- Tags: arresti, cinesi, malavita, Prato, squadra-mobile
- Un commento
Arrivavano clandestinamente in Italia per compiere rapine armati di pistole e coltelli sotto effetto di droghe. Un’organizzazione composta da dieci cinesi, sgominata in queste ore dalla Squadra mobile di Prato, selezionava ragazzi poco più che adolescenti con precedenti penali nelle campagne cinesi e li faceva giungere in territorio italiano per spaventare, ricattare e rapinare i connazionali. La prima tappa del loro viaggio era a Prato, in Toscana. Qui, una parte di loro dopo essere stati drogati, venivano venduti ad un clan cinese di San Giuseppe Vesuviano. Proprio tra la Campania e la Toscana , i ragazzi venivano armati, drogati e istruiti, in gruppi di sette o otto, sulle modalità e i colpi da portare a segno. Dall’ottobre del 2005 ad oggi hanno compiuto centinaia di rapine, poche denunciate alle forze dell’ordine e due omicidi, uno a Napoli e uno a Roma. Entravano nei negozi, sequestravano e maltrattavano i loro connazionali e poi li rapinavano. La violenza e la ferocia di questo gruppo è emersa dalle intercettazioni telefoniche che gli investigatori hanno fatto per mesi dopo la denuncia di sette commercianti cinesi residenti in Toscana. In indagine difficilissima condotta tra l’omertà della comunità cinese e degli stessi commercianti vittime che non si rivolgevano alla polizia per non essere denunciati, a sua volta, per sfruttamento di manodopera clandestina. Al silenzio dei cinesi anche la lentezza della giustizia che ha permesso all’organizzazione, di agire per molti anni e di compiere altre rapine violente. L’indagine condotta dai pm Laura Canovai e Sergio Affronte, infatti, si era conclusa a giugno del 2006 ma solamente nei giorni scorsi il gip Angela Fedelino ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare.
Al momento solo sette sono in carcere con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla rapina , al sequestro al porto abusivo di armi, immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione, mentre il boss dell’organizzazione è riuscito a fuggire all’estero. Gli inquirenti lo stanno cercando in Spagna. Ma il clan cinese aveva forti legami con esponenti della camorra. Proprio loro rifornivano i cinesi di armi e forse anche di droga. Al fiancodel terrore che seminavano tra i connazionali, il gruppo gestiva tra Prato e San Giuseppe Vesuviano anche un giro di prostituzione. In un appartamento della città toscana, la polizia ha trovato anche una ragazza minorenne costretta a prostituirsi.
- Venerdì 16 Maggio 2008

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Commenti
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Il 17 Maggio 2008 alle 8:29 suomi ha scritto:
Ecco l’immigrazione, considerata da qualche “buonista” una risorsa per l’Italia! Si sono creati degli stati autonomi nel nostro paese, dove si arriva solo per fare i propri porci comodi. Abbiamo importato le mafie di tutto il mondo, che si sono aggiunte a quelle “nostrane”, e non sappiamo come sbarazzarcene. Bella situazione.
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