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Il “vulcanico” Claudio Velardi, da febbraio all’ombra del Vesuvio in qualità di assessore regionale al Turismo, nella giunta guidata dal governatore Antonio Bassolino, sta cercando in tutti i modi di promuovere una nuova immagine della Campania e di Napoli, sommersa dall’ormai cronica emergenza rifiuti. Di certo le sue proposte non sono passate inosservate anche perché sembrano partorite più da una mente di esperto di pubbliche relazioni, quale Velardi in effetti è, che da quella di un uomo politico avvezzo ai problemi reali.
Come prima uscita pubblica Velardi ha pensato bene di presentarsi alla prima seduta del consiglio regionale non in giacca e cravatta, come si è solito fare in luoghi istituzionali, ma in maglione volendo forse imitare l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne che si era presentato in un consiglio di amministrazione proprio in pullover. Con la differenza però che quest’ultimo prima aveva risanato i conti della casa automobilistica torinese. La seconda mossa è stata quella di intitolare il suo blog Mission Impossibile, ispirandosi in questo caso al Tom Cruise della celebre saga cinematografica e ben sapendo che la sua missione sarebbe stata quanto meno dura. Ma mai immaginando che la lotta sarebbe stata anche personale. Presentando la campagna Maggio dei monumenti, il 10 aprile scorso, il neo assessore si è scoperto sotto assedio: come ha raccontato on line, i rifiuti se li è ritrovati a domicilio: “Sotto il portone di casa mia (proprio allo Spirito Santo) vi sono non più di una decina di manifestanti con uno striscione. Alcuni di loro vanno verso via dei Pellegrini, prendono tre, quattro cassonetti e li ribaltano per strada. Nessuno dice niente, qualcuno abbassa la saracinesca del negozio. Mia moglie chiama prima il 112, poi il 113. Passa una volante della polizia, gira verso via Cisterna dell’Olio e scompare. Al momento sono passati 10 minuti e nessuno si fa vivo. Il traffico è bloccato, in questa specie di imbuto cittadino. Come è possibile che si consenta tutto questo, mi permetterei di chiedere alle forze dell’ordine”.
La terza idea è stata la campagna promozionale Easy Napoli che prevedeva pacchetti turistici scontati senza chiedere il parere degli albergatori della città che fino a prova contraria erano i diretti interessati. Poi è stata la volta della campagna pubblicitaria da cartolina intitolata: Monnezza a chi? Che consiste in grandi manifesti da affiggere nelle città del Nord Italia per cercare di invogliare i turisti a tornare a visitare Napoli. Infine, last but not least, ha pensato bene di affittare gli Scavi di Pompei, altro annoso problema della regione Campania (che però non riguarda Velardi, visto che non dipendono dalla Regione ma dalla Soprintendenza ai Beni Culturali), alle grandi major americane per realizzare riprese cinematografiche di kolossal hollywoodiani. Per farlo ha rilasciato un’intervista al settimanale Newsweek affermando di essere già in contatto con la Walt Disney, la Warner Bros e la Pixar e proprio quest’ultima sta realizzando un film di quelli catastrofici e che racconta il terremoto che nel 1906 rase al suolo la città di San Francisco.
A questo punto sembra che al “vulcanico” Velardi, vista la passione cinefila mostrata in questi primi mesi di incarico, non rimanga che vendersi il tesoro di San Gennaro nella speranza che riesca a realizzare la sua Missione Impossibile.
- Martedì 13 Maggio 2008
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