
Il governo Berlusconi IV parte senza viceministri e con 37 sottosegretari. Poi, al termine di una fase di verifica, se il lavoro lo renderà necessario, come è probabile, Silvio Berlusconi promette che qualcuno potrebbe essere promosso alla carica di viceministro e i sottosegretari potrebbero diventare di più.
Così il Consiglio dei ministri, che si è riunito a Palazzo Chigi al termine di una giornata di convulso lavoro all’interno della maggioranza, definisce l’assetto del nuovo esecutivo. Una squadra decisamente più snella della precedente guidata da Romano Prodi, come prevede la finanziaria 2008, passando da 103 a 60 componenti. Ma è la scelta di rinviare la nomina dei viceministri a tenere banco per tutta la giornata. Già in mattinata erano emersi alcuni dissapori tra alleati. Tornando in aereo assieme da Milano, Berlusconi e Ignazio La Russa riprendono il discorso senza però trovare una soluzione definitiva. Più tardi i vertici di An si riuniscono per ribadire le loro richieste. Proseguono i contatti, ma appare chiaro che serve altro tempo per riflettere, così il Consiglio dei ministri convocato per le 11 viene rinviato alle 18. Trapela che Roberto Maroni, titolare dell’Interno, non vedrebbe di buon occhio la nomina di Alfredo Mantovano (An) come suo vice. Quindi, la stessa Lega avrebbe puntato i piedi per avere Roberto Castelli come viceministro alle Infrastrutture con delega alle opere del Nord. Stretto da più parti e da richieste così divergenti il presidente del Consiglio, nel mezzo del pomeriggio, ha gioco facile a far prevalere quello che è anche un suo desiderio: rinviare tutto a una seconda fase. La notizia trapela da Palazzo Grazioli, dove il premier prosegue le riunioni. Ma il dibattito interno non si chiude, tanto che Umberto Bossi, entrando a Montecitorio, poche ore prima del Consiglio, dice di “sperare” ancora che alla Lega vada un viceministro al Nord, senno, ribadisce: “Chi ci farà le strade?”.
La riunione del Cdm conferma le previsioni. Vengono nominati solo 37 sottosegretari. Nel corso del Consiglio, a quanto si apprende, Berlusconi avrebbe ribadito di aver fatto una “scelta dolorosissima” perché “almeno 40 persone” meritavano di essere scelte. Quindi, avrebbe fatto capire che probabilmente le difficoltà operative derivanti dal numero limitato di componenti renderanno necessario, in una seconda fase, un allargamento della squadra. A quel punto, verrebbero nominati nuovi sottosegretari e, sulla base del lavoro già svolto, alcuni verrebbero promossi viceministri. Soluzione che sembra confermata anche da Umberto Bossi secondo il quale i vice saranno scelti “in tempi ragionevolmente brevi”.
C’è anche chi, nella maggioranza, non esclude un prossimo “spacchettamento” di alcuni dicasteri e la conseguente nomina di nuovi ministri. Un processo comunque che, sottolineano fonti del Pdl, verrebbe condotto in stretto contatto e con l’assenso del Quirinale.
In ogni caso, l’eventuale allargamento della compagine governativa, non appare imminente. “Il ragionamento svolto dal presidente del Consiglio”, ha spiegato uno dei partecipanti al Cdm, “fa presumere che non si faccia nulla prima dell’estate”. Soddisfatta la Lega: “Bene. Tutte le caselle sono andate al loro posto ed ora abbiamo una bella squadra”, dice il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli.
Ecco l’elenco dei sottosegretari:
Presidenza del Consiglio
- Gianni Letta, nominato nel precedente Consiglio dei ministri
- Maurizio Balocchi (Semplificazione normativa)
- Paolo Bonaiuti (Editoria)
- Michela Vittoria Brambilla (Turismo)
- Aldo Brancher (Federalismo)
- Rocco Crimi (Sport)
- Carlo Amedeo Giovanardi (Famiglia, droga e servizio civile)
- Gianfranco Micciché (Cipe)
Affari Esteri
- Stefania Gabriella Anastasia Craxi
- Alfredo Mantica
- Enzo Scotti
Interno
- Michelino Davico
- Alfredo Mantovano
- Nitto Francesco Palma
Giustizia
- Maria Elisabetta Alberti Casellati
- Giacomo Caliendo
Difesa
- Giuseppe Cossiga
- Guido Crosetto
Economia e Finanze
- Luigi Casero
- Nicola Cosentino
- Alberto Giorgetti
- Daniele Molgora
- Giuseppe Vegas
Sviluppo economico
- Ugo Martinat
- Paolo Romani
- Adolfo Urso
Politiche agricole e forestali
- Antonio Buonfiglio
Ambiente e tutela del territorio e del mare
- Roberto Menia
Infrastrutture e trasporti
- Roberto Castelli
- Bartolomeo Giachino
- Mario Mantovani
- Giuseppe Maria Reina
Lavoro, salute e politiche sociali
- Ferruccio Fazio
- Francesca Martini
- Eugenia Maria Roccella
- Pasquale Viespoli
Beni e attività culturali
Francesco Maria Giro
Istruzione, università e ricerca
- Giuseppe Pizza
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