Annozero, mille scintille: la difesa di Santoro e il battibecco Castelli-Travaglio


Puntata calda, più del solito, quella di giovedì sera per AnnoZero su Raidue. Sotto inchiesta da parte dell’Autorità per le Comunicazioni per la puntata sul V-day di Beppe Grillo e richiamata dai vertici Rai, la trasmissione ha visto lo scontro tra il sottosegretario Roberto Castelli e il giornalista, collaboratore fisso del programma, Marco Travaglio. Un vivace scambio di battute che si è concluso con l’annuncio di querela da parte dell’esponente del Carroccio contro il giornalista, mentre Michele Santoro cercava di riportare la discussione sui temi della puntata, sicurezza e immigrazione.
E proprio il conduttore ha aperto la serata difendendo Travaglio dopo le polemiche della scorsa settimana quando Travaglio a Che tempo che fa attaccò il presidente del Senato Renato Schifani, provocando una vera e propria bufera politico-mediatica. “Stai tranquillo, Marco, sei nel cuore del pubblico e non hai niente da temere”, ha esordito Santoro. Poi il conduttore ha criticato gli articoli usciti in questi giorni su Travaglio su Repubblica e sul Corriere della Sera. “C’è stato lo scoop di D’Avanzo, che in pratica ti ha accusato di aver preso un residence coi soldi di un tale Aiello, condannato per mafia. Naturalmente il Corsera oggi riprende questo scoop degno del Pulitzer e lo approfondisce: tutti e due i giornali dicono che non può essere una cosa vera, ma la scrivono lo stesso. Perché? Per minare la tua credibilità, ma anche perché quei fatti che tu hai raccontato loro non li avevano scritti, e quindi non dovevano meritare di essere scritti. Altrimenti, che figura ci avrebbero fatto i direttori Mieli e Mauro nei confronti dei loro lettori?. Infine, ha concluso Santoro “Dagospia ha trovato la quadratura del cerchio: esiste in Italia una banda dei quattro, cioè Di Pietro, Grillo, Travaglio e Santoro. Tolti di mezzo questi, il paese si può avviare verso la modernizzazione. Ma io” ha sottolineato Santoro rivolgendosi a Travaglio “non ho la psicosi di essere dalla parte dei vincitori. Mi sento vivo anche perché sei tu qui e hai il tuo microfono”.
Travaglio non ha parlato del suo caso, ma ha citato esempi internazionali in cui la stampa ha contribuito a smascherare comportamenti scorretti da parte di politici: “In tutti questi casi non sono stati i giornalisti a scusarsi” ha sottolineato. “All’estero si usa così: i giornalisti si scusano quando fanno errori, ma se dicono la verità a scusarsi sono i politici”.
Poi è intervenuto Castelli, che ha iniziato un battibecco con Travaglio che ha scritto che l’ex ministro della Giustizia era stato condannato. L’esponente leghista ha sostenuto di non essere mai stato condannato. A differenza di Travaglio. Questi a sua volta ha spiegato di cosa Castelli è accusato e di come ha potuto evitare la condanna grazie al Parlamento. “C’è una banda di giornalisti”, ha detto Castelli, citando tra questi anche Gian Antonio Stella del Corsera, coautore del libro La Casta, “che ha scoperto una cosa interessante, e cioè a parlar male a prescindere dei politici si diventa ricchi. Va bene criticare i politici quando se lo meritano. Ma quando si sbaglia e si diffama una persona, magari si riconosca l’errore”.
Libro alla mano, Travaglio ha replicato che “la Corte dei Conti ha chiesto a Castelli la restituzione di oltre 98 mila euro” ipotizzando per l’ex ministro della Giustizia il reato di abuso di ufficio per aver assunto una persona di Lecco alle sue dipendenze. “Non si è trattato di una condanna” ha controreplicato Castelli “bensì di una richiesta del procuratore della Corte dei Conti”. Travaglio ha però ricordato che il procedimento è stato bloccato dal tribunale dei ministri, che non ha dato l’autorizzazione a procedere.
Finita qui? Per ora almeno sì: “Ci veiamo in tribunale” ha detto Castelli. E Travaglio: “Sì, arrivederci”.

Il VIDEO tratto da YouTube

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Il 16 Maggio 2008 alle 12:38 redazione ha scritto:

Ascolti record per Annozero di Michele Santoro su Raidue: ieri la puntata che si è aperta con il dialogo tra Santoro e Marco Travaglio, sulle vicende che hanno riguardato il giornalista dopo la sua presenza a Che tempo che fa, è stata seguita da 4.770.000 telespettatori col 19,79%.
Annozero ha fatto meglio dei Cesaroni su canale 5 anche se il più visto in assoluto è stato Capri 2 su Raiuno con quasi 6 milioni di spettatori.

(ANSA)

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