Palermo, mega truffa al Fisco: cancellavano le tasse da pagare

Una pattuglia della Guardia di Finanza | Ansa
Utilizzavano la password di alcuni colleghi per azzerare attraverso il sistema informatico i debiti nei confronti dello Stato. Questa è l’accusa contro cinque dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Palermo, arrestati dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, perché avrebbero “condonato” i debiti erariali di 411 contribuenti per un valore di 1 milione e 700 mila euro. Con loro a finire in manette, anche un altro ex dipendente dell’Agenzia, un pensionato della Regione Sicilia e otto consulenti fiscali.
Il meccanismo utilizzato dalla banda era piuttosto sofisticato ed è stato scoperto attraverso le intercettazioni telefoniche e grazie alle telecamere installate dagli investigatori, all’interno degli uffici. Ai ragionieri, commercialisti e ai consulenti del lavoro spettava il compito di “reclutare” il cliente-contribuente e di indirizzarlo ai dipendenti dell’Agenzia. Questi ultimi con la password rubata ad alcuni colleghi, entravano nel sistema informatico dell’ufficio e cancellavano la cifra che doveva essere versata allo Stato.
Per ciascuna operazione il cliente “graziato” pagava al dipendente dell’agenzia dal 20 al 30 per cento della cifra condonata. A beneficiare del servizio sarebbero stati alcuni appartenenti a Cosa Nostra, nonché titolari di attività immobiliari, imprenditori edili, artigiani, agricoltori, medici e commercianti. Venivano azzerati debiti da poche centinaia di euro come il bollo auto non pagato ma anche di alcune migliaia di euro per denunce dei redditi mai presentate e non corrette”.
Con questa operazione sono 40 le persone arrestate in poco più di dodici mesi - spiega il colonnello Guido Mario Geremia, comandante provinciale Guardia di Finanza di Palermo - che attraverso l’utilizzo del sistema informatico dell’Agenzia dell’Entrate hanno cancellato i debiti erariali di centinaia di contribuenti siciliani”.
“Gli accessi fraudolenti al sistema informatico eseguiti solo tra il mese di gennaio 2003 e giugno 2005″ conclude Geremia “hanno permesso ai dipendenti pubblici infedeli di procedere all’acquisizione, convalida e emissioni di 564 provvedimenti illegittimi di sgravio ai danni dello Stato”.

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