
Un Cavaliere moderato, aperto al dialogo e all’opposizione. È il Silvio Berlusconi che ha svolto questa mattina il suo discorso per chiedere la fiducia alla Camera. Parla per 25 minuti e riceve 27 applausi, di cui 4 provenienti anche dall’opposizione. Proprio quell’opposizione a cui si rivolge quando parla del gabinetto-ombra che dice “può essere d’aiuto per fissare i termini della discussione, del dissenso e delle eventuali convergenze parlamentari, in particolare sulle urgenti e ben note modifiche da apportare al funzionamento del sistema politico e costituzionale”.
Parole quelle del Cavaliere che lo portano ad invocare il “dialogo da subito”, infatti bisogna sfruttare “l’aria nuova che il Paese ha decretato dalle elezioni anche perché il voto è stata la prima grande riforma e quindi nel lavoro parlamentare nessuno deve sentirsi escluso e non bisogna più dividersi in barricate. La mano tesa all’opposizione (già ieri c’era stata la telefonata con il leader del Pd, Walter Veltroni) arriva anche al termine del discorso quando il premier augura “buon lavoro a maggioranza e opposizione” concludendo il suo intervento. E dai banchi del centrodestra si leva l’applauso in piedi più caloroso e anche qualche parlamentare del Pd gli batte le mani.
Poi Berlusconi inizia a parlare del programma ricordando “Non abbiamo promesso miracoli, ma realizzeremo piccole, grandi cose a partire da alcuni provvedimenti simbolici che adotteremo nel primo consiglio dei ministri a Napoli”. E allora ribadisce: “Via l’Ici. La tassazione sulla prima casa va abolita. La casa è un bene primario intorno al quale si creano le radici dell’identità sociale dei cittadini”. Sui redditi: “Il reddito di chi lavora va sostenuto con la fiscalità generale e chi si impegna a lavorare di più va aiutato con una sensibile detassazione dei suoi guadagni”. Berlusconi ha ricordato l’importanza della lotta all’evasione fiscale: “Dobbiamo andare avanti e far crescere la lotta all’evasione fiscale, ma senza scordare quel principio liberale per cui le imposte corrispondono a ciò che i cittadini devono allo Stato per i servizi che ricevono, ma il sistema fiscale non deve essere mai punitivo verso chi produce ricchezza da ridistribuire”.
Nel discorso di fronte ai deputati forte l’accento sulle tematiche della crescita. E se lo slogan della campagna elettorale è stato “Rialzati, Italia”, ora il Cavaliere torna a chiedere di “rilanciare la crescita per far rialzare l’Italia”. Spiegando: “Questo Paese deve rialzarsi. Ha tutte le potenzialità per un nuovo tempo della Repubblica che deve essere il tempo della crescita”. Poi un impegno contro i morti sul lavoro: “Crescere vuol dire rivalutare il lavoro fare subito e bene ciò che è necessario per mettere subito fine alla dolorosa e inaccettabile teoria delle morti bianche”. Ha ribadito ancora una volta che nel primo Cdm a Napoli affronterà operativamente la questione rifiuti perché “lo scandalo dei rifiuti deve finire e finirà”.
Ancora, sempre nell’ottica di un discorso moderato e di apertura ha voluto sottolineare che sulla sicurezza non bisogna fare demagogia: “Non cavalchiamo la paura, ma sbaglia chi nega che la prima regola della democrazia sia la tutela della sicurezza. E sull’immigrazione: “Bisogna affrontare la questione dell’immigrazione interna ed esterna senza lasciarci penetrare dai rischi di una immigrazione selvaggia, ma restando padroni in casa nostra, ma senza dimenticare lo spirito di integrazione del nostro popolo”.
Infine due accenni di stampo cattolico, quasi ferrariano: “Crescere significa rimuovere le cause materiali dell’aborto. L’Italia deve uscire dal rischio detanalità aiutando anche le donne con sostegni che consentano loro autonomia”. Per questo ha detto il premier occorre “varare un grande piano nazionale per la vita e per l’infanzia destinando nuove e consistenti risorse al fine di incrementare lo sviluppo demografico”. E il finale in cui ha chiesto l’aiuto di Dio, ma pure quello della “pagana” fortuna: “Le sfide sono sempre scommesse e per queste invoco l’aiuto di Dio. Ma anche la fortuna gioca un ruolo importante ma serve che venga aiutata, se non sedotta dal coraggio”.
- Martedì 13 Maggio 2008
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Il 14 Maggio 2008 alle 23:19 Alitalia, sale rosso nei primi tre mesi. Rinviata la scelta dell’ad | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] Mario Resca, ex commissario straordinario della Cirio, resta il favorito, l’unico nome a cui si pensa - si dice in ambienti parlamentari della maggioranza - ma non c’é ancora una decisione definitiva del governo. Per il via libera, però, occorre ancora qualche giorno, forse anche per mettere a punto una squadra di vertice. Oltre a mancare un amministratore delegato è anche scaduto il contratto al direttore del personale Massimo Cestaro e la compagnia va avanti con un gruppo di manager parigrado che, lamentano i sindacati, non ha una vera e propria strategia. Per salvare Alitalia, comunque, Berlusconi - nel suo intervento programmatico alla Camera - ha ribadito che si troverà “una soluzione alla crisi senza svendere o rinazionalizzare, ma con il contributo finanziario delle imprese italiane”. Nell’attesa, la Commissione europea ha concesso all’Italia uno slittamento dal 19 al 30 maggio per rispondere alle osservazioni sul prestito ponte da 300 milioni di euro erogato nei giorni scorsi dal governo ad Alitalia. La richiesta è stata avanzata dalle autorità italiane e, comunque, essendo quello sulla compagnia “un dossier molto sensibile, contatti tra la commissione Ue e l’Italia continuano” ha spiegato il portavoce dell’esecutivo europeo Michele Cercone, ricordando che la Commissione dovrà stabilire se si sia in presenza o meno di un aiuto di Stato. [...]
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