le cosiddette “quote rosa” si dovrebbero chiamare in realtà “raccomandazioni rosa”, antidemocratiche, antimeritocratiche e figlie di quell’ideologia infettante di cui sopra. In tale maniera recupera il punto perduto per aver partecipato all’indegna gazzarra antimaschile e antipaterna inscenata dalle femministe durante la “Festa della Donna”.

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Scontro a distanza sul voto agli stranieri. Umberto Bossi: "Pensiamo che gli immigrati debbano essere rispediti a casa loro". Gianfranco Fini: "Un anatema che non risolve il problema". Secondo voi chi ha ragione?
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