Gianni De Gennaro, dall’inizio dell’anno commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, lo aveva promesso: entro maggio la grave situazione campana verrà risanata. In realtà, i roghi (e le polemiche) continuano, l’emergenza è sempre sullo zerbino e a volte sfocia in scene di guerriglia urbana. La crisi dei rifiuti, ormai cronica in alcune aree della Campania, ricade in tutta la sua drammaticità sulle spalle dei cittadini.
Al momento, infatti, a pagarne le maggiori conseguenze è proprio la popolazione del napoletano. Può sembrare assurdo, ma i cittadini partenopei per questo insopportabile disagio pagano anche un altro prezzo elevato. Una recente inchiesta di Altroconsumo evidenziava come la Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani, per i residenti a Napoli sia più cara rispetto alla media nazionale. Senza una buona giustificazione, visto lo stato delle cose.
Una buona gestione degli scarti della nostra quotidianità (materia organica, vetro, carta, plastica…), oltre a ridurre l’impatto ambientale negativo dei rifiuti, avvantaggia le casse comunali e, quindi, anche le tasche dei cittadini. In altre parole, una politica virtuosa della raccolta della spazzatura urbana si concretizza anche nella riduzione delle spese che le famiglie devono sostenere per lo smaltimento.
La gestione dei rifiuti, più di altri servizi di pubblica utilità, è strettamente legata alla struttura e alla natura del territorio: per questo le regioni hanno l’obbligo di essere autonome in questo campo. La Campania su questo è molto indietro. Sulla carta il piano di smaltimento rifiuti esiste e sembra essere adeguato, ma non viene applicato per una serie di problemi di ordine pubblico e politico.
L’emergenza rifiuti in Campania richiama responsabilità alle quali chi governa il territorio non si può sottrarre. Questo significa che oggi il problema va risolto in pratica, e domani chi ha avuto colpe e responsabilità deve rimediare all’offesa arrecata alla regione Campania e a tutto il Paese.
Per uscire dalla crisi servono provvedimenti immediati: pulire le strade dai rifiuti con l’esercito, aprire le discariche esistenti, mettere a disposizione quelle di altre regioni. Tutti si devono assumere una parte di responsabilità. Una volta passata l’emergenza, bisognerà ripensare in modo sostanziale alle politiche di gestione dei rifiuti. A parte i casi di particolare emergenza, secondo Altroconsumo la discarica deve essere sempre l’ultima delle scelte, è la prevenzione la strategia migliore contro l’invasione dei rifiuti. Ovvero fare delle politiche serie di gestione della spazzatura.

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- Venerdì 16 Maggio 2008

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