Travaglio su Schifani: la bufera non si placa. Per Fazio probabile sanzione

È bufera dopo le affermazioni del giornalista Marco Travaglio a Che tempo che fa, secondo le quali il presidente del Senato, Renato Schifani, “ha avuto amicizie mafiose”. Il direttore della trasmissione, Fabio Fazio prende le distanze così come il direttore generale dell’emittente pubblica Claudio Cappon, mentre dal mondo politico piovono bipartisan gli attacchi al cronista che, comunque, resta fermo sulla sua posizione.

Il primo inquilino di Palazzo Madama interviene in serata al Tg1 e censura le parole di Travaglio: “C’è qualcuno” dice “che vuole minare il clima di dialogo costruttivo che ha caratterizzato l’inizio di questa legislatura”. Schifani si dice “sereno” e determinato a proseguire la sua azione per far lavorare insieme maggioranza e opposizione perché “ce lo chiede il Paese e anche il capo dello Stato”.
Un intervento, il suo, che arriva dopo una giornata di pesanti attacchi del Pdl contro Travaglio con i democratici a fare quadrato, mentre l’Idv si smarca e parla dell’esposizione di “fatti incancellabili”.
I primi ad intervenire, il giorno dopo la puntata della trasmissione sono, per il Popolo della Libertà i “colonnelli” di An, secondo i quali si tratta di un colpo premeditato e volto a rompere il clima di dialogo che si respira nel Paese, insomma, si grida al “complotto anti-dialogo”. “Travaglio getta benzina sul fuoco delle polemiche” attacca il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri “in un momento di sereno avvio di una nuova fase politica. Verrebbe voglia di sapere se per spinta di qualcuno”. Gli fa eco il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che parla di “vergognosa imboscata” mentre Italo Bocchino chiede un intervento del garante. Gli azzurri Giulio Urbani e Maria Elisabetta Alberti Casellati attaccano la gestione della Rai, mentre la Lega tace.
Il Pd fa quadrato con Anna Finocchiaro, presidente dei senatori e conterranea di Schifani. “Trovo inaccettabili” attacca la senatrice “che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio”. Stessa linea dal responsabile informazione dei democratici, Marco Follini: “Travaglio” avverte “non ci trascinerà nella giungla”.
Diversa la linea del leader dell’Italia dei Valori con il leader Antonio Di Pietro secondo il quale Travaglio ha “esposto fatti incancellabili”.

Affermazioni, quelle dell’ex ministro delle Infrastrutture, che vengono immediatamente rimandate al mittente dal Pdl con Fabrizio Cicchitto. “Di Pietro” osserva il capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera “difende Travaglio e dice a sua volta parole in libertà perché non gradisce che fra le forze politiche di maggioranza e di opposizione si è stabilito un clima normale, nel quale ci si confronta e anche si dissente senza insulti e demonizzazioni”.

Ma le polemiche non si chiudono qui. La trasmissione di Fabio Fazio è ora finita nel mirino dell’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni, pronta, a quanto si apprende, a prendere provvedimenti nei confronti del programma di RaiTre. I poteri dell’organismo di controllo (la prossima riunione del Consiglio dell’Agcom è in programma mercoledì prossimo e prenderà in esame anche il caso Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di Michele Santoro che ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe Grillo e sulla quale l’organismo di garanzia ha già aperto un’istruttoria) vanno dal richiamo alla sanzione amministrativa: dovrebbe essere quest’ultimo, secondo indiscrezioni, il provvedimento che verrà adottato.
Intanto Marco Travaglio reputa a rischio la sua partecipazione la trasmissione condotta da Michele Santoro. E, dalla fiera del libro di Torino, torna all’attacco: “Su quanto detto in tv nel corso di Che tempo che fa“, a proposito del Presidente del Senato Renato Schifani, “aspetto solo che qualcuno mi smentisca”, ha detto. “Se mi dimostrano che ho raccontato palle” ha proseguito Travaglio, accolto come una star dal pubblico della Fiera che lo ha osannato e circondato per chiedergli autografi e manifestargli solidarietà “allora chiederò scusa. Ma mi chiedo se prima di me abbiano detto palle Peter Gomez e Lirio Abbate che già un anno fa avevano detto che Schifani aveva vicinanza quantomeno sospetta con la mafia”.
A chi gli ha chiesto se è preoccupato, Travaglio, che in Fiera ha presentato il suo ultimo libro Se li conosci li eviti (Ed. Chiarelettere), ha risposto: ”No, sono a posto con la mia coscienza. Mi spiace che in questo paese nessun giornale, appena nominato Schifani, abbia parlato dei suoi rapporti con la mafia e che l’opposizione lo abbia applaudito e pure baciato come ha fatto la Finocchiaro”. Poi, con una battuta, ha tratteggiato la sua idea di cosa accadrà nel prossimo futuro: “Tanto ora lo so che denunceranno la Rai per la mia partecipazione a Che tempo che fa e che così non potrò più andare ad Annozero. Ma io sono un giornalista e quello che mi tocca fare è raccontare la verità”.

Il VIDEO della trasmissione del 10 maggio

Commenti

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Il 12 Maggio 2008 alle 9:41 Corrado Buccieri ha scritto:

Travaglio fa parte della banda Santoro,
non poteva parlare prima?..sta diventanto insopportabile.

Il 12 Maggio 2008 alle 9:53 logudoro_g ha scritto:

Il Presidente Napoletano ha 100 Mila ragioni a dire di non dare spazio in TV a gli ex terroristi e Travaglio e uno di questi da quando è nato non fa altro che buttare fango sul’ Italia o chi l’ amministra personaggi da isolare in gabbia come i le scimmie la banda Santoro Grillo Di Pietro, una cloaca strapiena che vomita merda loro sono della stessa matteria
Logudoro

Il 12 Maggio 2008 alle 12:56 artisticamente ha scritto:

C’è un diritto a informare e ad essere informati! Raccontare quello che si vede documentandolo!

Ho sempre sostenuto il diritto di qualsiasi cittadino, di rivolgersi ad ogni sede appropriata ogni qual volta si sente diffamato.
Pertanto è giusto e doveroso che qualsiasi cittadino possa chiedere e ottenere il diritto di replica.

“Il diritto di replica, vale per Schifani come per molti altri cittadini e movimenti spesso diffamati senza poter replicare.”

Detto ciò, allego la dichiarazione “Libera RAI, libera informazione” dal Blog di Beppe Grillo, opinione che condivido, perchè Grillo appare libero da condizionamenti, da ingessature linguistiche, da calcoli di potere. Con i suoi “sberleffi” dice quello che molti pensano, ma che non hanno la possibilità, il coraggio, e anche gli adeguati mezzi espressivi di dire.

L’iniziativa di abolire il canone rai troverà un seguito di straordinaria partecipazione : nè di destra nè di sinistra del centro o dell’antipolitica: perchè oggi l’informazione del servizio pubblico pagata da noi, e piena di telefonate di politici e di grandi interessi che trasformano il giornalismo televisivo in “camerieri” portavoci dei poteri forti.
C’è bisogno di una televisione credibile, autonoma, pluralista, che viva di luce propria.

DAL BLOG:

A luglio consegnerò le firme per i referendum, ma prima lancerò un referendum operativo.
Un referendum operativo si differenzia da quello legislativo perchè è di immediata esecuzione.
Il cittadino fa da sé.
Proporrò la disdetta del canone alla RAI con le istruzioni, i partecipanti, i risultati in tempo reale.

La RAI se la paghino i politici, l’informazione televisiva è roba loro, i Riotta, i Mazza e i Saccà sono roba loro, il consiglio di amministrazione è roba loro, la pubblicità è roba loro.

Petruccioli in Confalonieri è roba loro. Per far chiudere questa RAI non è necessario cambiare le leggi, è sufficiente non pagare più il pizzo.

Un solo canale, senza pubblicità, senza interferenze politiche, al servizio dell’informazione e dei cittadini.
Un canale pubblico con un direttore come Marco Travaglio, per fare un esempio.
Un canale di cultura, inchiesta.
Questo è quello che vorrei, non culi, tette, calcio e politici in prima, seconda e terza serata.

Il controllo dell’informazione ha cambiato il Paese in peggio, una libera informazione può darci un nuovo Rinascimento.

Considerazioni finali:

La legge che istituisce il cosiddetto canone Rai, il Regio decreto-legge 2 febbraio 1938 n. 246, fu emanata dal Governo di Benito Mussolini per finanziare la macchina propagandistica del regime.
All’epoca il televisore era stato recentemente inventato, ma in Italia non si sarebbe diffuso fino agli anni ‘50, quando iniziarono le prime regolari trasmissioni in VHF.
Questa legge prevede ancora oggi il pagamento del canone a chiunque sia in possesso di apparecchi “atti o adattabili” alla ricezione delle radiotrasmissioni.

A questo critico la programmazione: dal mese di Giugno a Settembre, ( loro sono al mare, in vacanza, chi non arriva a fine mese e rimane a casa) non trova un programma decente con un minimo di approfondimento, trasmettono film stagionati, esaltano la cultura del cibo: in italia c’è un preoccupante fenomeno dell’obesità giovanile, infine la variegata fiera di vacuità, presonaggi, chiacchiere volutamente senza spessore culturale, notizie addomesticate specialmente nei diversi TG.
Salvo rarissime eccezioni ( Santoro, Ballarò, Report, Fazio) il resto è in-cultura, gossip, talk show, rotocalchi per illudere il pubblico sul come ottenere ricchezza e fama…. C’è poi lo spreco di denaro pubblico: quanto ci costa questa “caricatura d’azienda”?

Il 12 Maggio 2008 alle 14:34 luanmagi ha scritto:

tanto rumore per nulla. Avere amicizie mafiose, può voler dire molto o nulla. non credo poi sia un peccato mortale, se lo fosse, i siciliani, che religiosi lo sono assai, avrebbero da tempo debellato la mafia. Che impatto questo possa poi avere, sui senatori della repubblica quando legiferano nell’interesse nazionale, non è dato sapere, nè l’uomo travaglio ce lo spiega.
quel che è dato sapere è che Montanelli le sue accuse le spiegava e commentava, Travaglio no. la differenza? ha un nome preciso si chiama professionalità.

Il 12 Maggio 2008 alle 15:27 gunvor ha scritto:

Tanto rumore per nulla? Abbiamo bisogno di vedere senatori che si passano le mazzette per convincerci che l’Italia è marcia? Sono siciliana e l’essere religiosi o meno ha poca importanza.La mafia (fenomeno non esclusivamente siciliano) si combatte con il coraggio e con l’appoggio del nostro Stato assenteista,non con la religione.Travaglio basa i suoi interventi su dati già accertati dalla magistratura, ed è stupida, e tutta italiana, l’onda di finta indignazione sulle sue affermazioni.Che male c’è ad informare i cittadini italiani che sulle poltrone più importanti del paese stanno seduti dei mafiosi?Tutta questa indignazione,per le cose dette da Travaglio,è provata solamente da chi non ha mai sofferto e da persone che non conoscono la vera consistenza del fenomeno MAFIA. Questa “signora in nero” ha tolto tanto alla mia famiglia e gente come Travaglio o Santoro mi danno ancora la voglia di sperare che si possa essere governati da gente migliore e che si abbia il SACRO SANTO DIRITTO ad essere informati.

Il 12 Maggio 2008 alle 19:18 caluca ha scritto:

Ci sono tanti mestieri, più o meno in vista, dove per tirare avanti, purtroppo, è inevitabile scendere a compromessi con il malaffare.
In qualche circostanza il panettiere paga il pizzo e ottiene più sicurezza di chi paga le tasse, alcuni politici, investigatori o giornalisti possono raggiungere obbiettivi importanti attraverso la collaborazione con malfattori (inteso nel senso più ampio del termine).
Il fine può essere giustificazione dei mezzi, ovvero la salvaguardia della nostra sicurezza in un territorio dove la legge non esiste, la ragione di stato che subordina il diritto del singolo a quello della comunità, l’arresto eccellente in nome della giustizia e il sacrosanto diritto di informazione sopra tutto, anche a costo di offendere una persona con un termine non scandito ma che è vicino a “muffa o al verme”, sono un esempio di quanti sono i dilemmi dove il nostro Marco Travaglio può decidere di indagare.

Nel frattempo via con il clamore e la pubblicità gratuita alla RAI dove, fra l’altro, sento dire che “solo chi non legge libri fa querele”…… però anche lui ci aveva pensato a querelare Vittorio Sgarbi. Guarda un po’ da che pulpito viene la predica.

Il 12 Maggio 2008 alle 20:18 biou ha scritto:

Il caso Travaglio-Santoro è il più recente esempio del modo di fare informazione ereditato da quei protagonisti della sinistra, egemone in Italia nel campo (pseudo)culturale.
Rai tre è da sempre feudo della sinistra, in essa sono protagonisti solo individui di specchiata(?) cultura sinistrorsa ed il programma di Fabio Fazio ne è l’esempio più eclatante, con i suoi ospiti tutti della stessa fede (alla faccia del pluralismo democratico).
TRAVAGLIO è specialista nel muovere accuse in assenza dell’interessato, cosa che evidenzia la sua onestà intellettuale. Si è accorto che tale modo di agire gli fa guadagnare milioni e persevera nell’intrapresa. Anche la sinistra, (o il PD) che ora mostrano di scandalizzarsi del caso, sono stati gli inventori di tale modo di procedere, che non ha certo il crisma dell’onestà.
L’unico rimedio è privatizzare la RAI ed eliminare da essa tutte le interferenze politiche, da qualunque parte provengano.
Analogo è il caso di Grillo, che sulle accuse (spesso gratuite) ha fondato la sua fortuna, obliando tutti i fatti incresciosi che lo riguardano direttamente. Anch’egli, essendo un condannato; non avrebbe diritto ad essere candidato al parlamento, ma, dimentico di ciò, si erge a tutore della legalità.
Dulcis in fundo: DI PIETRO: su mani pulite e sui metodi adottati nel corso di esse, ha costruito la sua fortuna politica ed economica; l’IdV, un partito personale, gli permette lautissimi guadagni (alla faccia dell’etica) ed è ovvio che perseveri in tali atteggiamenti. Perchè tra le proposte di legge di cui si vanta di essere promotore non ne presenta una che regolmenti l’utilizzo dei rimborsi elettorali e sulla presentazione pubblica dei bilanci dei partiti?
Non molti più apprezzabile è la condotta dei sindacati, assunti a veri centri di potere e trampolini di lancio per inserirsi tra i protagonisti della classe politica (Marini, Benvenuto, Cofferati ecc. docent)
Sono anziano, ma ho ancora la speranza che da questa società possa, se pur lentamente, sorgerne un’altra in cui l’ETICA sia la virtù principale di ogni cittadino, a cominciare dagli uomini politici.

Il 13 Maggio 2008 alle 0:05 Dillo dovunque ma non in TV « one match ha scritto:

[...] Ma per quanto riguarda il resto delle sue affermazioni, non capisco perchè è stato sollevato questo polverone: Travaglio ha espresso una sua opinione, citando dei fatti di cui è a conoscenza. Perchè dire che c’è qualcuno che vuole “minare il dialogo“?  [...]

Il 13 Maggio 2008 alle 8:01 RAMELLA.ORG ha scritto:

Scandaloso Travaglio…

A sette anni dalla puntata di Satyricon che costò il posto in Rai a Daniele Luttazzi, è di nuovo polemica attorno a Marco Travaglio dopo la sua partecipazione a Che tempo che fa. Allora come oggi va in scena lo stesso (quasi) identico copione. Travag…

Il 13 Maggio 2008 alle 12:28 wallygator ha scritto:

Come mai il polverone esce solo dopo l’apparizione di Travaglio in TV, se le menzioni di frequentazioni non proprio ..raccomandabili.. di Schifani sono già state oggetto di stampa? (sia da parte di Travaglio che di Abbate/Gomez).
Forse che l’impatto mediatico del mezzo televisivo é ben maggiore (anche se limitato agli spettatori di una trasmissione di nicchia di Rai3) a quello della carta stampata, visto che siamo in un paese dove l’analfabetismo di ritorno é sempre più in crescita?
Oppure il temporale é scoppiato poiché nella stessa intervista Travaglio non ha risparmiato neppure la sinistra (per il suo atteggiamento insipiente)?

Saluti.

Il 13 Maggio 2008 alle 16:48 aldo1110 ha scritto:

Ma di cosa stiamo parlando in questo Forum ? Che Marco Travaglio e’ un giornalista o reporter? ma per l’amor di Dio! Uno che imposta i suoi articoli sul”sembra che…” “si dice…” “una vicinanza quantomeno sospetta con la mafia..” ecc. NON e’ un giornalista.Questa e’ terminologia da puttane da casino che passano il tempo dicendo puttanate.Ci mancherebbe altro che l’autorita’ regolatrice,non intervenisse forte contro questo disgraziato e altri della sua congrega.Si parla di sanzioni amministrative,cioe’ multe o giu’ di li.Non sono assolutamente daccordo.il reato commesso daTravaglio e’ terrorismo politico e quindi diffamazione.Si puo’ ragionevolmente pensare ad un periodo di detenzione,anche per aver offeso la seconda carica dello stato.Quanto a Fabio Fazio, dopo essersi reso conto della gravita’ delle affermazioni e’ corso rapidamente ai ripari scusandosi e dissociandosi da Travaglio.E’ stato un buon tempista.La sua trasmissione non e’ cosi’ pacchiana ed ignorante come quella di Santoro.E’ piu’ fine,o meglio ,molto piu’ ipocrita.Con quella faccia da madonnina infilzata ,Fazio, appare come il povero martire che deve ,piamente,soppotare le angherie del suo interlocutore.Ora tocca agli avvocati ed ai magistrati.Dall’esito del processo faremo la pagella anche a quest’ultimi.

Il 20 Maggio 2008 alle 16:35 lello ha scritto:

Travaglio è un poveraccio!!!
Scrive sull’Unità perchè risponde alla logica di quall’altro poveraccio di Padellaro. Il loro unico sentire e la loro unica ragione di vita è l’odio verso Berlusconi.Trovano energia e linfa solo nell’odio.
Santoro,Trvaglio,Padellaro, Grillo, Vauro, sono tutti delle medesima pasta: si nutrono di odio per fare soldi, ed il modo migliore è odiare chi i soldi li ha, come Berlusconi, e non li divide con loro.
Di questi indiviodui meno se ne parla meglio è per la democrazia.

Il 25 Maggio 2008 alle 2:20 linux747 ha scritto:

Signora LELLO - Travagljo è un RICCCO!!! …. Signorina Buccjeri lei invece di ke banda fa parte ??? …. Signorina Logudoro lei si guardi allo spekkio prima di di usare la prola scimmia……..
Signora ALDO - Travagljo è un giornalista invecie lei ke pesce è ???????????

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