
Sempre e comunque caro-prezzi. Che piova o ci sia l’allarme siccità, la musica è sempre quella: i prezzi di frutta e verdura salgono inesorabilmente. Per far fronte al bilancio familiare ci si arrangia come si può. I mercati rionali e le bancarelle dei fruttivendoli riescono ancora a catturare le preferenze degli italiani, spesso privilegiati rispetto alla grande distribuzione. In effetti, almeno qui si riesca a risparmiare qualcosa. In base ai dati Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, pur seguendo fluttuazioni stagionali, al mercato frutta e verdura costano sempre meno che al supermercato. Si, ma di quanto?
Altroconsumo è andata a vedere cosa succede nei mercati di quartiere. Il responso? Fare la spesa è comunque sempre più caro.
Secondo la nostra indagine, tra gli aumenti più eclatanti dell’ultimo anno ci sono quelli di alcuni generi alimentari di prima necessità. In particolare, oltre che per pane e pasta, l’impennata si è registrata per il prezzo di latte (+8,5%), carne (+3,5%) e frutta (+5%).
Nel frattempo l’inflazione galoppa e tutti ce ne accorgiamo a fine mese. Anche l’Istat conferma che il carovita non è mai stato così alto dall’estate del 2001. Secondo l’autorevole istituto statistico a determinare questa impennata sono stati i generi alimentari (pane +12,5%, pasta +10%) e l’energia (benzina +12,5%, gasolio +15,8%). Secondo i nostri calcoli, ciò significa che nel 2007 una famiglia italiana media ha sborsato circa 850 euro in più per mantenere lo stesso livello di consumi dell’anno precedente. Di questa somma 250 euro si sono volatilizzati per il cibo.
Dunque cercare di risparmiare è fondamentale, ma attenzione a qualche tranello. Tra gli ambulanti e i piccoli fruttivendoli è ancora prassi comune non esporre i prezzi con un cartellino ben in evidenza, come vorrebbe la legge. Ciò significa che ci è impedito di confrontare l’offerta e di scegliere la più conveniente. In più la poca trasparenza è un pessimo biglietto da visita, che agevola solo i piccoli ma significativi comportamenti scorretti di alcuni commercianti, inclini a gonfiare in modo ingiustificato lo scontrino del consumatore distratto.

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- Venerdì 9 Maggio 2008

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