Il nuovo ministro Brunetta : “Via dagli uffici pubblici carta e fannulloni”

Renato Brunetta, economista, ministro della Funzione Pubblica e dell'Innovazione
Come risolvere il problema dei “fannulloni” nella Pubblica Amministrazione? “Semplicemente licenziandoli”. Ecco la proposta che il neo ministro dell’Innovazione e della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha fatto in occasione dell’inaugurazione del Forum Pa. Una ricetta che già qualche mese fa fece anche il giuslavorista Pietro Ichino, oggi deputato Pd, scatenando una selva di polemiche.

E allora, da ministro, Brunetta ribadisce: già ci sono le leggi che consentono di farlo. “C’è la cassa integrazione e c’è il licenziamento, solo che non sono mai stati utilizzati. Ma il clima del paese è cambiato” ha rilevato Brunetta. “È un miracolo che la Pubblica Amministrazione ancora stia in piedi non avendo strumenti come gli incentivi e disincentivi, premi e punizioni. In queste condizioni un’azienda privata avrebbe già chiuso”.
Dello stesso parere è anche il neoeletto sindaco di Roma Gianni Alemanno che afferma: “I fannulloni devono essere licenziati ma sono convinto che la gran parte di coloro che lavorano nella Pubblica amministrazione non siano fannulloni ma che si tratti solo di una piccola minoranza”. Sebbene si tratti di una minoranza, secondo Alemanno i fannulloni devono essere rimossi “a vantaggio dei lavoratori del pubblico impiego che in larga parte si impegnano e che spesso anche con carenza di mezzi e di incentivi reali fanno il massimo possibile. Ci deve essere - ha proseguito il sindaco - massima attenzione per i diritti sindacali ma io non credo che i sindacati vogliano difendere i fannulloni”.
Brunetta però si propone anche un’ulteriore obiettivo ambizioso. Eliminare entro 18 mesi la carta nella pubblica amministrazione e rendere anche le pagelle scolastiche consultabili solo in rete. Per il ministro della Funzione pubblica la banda larga e le tecnologie informatiche devono far superare “senza ritorno” ogni barriera fisica nel giro di un anno, un anno mezzo. Poi, prosegue, dovranno “tagliarsi i ponti: non ci dovrà più essere la documentazione cartacea”. A cominciare dalle valutazioni scolastiche: “le pagelle dovranno essere lette su internet, basta pagelle cartacee”. Brunetta non esita, quindi, a parlare di una “rivoluzione con la quale la carta dovrà progressivamente sparire”.
Alleati, in questo tempo, gli uffici postali, le farmacie, le tabaccherie, perchè “chi ha una rete possiede un tesoro. Se sapremo cambiare” è la sua convinzione “potremo spendere meglio e liberare importanti risorse da impieghi poco produttivi”.
Per Brunetta, quindi, le parole d’ordine dovranno essere trasparenza, valutazione e benchmarking, mentre gli strumenti per il cambiamento sono il federalismo (con i governi locali che dovranno rispondere delle risorse e che potranno disporne di nuove se sapranno venire incontro alle esigenze dei cittadini), la banda larga e l’Ict. “Le pubbliche amministrazioni - ha sottolineato - sono un miracolo, è una organizzazione che manca di strumenti di governance eppure funziona. Non falliscono, ma forniscono prodotti ’subottimali’, devono invece comportarsi come un girasole: orientarsi ai bisogni di cittadini e imprese. Occorre introdurre la soddisfazione del cliente finale che paga e deve essere soddisfatto”. Quanto al reclutamento del personale, Brunetta non ha dubbi: “dovrà prevalere” ha detto “la selezione dei migliori, ridando alla dirigenza pubblica il potere disciplinare. Ma saranno i dirigenti i primi ad essere valutati”. Brunetta ha sottolineato anche la necessità di mettere in concorrenza il settore pubblico con quello privato. Bisogna, ha aggiunto, “pagare una volta sola, non si può pagare con le tasse e poi ripagare perché i servizi non funzionano”.
Su ciò il ministro ha chiesto una riflessione al sindacato perché “se ci sarà la sanzione del mercato rischiano anche i beni e i servizi pubblici”.

Il VIDEO servizio:

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Statali, i fannulloni nel mirino del ministro Brunetta: “Colpirne uno per educarne cento”. Siete d’accordo?
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Commenti

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Il 12 Maggio 2008 alle 17:04 Corrado Buccieri ha scritto:

Fa bene,se non restano parole,ma si
trasformano in fatti,apprezzerò sempre
di più questo governo.
Non ho mai sopportato che ci fosse una
parte di persone,pagate per non fare
nulla.

Il 12 Maggio 2008 alle 19:13 artisticamente ha scritto:

Il nuovo Ministro Brunetta e la Confindustria vogliono il libero mercato.
Il taglio della spesa pubblica. L’allontanamento degli statali fannulloni.
Vogliono la legge 30/Maroni, il precariato.
E, come è ovvio, anche il profitto di impresa.
Non menziona lo spreco di consulenze, i gravi errori e incapacità di manager e amministratori delegati degli ultimi dieci anni: queste persone decidono del futuro. Ferrovie, elettricità, energia, informazione, aerei, lavori pubblici e molto altro.
Chi sono queste persone?
Chi le ha messe lì e per quali meriti?
Noi guardiamo il dito che punta alla luna e non la luna.
Guardiamo il politico e non il manager.
Diamo per scontato che debba stare dove sta, senza preoccuparci se è incompetente o ladro.
Il suo curriculum ci è spesso ignoto, la sua designazione misteriosa……..

Vi invito alla lettura ideale di una lettera di un giovane insegnante, del Dicembre 2007, ancora attuale…..

Mi chiamo Francesco, ho 30 anni, sono professore di lettere nei licei.
Sono laureato in Lettere Classiche, mi sono abilitato all’insegnamento delle materie letterarie e del latino appena terminata l’università, da tre anni docente a tutti gli effetti.

Negli anni della Specializzazione (la famigerata SSIS), ci era stato preventivato un periodo di precariato, o di “gavetta” come viene chiamato dai colleghi: anni difficili, di supplenze, di ore rubate qua e là, di stipendi scostanti e di didattiche incerte.

Da giugno non vedo l’ombra di un quattrino: dopo aver terminato le lezioni del passato anno scolastico, mi sono dovuto arrangiare durante l’estate, sperando in nuove chiamate a settembre.
All’apertura del nuovo anno scolastico, il Ministro Fioroni è sembrato venirci incontro stabilendo che per le supplenze di lungo corso, quelle annuali fosse il Ministero del Tesoro ad erogare gli stipendi, e non le casse dei licei.
Questo per assicurare che tutti i docenti ricevessero il loro compenso con regolarità, e non dopo cinque o sei mesi.
Dovrei essere uno dei beneficiari della nuova direttiva, “dovrei”: insegno in un liceo con un contratto annuale, ho più di cento studenti, percorro ogni giorno 80 km per recarmi al lavoro, per non parlare delle riunioni, colloqui e consigli di classe, straordinari, gite e sportelli didattici.
E di stipendio ancora non se ne parla. A fine novembre ho ricevuto quello di ottobre: 1.172 euro. Poi più nulla.

Ci sono giovani colleghi non pagati da settembre.La mia fortuna è di essere un perfetto “bamboccione”: vivo ancora in casa con mia madre, che per lo meno mi anticipa i soldi per la benzina, in attesa di ricevere il dovuto.

Fa parte della cultura popolare ritenere che gli insegnanti non lavorino a sufficienza,che siano dei fannulloni: diciotto ore settimanali sono un lusso.
Ho più di cento studenti: credete che bastino diciotto ore per gestire, organizzare e preparare il lavoro in classe? A casa le ore raddoppiano: pile di compiti da correggere, lezioni da preparare, prove di verifica.
Ci assumono a settembre e ci licenziano a metà di giugno, un totale di nove mensilità. Non possiamo ammalarci né prenderci un giorno di permesso.

Ho sgobbato all’università per laurearmi nei giusti tempi, sono riuscito subito ad accedere e a superare il biennio di abilitazione ed ancora devo chiedere i soldi a mia madre per la benzina.
Non abbiamo la certezza di uno stipendio a fine mese, ci arrabattiamo tra prestiti e fidi in banca, ci aiutano i genitori.
Tuttavia non ci considerano precari a tutti gli effetti, non siamo “Schiavi Moderni”, non lavoriamo nei call center o come cottimisti: siamo docenti, non ci dobbiamo lamentare.
Eppure anche noi non possiamo accedere ai mutui per la casa né pensare di metter su famiglia.

I libri, purtroppo, non sono commestibili.Un saluto.

Il 13 Maggio 2008 alle 8:19 Il blog di Maurizio Silvestri » Brunetta, Ministro dell’Innovazione, eliminerà la carta in un anno ha scritto:

[...] Brunetta, Ministro dell’Innovazione, eliminerà la carta in un anno Archiviato in: Politica, Tecnologia — Maurizio ( 08:18 ) Renato Brunetta, Ministro dell’Innovazione e della Funzione Pubblica, vuol licenziare i fannulloni dalla Pubblica Amministrazione e vuole eliminare la carta. L’intento è lodevole, per carità, ma profuma tanto di già visto e sentito. Sembra il classico annuncio a sensazione che dopo qualche tempo, viene completamente dimenticato. Ad esempio mi viene in mente la carta d’identità elettronica. Ci sono voluti circa 10 anni per averla (per “soli” 20 euro). Beh, a dire il vero, se vado sul sito del comune di Roma, leggo che: “[…] La Carta d’Identità Elettronica é ancora in fase sperimentale e la richiesta della stessa può per ragioni tecniche o per motivi di particolare affluenza essere evasa non nella stessa giornata […]” Certo, è ancora sperimentale dopo “appena” 10 anni dalla prima legge che ne parlava (Legge 16 giugno 1998, n. 191, art. 2, commi 4 e 5). Va bene, ma siamo in Italia, no? Il paese della burocrazia. Mi ricordo anche frasi tipo: “entro il 2011 tutta l’Italia avrà la banda larga“. Beh, ROTFL, verrebbe da dire. Sì, perché non so se vi ricordate quanto tempo ci è voluto per il Wimax (partito da qualche mese). Ora arriva Brunetta, caccia via i fannulloni e con la bacchetta magica in un anno, un anno e mezzo, fa sparire la carta. ROTFL al cubo, verrebbe da dire. A parte il fatto che vi assicuro che si può “fare burocrazia” anche utilizzando esclusivamente ausili informatici, ma, insomma… non è una pretesa un po’ troppo ottimistica quella di Brunetta? Lavoro nell’ITC (settore privato) e vedo gente lavorare su computer preistorici. Vedo la burocrazia in formato elettronico. Insomma, posso essere un po’ scettico? • Permalink [...]

Il 13 Maggio 2008 alle 12:55 lancillotto ha scritto:

Bene licenziamo i fannulloni, gli assenteisti, ma ricordo che ANCHE I POLITICI SONO DIPENDENTI PUBBLICI E ANCHE LORO DOVREBBERO ESSERE LICENZIATI SE ASSENTEISTI SUL POSTO DI LAVORO.
Invece mi risulta che proprio i politici sia la categoria di lavoratori più assenteista.
Inoltre di solito dietro ai fannulloni ci sono dirigenti incapaci, a volte disonesti e soprattutto intoccabili.
per no parlare dei famosi amministratori che girano da un azienda pubblica all’altra lasciando danni e incamerando buone uscite milionarie.
Perchè iniziare sempre dal basso?

Il 15 Maggio 2008 alle 12:19 Un cittadino nella rete ha scritto:

Brunetta e la rivoluzione possibile…

Gli obiettivi del nuovo Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta.
……

Il 29 Maggio 2008 alle 16:19 Un cittadino nella rete ha scritto:

Linee programmatiche sulla riforma della Pubblica Amministrazione - Piano industriale…

Riportiamo di seguito i contenuti della presentazione delle “Linee programmatiche sulla riforma della Pubblica Amministrazione - Piano industriale”, presentata il 28 maggio 2008 dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’innovaz…

Il 11 Giugno 2008 alle 9:36 corradomilano ha scritto:

ono pienamente d’accordo con questa azione di governo, dato che come tanti sono vittima del lavoro precario che mi porta alla massima correttezza (giustamente a prescindere) vivendo una situazione di lavoro in ospedale pubblico a Milano con pessimi individui assunti in vecchia data dalla stato che sono sempre in malattia vantando di diritti con sindacati interni che non gli spettano creando azioni di nonnismo con noi della cooperativa mettendoci sempre in difficoltà perché loro sono i DIPENDENTI PUBBLICI e non verranno MAI LICENZIATI E FENNO QUELLO CHE VOGLIONO..pertanto vorrei informare tutte quelle persone che si fanno portatori di critiche o vantano risposte ad azioni senza sapere realmente che cosa sono e fanno i così chiamati fannulloni assunti dallo stato..E vi assicuro fermandoci solo a questa nuova riforma della Pubblica Amministrazione che ci sarebbe da dire non solo che è assolutamente giusta valutando e individuando reali pessimi individui licenziandoli ma che questa azione l’avrebbero dovuta fare già da un bel po di tempo fa , perché la cosa è veramente molto seria e grave…

Il 19 Luglio 2008 alle 17:56 pierpista ha scritto:

Cari Ragazzi :
Sono anch’io d’accordo col Ministro Brunetta, però sarebbe ora di fre i fatti e non solo condividere.
Credo di essere il più anziano qui (62) molto + del Ministro stesso.
Mi permetto di dire di SEGNALARE,AIUTARE,DENUNCIARE,PROPORRE!!!!
Magari il Ministro, tramite noi, Provvede.
Esempio documentato a mie mani:
Digitare “PREFETTURA DI ALESSANDRIA”..un sito da terzo mondo..senza nessun servizio (solo imm.ne-imm.ne-imm.ne–gare e fanfaronate varie)–non funziona neppure la E-mail.(bene invece ad esempio Asti, Biella, Messina, Catanzaro,Agrigento e ovvio le grandi città)
I funzionari emettono ordinanze nei termini di legge (es: 15 gg e pure all’ultimo giorno) con la frase: “notificare immediatamente” Bene, detta notifica giunge 18 giorni dopo, (3 gg. in più del tempo concesso per l’emanazione), con grande prostrazione del cittadino colpito.
Firmano,anzi siglano, senza esaminare i casi, usando, purtroppo, sommaria burocrazia e pochissima intelligenza.
Seguiranno altri esempi e segnalazioni.
Saluti da Pier
Al. 19/07(08

Il 19 Luglio 2008 alle 18:29 luanmagi ha scritto:

il commento possibile è nel termine “fannulloni” ma se la politica colpisce i soli semplici impiegati e non anche i dirigenti è una barzelletta o una presa in giro, essere preso in giro mi dà notevole fastido. le sue ragioni, Brunetta, ce le ha spiegate in lungo e in largo, fin troppe parole per una cosa logica. Bello sarebbe ci spiegasse come farà a ridurre stipendi e compensi miliardari della classe superiore, dirigenti e funzionari di alto “lignaggio” che rappresentano lo stato, cioè noi, in società pubbliche e miste, ivi comprese quelle quotate. Allora sì che sarebbe un Ministro con la M maiuscola, ma finchè restiamo alla parodia di “uccellacci uccellini” la m è minuscola.

Il 21 Luglio 2008 alle 10:32 Frozen Frogs - » Italia.gov.it … un paese senza identità online ha scritto:

[...] Che Brunetta abbia messo le mani sul capitolo … “sprechi della PA digitale” ? [...]

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