Malasanità: i camici sporchi si lavano in famiglia

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di Antonella Piperno

I genitori dei piccoli pazienti scesi in piazza a manifestare in favore di Carlo Marcelletti, accusato di truffa, peculato e concussione per la gestione del suo reparto, non hanno molte ragioni per preoccuparsi. È vero che il direttore dell’ospedale civico di Palermo, Francesco Licata di Baucina, non si sbilancia: “Aspetteremo la decisione dell’Ordine dei medici, vedremo se, quando a Marcelletti verranno revocati gli arresti domiciliari, confermerà la sospensione dall’esercizio della professione. Poi esamineremo gli atti della procura e quindi decideremo se reintegrarlo o meno” fa sapere a Panorama. Ma se a Palermo decidessero di chiudergli la porta in faccia, una volta in libertà il celebre cardiochirurgo infantile potrebbe andare a esercitare altrove.
Così è successo a Cristiano Huscher, ex primario di chirurgia dell’ospedale San Giovanni di Roma, accusato di aver operato tumori inesistenti e di aver sottoposto a inutili interventi demolitivi pazienti che non avevano speranze di sopravvivere. Il primario, condannato in primo grado per la morte di tre pazienti (i fatti risalgono a sette e otto anni fa), è stato licenziato nel 2005 dal San Giovanni e reintegrato dal giudice del lavoro lo scorso settembre. Non avendo ancora deciso se tornare nell’ospedale romano, per il momento, con i processi di appello in corso, è primario all’ospedale di Isernia, nonché professore straordinario all’Università del Molise.
Tutto regolare, visto che l’Ordine dei medici di Brescia, cui è iscritto, non ha emesso provvedimenti contro di lui, essendo solo a metà strada dell’iter giudiziario. “Siamo in una posizione delicata” chiarisce a Panorama il presidente dell’Ordine nazionale dei medici Amedeo Bianco. “A meno che un medico si presenti da noi dicendo “ho preso una tangente” non possiamo radiarlo fino alla sentenza della Cassazione: ci troviamo di fronte a presunti innocenti”. Le sospensioni invece sono un atto dovuto, previste per legge durante il periodo dell’arresto, e raramente vengono confermate.
Per questo l’urologo Edoardo Austoni, primario all’ospedale San Giuseppe di Milano, arrestato a marzo del 2007 per concussione (secondo l’accusa chiedeva mazzette ai pazienti che volevano essere operati da lui), è rientrato al lavoro, nell’università e privatamente: “Il dibattimento è stato rinviato a settembre” informa il suo legale Giovanni Maria Dedola “e niente impedisce al mio assistito di esercitare, anche all’ospedale San Giuseppe. È lui che per ora ha deciso di non tornarci”.
Anche Pietro Di Giacinto, avvocato di Marco Basile, è convinto che il suo cliente, attualmente ai domiciliari, possa tornare presto al suo posto nell’ospedale Spirito Santo di Pescara. Dove, come conferma a Panorama il direttore sanitario Valerio Fortunato, “la sospensione dall’esercizio in ospedale è legata a quella dell’Ordine dei medici”.
Basile è da circa un mese ai domiciliari con l’accusa di omicidio colposo, per aver operato una donna malata di tumore, Costanza Vieste, morta il 18 gennaio dell’anno scorso, asportandole a sua insaputa un rene sano. A meno che la commissione disciplinare dell’Ordine non ravvisi gravi violazioni del codice deontologico, quando ascolterà Basile una volta libero, la questione verrà riaffrontata tra un bel po’, dopo la sentenza della Cassazione.
Negli ultimi dieci anni, dopo la condanna al terzo grado di giudizio, sono stati radiati 40 medici (la sospensione invece riguarda circa 100 medici all’anno). Il provvedimento disciplinare estremo dura in ogni caso cinque anni, termine dopo il quale il medico al bando può far domanda per essere riammesso: quest’anno per esempio scade quello di Michele Di Summa, il cardiochirurgo dell’ospedale Le Molinette di Torino arrestato nel 2002 e condannato l’anno scorso a 2 anni, 10 mesi e 20 giorni per tangenti sulle forniture di valvole cardiache brasiliane (poi rivelatesi difettose, ma Di Summa non è stato ritenuto responsabile della morte dei pazienti a cui erano state impiantate).
È uno dei pochi professionisti che, proprio per aver ammesso la propria colpevolezza, è stato radiato prima della sentenza. L’anno scorso con il pensionamento ha chiuso il suo rapporto con Le Molinette, ma se riammesso potrà esercitare la libera professione. Appare difficile che i i colleghi gli rifiutino la reiscrizione all’albo: “In questi anni Di Summa è stato molto vicino all’Ordine e ha svolto anche attività di volontariato, ospitando famiglie di bambini africani che dovevano essere operati a Torino” fa sapere Bianco. Per il cardiochirurgo si è speso parecchio, chiedendo al ministero della Salute (che non ha risposto) una dispensa che gli permettesse di prendere in mano il bisturi a fini umanitari, in Italia e all’estero, durante il periodo della radiazione: “È un percorso che vorremmo adottare per tutti i nostri iscritti, modificando il nostro ordinamento che risale al 1948. È ora di pensare a un ravvedimento operoso, ad attività di volontariato, magari sotto tutoraggio. La pena deve diventare educativa”.
C’è però chi pensa a un altro tipo di provvedimento, che tuteli più i pazienti che i medici: “Anziché addolcire gli anni della radiazione, l’Ordine dovrebbe cambiare le sue regole” sostiene Teresa Petrangolini, presidente del Tribunale del malato. “È assurdo aspettare il terzo grado di giudizio per sanzionare un medico. Un conto è la certezza del reato, un altro quella della violazione del codice deontologico”.
Ne è convinto anche Luca Conti, avvocato di parte civile nella causa contro l’anestesista Demetrio Altobelli, condannato nel marzo scorso a 4 anni per violenza sessuale e lesioni nei confronti di cinque pazienti, prima narcotizzate e quindi fotografate nude in una asl capitolina e nell’ospedale di Rieti.
“Sospendere un medico mentre è agli arresti è una beffa” afferma il legale. “Sarebbe ora che l’Ordine smettesse di dichiarare la propria impotenza prima della sentenza di Cassazione, ricordando che il processo disciplinare è autonomo rispetto a quello penale”.
Altobelli, che, come aveva raccontato ad aprile Massimo Giletti nella sua Domenica in, fino alla sentenza definitiva ha tranquillamente lavorato alla asl di Castrovillari, adesso è in carcere a Rebibbia. Ma le sue vittime non hanno ancora visto concludersi l’iter della giustizia: l’anestesista non è stato ancora radiato perché, spiega Mario Falconi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma, cui Altobelli è iscritto, “la commissione disciplinare deve prima ascoltarlo e non può farlo fino alla sua scarcerazione”.
Aveva avuto meno dubbi l’Ordine di Napoli, quando a marzo aveva annunciato l’apertura di un fascicolo contro la dottoressa Lina Carcuro, concorrente del Grande fratello che, davanti alle telecamere, si era intrattenuta sotto le lenzuola con Roberto Mercandalli. In quel caso, secondo l’Ordine, la dottoressa stava “screditando la categoria”.

Commenti

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Il 16 Maggio 2008 alle 18:32 winfrank ha scritto:

SARA’ UN CASO MA ANCHE I POLITICI PLURICONDANNATI CONTINUANO AD ESERCITARE

Il 16 Maggio 2008 alle 18:59 Malasanità: i camici sporchi si lavano in famiglia « Wildgreta, il blog ha scritto:

[...] Maggio 16, 2008 at 6:59 pm (Cronaca) (arresto carlo marcelletti, Cronaca, i camici sporchi si lavano in famiglia, malasanità, marcelletti) [...]

Il 16 Maggio 2008 alle 22:30 motmotmot ha scritto:

Per medici, giudici, cattedratici e sacerdoti vale sempre il detto che lupo non mangia lupo.

Il 17 Maggio 2008 alle 20:27 soveranto ha scritto:

Non credo si possa fare un paragone tra Marcelletti ed Huscher. Il primo, per quanto criticabile dal punto di vista morale, non mi risulta sia stato condannato per omicidio come invece lo è stato Huscher. Quindi, se continuasse ad operare Marcelletti salverebbe altre vite o darebbe loro una qualità di vita migliore. Per cui se continuasse a lavorare non mi darebbe alcun fastidio. Per Huscher, invece, è ingiusto che continui ad esercitare, perchè la sua condotta morale, secondo quanto riportato dalle sentenze, è sicuramente discutibile.
Mio fratello Alberto è stato operato tre volte da Huscher, due volte da vivo ed una da cerebralmente morto. Per il secondo intervento Huscher è stato chiamato da Isernia a Roma ed è intervenuto dopo otto ore dall’inizio dell’emorragia. A Roma non ci sono chirurghi? I messaggi che il corpo di mio fratello inviava sono stati,per sufficienza ed incapacità, trscurati. Non faceva in tempo ad essere dimesso dalla Mater Dei che purtroppo ci doveva rientrare. La Procura di Roma dirà come sono andate le cose. Ma intanto? Se Huscher fosse stato sospeso
dopo gli avvisi di Garanzia inviatigli per le morti del San Giovanni, mio fratello Alberto sarebbe morto? E dopo le condanne ? E’ ancora giusto?
Credo che quanto sopra confermi la differenza tra Marcelletti ed Huscher.
Si può fermare un chirurgo per un sms e non per condanne di omicidio?
Che Paese è il nostro!!!!!!!!!!!!

Il 19 Maggio 2008 alle 1:03 cuorepensante ha scritto:

Le televisioni e la carta stampata, nelle recenti passate settimane, ci hanno bombardato con gli scandali di personaggi noti.
Giudici e carnefici allo stesso tempo, i media hanno demolito dei miti che avevano contribuito a creare. Queste ed altre considerazioni dovrebbero far riflettere sul potere e la potenziale pericolosità che i mezzi di informazione hanno su una umanità sempre più globalizzata e facilmente raggiungibile anche negli angoli più reconditi del pianeta.
Campioni dello sport, professionisti affermati, manager potenti, ricchi finanzieri, eredi di importanti famiglie, improvvisamente trascinati dall’olimpo degli invidiati ed imitati, alla miseria della pubblica vergogna.
Ma sono veramente delle persone speciali, che alimentano i sogni e le aspirazioni dei comuni mortali o sono semplicemente il frutto di certa informazione che, con consapevole complicità, si fa corteggiare e conquistare con dure pratiche di tenacia, clientelismo e spregiudicatezza per poi, a sua volta, sfruttare, esaltandoli o demolendoli, questi cosiddetti vip ?
Comunque la si pensi, non si può che provare sdegno misto a delusione quando si apprendono notizie da “fascia protetta” che coinvolgono personaggi che hanno goduto di privilegi e potere, senza meritarli. Viene subito in mente l’idea dell’inganno, immediatamente seguita dallo sdegno nei confronti di questi falsi eroi, specialmente se hanno approfittato della buona fede e della fiducia di tante oneste ed anonime persone che inconsapevolmente hanno loro affidato salute, vita, risparmi, angosce, aspirazioni o semplicemente una pura e disinteressata ammirazione.
Ma viene anche spontaneo chiedersi: - E’ giusto che oggi, in questa società, siano spesso i peggiori ad affermarsi ? –
Come in ogni considerazione, occorre sempre ricordare che non è corretto fare di tutta l’erba un fascio e quindi è giusto continuare a riporre fiducia ed ammirazione in quei tanti seri e capaci professionisti che, pur non raggiungendo la notorietà, svolgono con rigore e dedizione il loro lavoro. Così come è altrettanto ingiusto dar luogo a processi mediatici ed emettere sentenze che non ci competono. Quindi bisogna attendere che gli organi preposti portino a termine il loro lavoro e decidano serenamente (tanto per rimanere agli ultimi fatti di cronaca fatti di orgie e pedopornografia).
Non vogliamo neanche turbare gli assertori del “rispetto della privacy”, perché non è questo importante diritto che si vuole mettere in discussione. Si vuole viceversa discutere se è giusto o no, che personaggi la cui moralità è dubbia o, ancora peggio, notoriamente degenerata, continuino a godere dell’attenzione dei media con ospitate, articoli, premi, privilegi o continuino comunque ad occupare posti di prestigio a discapito di tanti altri onesti e spesso anche più capaci, costretti, in più occasioni, a subire soperchierie e limitazioni di autonomia e carriera.
Che cosa ne pensate ?
Aspetto i vostri commenti.
CuorePensante

Il 19 Maggio 2008 alle 12:00 vincenzod ha scritto:

ANGELO DI NOME E DI FATTO COME SUO NONNO “TATA” MIO PADRE
Chi più di me sente questo problema per tanto dolore causatomi, visto che quattro miei parenti sono morti per negligenza di medici incompetenti. Ultimo in ordine di tempo a morire è stato mio nipote che l’ha scoperto dopo un consulto da Umberto Veronesi che gli pronosticò quello che pensava…1 anno di vita…morendo a soli 36 anni! Possibile che a Milano per lunghi dieci anni nemmeno un cane di medico l’abbia avvisato in tempo e scoperto questo suo male dovendo penare dieci anni, senza una cura o lastra o tac? Io non solo ho perso un nipote, malo consideravo anche un figlio e fratello minore amico e come sempre si dice : “ Se ne vanno sempre i più buoni si chiamava Angelo di nome e di fatto, come suo nonno, mio “ Tata “ papà Angelo Domenico. Vincenzo alias Il Contadino enzoaliasilcontadino@alice.it Matera

Il 19 Maggio 2008 alle 12:38 manatee ha scritto:

A dire la verità quello che a me fa specie è pensare a come l’opinione pubblica e soprattutto i giornalisti non si rendano conto di cosa vuol dire mettere in croce senza aver appurato concretamente i fatti la vita delle persone…
raramente pensano al fatto che dietro a quelli, che fino a prova contraria sono innocenti, ci sono mogli e figli che vivono già pesantemente il dolore di vedere i propri cari finire in carcere o agli arresti domiciliari… credo che sia la cosa peggiore!!!
ci sono dei medici che hanno portato alla nostra medicina e alla nostra sopravvivenza, esperienza, innovazione e grandi capacità!
credo che sia giusto distinguere anche i tipi di accuse fatte ad ognuno di loro… c’è differenza tra un medico che è accusato di omicidio e quello che invece è accusato di concussione e quello che invece potrebbe aver intrapreso una “relazione” con una minorenne….
credo che non si possa generalizzare e nememno accusare senza conoscere e sapere, ma ad oggi quello che fa notizia è lo scandalo e poco importa che si tratti di fatti reali e confermati da prove… l’importante è vendere ed essere i primi a dare le notizie anche se non complete!
quello che mi preme far presente è che alcuni dei medici di cui si è parlato sopra non si dice nemmeno che grandi persone sono, oppure quanto hanno fatto di buono col loro lavoro. Vengo no descritti come mostri dimenticando quanto hanno fatto di buono nella loro vita!
inoltre non tutti i grandi personaggi scelgono di esserlo, lo diventano x meriti o x fortuna, ma diventare qualcuno col sudore della propria fronte è difficile, mentre ci vuole un attimo a cadere dal monte dell’Olimpo solo x illazioni…
il mio forse è solo uno sfogo x la facilità con cui si emetteno sentenze pubbliche senza pensare alle conseguenze!
Mannie

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