
“Finché non vedo il testo scritto e approvato non ci credo. C’è una tendenza a frenare, non da parte nostra e del ministro Roberto Maroni, ma delle solite lobby: magistratura, burocrazia, anche settori del mondo cattolico…”. Niccolò Ghedini, oltre a essere l’avvocato personale di Silvio Berlusconi, è il primo ideatore del pacchetto sicurezza che è servito da base al pool di ministri (Interno, Giustizia, Difesa, Esteri, oltre al premier) per un maxidecreto e alcuni disegni di legge.
Il tutto da approvare a Napoli mercoledì 21 maggio, nel primo consiglio con pieni poteri del nuovo governo. Così come promesso solennemente da Silvio Berlusconi, che proprio sulla sicurezza, oltre che sull’economia e le tasse, ha vinto le elezioni. Ghedini a quel piano lavora per conto del Cavaliere da un anno: da quando l’allora capo dell’opposizione, con i famosi sondaggi alla mano, capì che l’emergenza clandestini e la criminalità stavano mandando a picco Romano Prodi, prigioniero dell’estrema sinistra e del politically correct.
Ora che siamo alla stretta, Ghedini oscilla, però tra prudenza e scetticismo: “Eppure non c’è tempo da perdere. Gli immigrati irregolari sono raddoppiati nel 2007, grazie al lassismo di Prodi. Le stime ufficiali parlano di 700 mila, ma secondo me siamo oltre”. Per questo il fiore all’occhiello del pacchetto dovrebbe essere l’istituzione del reato di immigrazione clandestina, oggi non previsto nel Codice penale, da punire con una pena da 6 mesi a 4 anni, processo per direttissima ed espulsione. Si tratta però del punto più controverso e difficile, tanto più per decreto.
Perché? “Tra i clandestini ci sono centinaia di migliaia di immigrati per bene che non hanno potuto mettersi in regola per le pastoie della burocrazia. Badanti, domestici, lavoratori” afferma Marzio Barbagli, docente di sociologia a Bologna, da anni studioso dell’immigrazione e autore, nel dicembre 2007, del più completo rapporto sugli stranieri in Italia, realizzato per il Viminale. “Che facciamo con questi, li sbattiamo tutti in galera?”.
Le carceri sembrano un altro ostacolo insormontabile: nonostante l’indulto i detenuti sono tornati a quota 52 mila, la massima parte stranieri, su una capienza di 43 mila. Occorrerebbero non meno di 20 altri istituti di pena. Non solo. L’istituzione di un nuovo reato prevede una modifica al Codice penale e a quello di procedura penale (che fissa pene e modalità del processo), difficilmente attuabili attraverso un decreto. A parte le osservazioni di Barbagli, gli ostacoli sono due. La magistratura, ai suoi vari livelli, è contraria: dall’Anm, l’Associazione magistrati, al Csm fino alla Corte costituzionale. “Abbiamo in corso trattative” confida un dirigente del ministero della Giustizia. “Ciò che i giudici temono realmente è di essere costretti a occuparsi a tappeto di criminalità comune, lasciando perdere inchieste più gratificanti. Di più: c’è chi vede nell’istituzione del nuovo reato, con caratteristiche di emergenza e corsia preferenziale, il primo passo per l’indicazione da parte del governo ai magistrati delle priorità criminali, se non di una sezione giudicante apposita”.
Un muro contro il quale ha già sbattuto Giuliano Amato, ministro dell’Interno di Prodi. Che ammette: “Certo, le carceri scoppiano. Ma più per i detenuti in attesa di giudizio che per quelli che scontano la pena”. Non solo, l’ostruzionismo dei magistrati e della giustizia amministrativa mette a rischio altre due misure chiave del pacchetto: un reddito minimo (5 mila euro) e un’abitazione che non sia un camper o una baracca per gli stranieri, anche comunitari, che soggiornino in Italia; e l’espulsione per via amministrativa, con la firma del prefetto, per i clandestini, per i sospetti di pericolosità sociale, per i delinquenti provati. Punti sui quali concorda anche uno studioso come Barbagli: “Su 100 mila provvedimenti di espulsione” dice “se ne attuano a fatica 25 mila, magari solo perché una gran parte di stranieri si rifiuta di farsi identificare”.
Ma la Corte costituzionale ha riconosciuto agli immigrati espulsi con motivi giustificati il diritto a opporsi di fronte al giudice, e addirittura a rientrare in Italia per farsi assistere da un avvocato e presentare ricorso. E questo nonostante un parere diverso del Consiglio di Stato. Quanto al reddito minimo, il Tar della Lombardia ha appena bocciato un’ordinanza simile del sindaco leghista di Cittadella. A opporsi era stata la Cgil; il Tar ha giudicato “abnorme lo strumento dell’ordinanza” e “sospetto di intenti discriminatori”.
Risultato: il decreto rischia di ridursi ad alcune misure tampone, come la creazione di altri dieci nuovi centri di permanenza temporanea (oggi sono 11), portandoli a uno per regione e prolungando il soggiorno da 60 giorni a 18 mesi. Misure che già esistono in Svezia e Germania, che dovrebbero consentire di completare i procedimenti di espulsione senza che un clandestino appena sbarcato, o un delinquente colto in flagranza di reato, venga rimesso in libertà condizionale da un giudice eccessivamente garantista.
Certo, i cpt la sinistra li voleva chiudere. Ma oggi a offrire una sponda al governo non sono solo sindaci di centrodestra come Gianni Alemanno e Letizia Moratti (che ha ottenuto ciò che pareva impossibile sotto Prodi, la nomina del prefetto come commissario straordinario per i rom); a reclamare il giro di vite sono amministratori del Pd come il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, e quello di Torino, Sergio Chiamparino.
Indipendentemente dal colore, i sindaci sanno che alle prossime amministrative saranno giudicati su sicurezza, criminalità e degrado; per non fare la fine di Francesco Rutelli a Roma sono ora disposti a trasformarsi in sceriffi, a condizione che lo Stato paghi i costi, individuati in 750 milioni l’anno. Ma che cosa significa fare gli sceriffi? Individuare baracche e camper abusivi, promuovere azioni di polizia e magistratura, far sgombrare i campi o trasferirli lontano dalle abitazioni, e anche cominciare a combattere vandalismi e rimuovere graffiti finora considerati da taluni simboli di creatività. Inoltre dovranno illuminare le strade a rischio e tenere d’occhio il giro degli affitti in nero ai clandestini, un filone lucroso per molti italiani.
Nel decreto troveranno quasi sicuramente posto il giro di vite sui ricongiungimenti familiari per gli immigrati, che la legge Bossi-Fini limitava ai parenti di primo grado e che il governo Prodi aveva esteso fino a cugini, cognati e congiunti. Si inizierà a sperimentare la banca dati del dna per evitare ricongiungimenti fasulli: una misura attuata due anni fa in Francia da Nicolas Sarkozy, allora ministro dell’Interno, e che fu tra le cause della rivolta dei sans-papiers nelle periferie di Parigi e Lione. Infine c’è il capitolo spinosissimo degli ingressi dai paesi, Romania e Bulgaria in testa, appena entrati nell’Unione Europea. Nessuno dei due aderisce ancora al trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone, ma qualche malintenzionato può entrare attraverso la Francia o l’Austria. L’Italia vuol chiedere una ridefinizione del trattato stesso, concepito quando l’Ue era costituita dal nucleo storico di 12 paesi senza problemi di criminalità clandestina.

Un’operazione delicata (la Romania sta da tempo protestando contro l’Italia) che Berlusconi affiderà alle capacità di mediazione del ministro degli Esteri, Franco Frattini. Ma che soprattutto il premier vuole gestire anche personalmente, grazie al rapporto diretto con Sarkozy e con il primo ministro spagnolo José Rodriguez Zapatero. La Francia assumerà a giugno la guida dell’Ue, e Sarkò è alle prese con gli stessi problemi di sicurezza. Anche per questo l’Italia ha scambiato con la Francia le deleghe del proprio commissario cedendo a Jacques Barrot la Giustizia.
Quanto a Zapatero (il cui vicepremier Maria Teresa Fernandez de la Vega venerdì ha criticato duramente la nuova politica italiana sull’immigrazione: “Il governo spagnolo rifiuta la violenza, il razzismo e la xenofobia, e pertanto non puo’ approvare quanto sta succedendo in Italia”), il suo governo, a lungo icona della sinistra, riesce a espellere il 90 per cento dei clandestini, oltre controllare le coste attraverso satelliti e forze armate. Grazie anche ai fondi, in gran parte europei, che garantisce al Marocco. Sarà alla fine proprio quest’ultima la strada da seguire con Romania e Bulgaria? “Penso di sì, ne ho parlato con Berlusconi” dice Ghedini. Il premier, in qualche modo, conferma: “È importante capovolgere l’immagine che diamo all’esterno. Basta con il Paese colabrodo, l’ideale per potenziali delinquenti. Dobbiamo tornare a essere, e anche ad apparire, uno Stato nel quale chi viola la legge viene punito”. Speriamo.
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- Venerdì 16 Maggio 2008
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Commenti
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Il 17 Maggio 2008 alle 8:24 suomi ha scritto:
E’ ora che il governo si dia una mossa, senza preoccuparsi della Spagna, della Romania o di qualche altro stato europeo che metta il naso nella difficilissima situazione italiana. L’immigrazione irregolare è un’occupazione indesiderata e pericolosa del territorio, che lo stato italiano deve difendere a tutti i costi. Personalmente penso che la Spagna tema di essere invasa dai ROM e dai Romeni, buoni e cattivi tutti messi insieme, e che la Romania non auspichi il loro ritorno, se l’Italia respingerà questa gente alle frontiere. Visto che la patata bollente è in mano nostra, cerchiamo di liberarci una volta per tutte di chi non possiamo permetterci il lusso di mantenere. Per quanto riguarda i “consigli” del Vaticano possiamo proporre uno scambio: i nostri irregolari contro le guardie svizzere e vediamo quale sarà la risposta.
Il 17 Maggio 2008 alle 11:48 myass ha scritto:
Vorrei solo ricordare al Governo e alle istituzioni locali di non dimenticare i piccoli centri della provincia. Tutti i delinquenti che cacciate dalle grandi città si stanno rifuggiando nelle piccole cittadine. Così facendo da quando a Napoli sono iniziati gli sgomberi nei paesini dell’interlan Salernitano si sono moltiplicati i furti in appartamenti. Qui abbiamo una caserma dei carabinieri ma con quattro gatti per lo più impelagati in questioni amministrative. Per vedere una pattuglia di giorno dobbiamo pregare figuriamoci la notte.
NON CI ABBANDONATE
Il 17 Maggio 2008 alle 12:28 cecilia8 ha scritto:
concordo pienamente su quanto scrive suomi, in più vorrei dire che non è solo questione di clandestini, in Italia c’è stato il trasferimento in massa di un popolo, i rumeni, questi non sono clandestini, sono europei ma a mio avviso il nostro paese non ha la capacità ricettiva sufficiente, penso all’assistenza sanitaria, alle scuole a tutti i servizi in genere.
Per non parlare poi della delinquenza aumentata in modo esponenziale.
E’ naturale che gli altri paesi europei ci condannino, il loro timore è che i rumeni e gli extracomunitari cambino rotta. Mi chiedo, tutti conoscono il periodo di crisi economica e sociale che sta attraversando l’Italia, perchè vengono tutti qua?Starebbero meglioin Germania, Nord Europa, Austria . La risposta è ovvia, qui si può fare ciò che si vuole. Entrare in una casa picchiare la gente per rubare è considerato microcriminalità. Ho sentito uno straniero alla trasmissione di annozero che diceva di essere costretto a rubare perchè non trova lavoro e lo stato italiano non lo aiuta… Non c’è bisogno di commento.Il problema comunque non riguarda solo le grandi città, al nord riguarda tutto il territorio, siamo invasi,
spero che il governo attuale non si faccia intimorire, l’unico modo per farsi invece rispettare dal resto dell’Europa è dimostrare che qui le leggi vanno rispettate e che lo stato difende i suoi cittadini.
Il 17 Maggio 2008 alle 17:04 fercas ha scritto:
Speriamo che i provvedimenti siano efficaci nel senso che debbono tendere all’espulsione di chi delinque e di chi, senza dimora e senza lavoro è un delinquente potenziale. A proposito della Spagna, capisco che l’Italia con le politiche fatte sin’ora è diventata lo zerbino dell’Europa, ma non è male ricordare agli spagnoli che sono stati dei colonnizzatori e che, per le nefandezze perpetrate (sterminio di intere etnie, rapine e furti di oro, argento e altri metalli nobili) dovrebbero, anzichè parlare, semplicemente vergognarsi ed andare in quei paesi da loro devastati e saccheggiati a chiedere perdono ai pochi superstiti di quei popoli! Ma come mai nessuno, dico nessuno dei nostri politici glielo rammenta? Abbiamo forse bisogno di aiuti spagnoli? Domando. Cordialità.
Il 17 Maggio 2008 alle 18:29 eragon63 ha scritto:
Credo sia ora di smettere di fare gli ipocriti buonisti e di applicare le leggi che già ci sono,eventualmente modificarle, snellendole, garantendo così la sicurezza quotidiana di tutti quelli che non hanno altra colpa che quella di essere onesti e pagare le tasse. Italiani e non.Per quanto riguarda l’affermazione che vuole che in questo paese ci sia una penuria di istituti di pena, mi permetto di ricordare le non poche strutture carcerarie e non che negli anni scorsi si era cominciato a costruire per poi abbandonare al solito degrado. Benissimo riadattiamole ed utilizziamole, costa sicuramente meno che riprogettarle ex novo e sicuramente si rendono disponibili in tempi minori.
Il 17 Maggio 2008 alle 20:47 suomi ha scritto:
La gente ha votato per una pulizia totale ed una scomparsa generalizzata degli immigrati irregolari (almeno quelli), che non lasci spazio a nessuno, che sia un furbo evasore fiscale o un delinquente comune. Maroni aveva affermato che non ci sarebbero state “sanatorie”. E non dovranno esserci pertanto nè sanatorie di diritto, nè di fatto, e cioè trattamenti con “particolare riguardo a certe categorie “socialmente utili”. Quando si è irregolari, quando si beneficia dell’assistenza pubblica, quando si è evasori, non ci si puo’ aggrappare a nulla. Si prende la valigia e si parte. Non vogliamo avere badanti “sulla carta” e prostitute di fatto nelle strade. Lo stesso dicasi per le colf: chi le assume in Italia sa benissimo che non ne pagherà mai i contributi e le imposte, e che ne getterà il peso sociale sulle spalle degli attuali e dei futuri contribuenti. Se Maroni ha capito, bene: in caso contrario non vedo molta differenza tra lui e quelli della sinistra che lo hanno preceduto, e puo’ tornarsene a casa il più presto possibile.
Il 18 Maggio 2008 alle 0:18 linux747 ha scritto:
MARRRONI !!! …. ATTTENTO … ANKORA FISKIA IL VENTO.
Il 18 Maggio 2008 alle 9:30 vincenzod ha scritto:
ERA L’ANNO 1950*QUANDO I ROM,ENTRARONO IN FATTORIA
Era l’anno 1950* quando dei ROM, entrarono nella fiorente masseria di Terzo Cavone, sì proprio in quella che volevano creare una (discarica nucleare) una di esse chiese l’elemosina a mia madre: “ Signò mi date un po’ di lardo quanto cache n’augiello! ” Prontamente tagliò un pezzetto e glielo consegnò ricevendo insulti dall’insolente zingara, poiché ne voleva di più . So solo che di notte dall’ovile, fregarono cavalli e muli i cui zoccoli li trovarono ad Andria di Bari lì, infatti, v’era un laboratorio clandestino di macellazione conservazione di carni, soprattutto producevano mortadella alimento a bassissimo costo subito dopo la guerra. Altro, era il contributo del Sindaco di Milano Aldo Aniasi, di cui non ero d’accordo Politicamente, ma sarebbe inutile dirvi se la cosa funzionò, anche se, era una struttura dotata di tutti i servizi per diverse famiglie. In Via Emilio Bianchi, era un dormitorio talmente tormentato, che, da quel campo né uscirono morti alcuni boss assassini, di chi la colpa? Il problema sono queste“Brave persone”pie, bizzoche che, non ha niente a che vedere di essere caritatevoli o Cattolici ed ospitali!
Credo che la comunità abbia bisogno d’immediate regole, i problemi reali, chi vuole diventare eroe per farsi violentare? Mai visto una ragazza accettare passivamente sevizie o non essere padroni della propria cantina, box, anzi se passa la polizia ci andrebbe in galera da innocente, poiché piena di refurtiva e droga! Il resto in archivio in un fiume d’inchiostro o in un hard disc di miliardi di Gb!
Ditemi quanti di questi articoli sono stati concretizzati? inoltre, parla di cittadini e non delinquenti, terroristi e disubbidienti! PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 1.L’ITALIA È UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA, FONDATA SUL LAVORO.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2.La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3.Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4.La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
*Quel dì caddi da sopra il mio cane spinone – maremmano, mi portarono a Scanzano Jonico per darmi due punti da un medico peggio di un cane, infatti, porto ancora la cicatrice sul labbro inferiore!enzoaliasilcontadino@alice.itVINCENZO ALIAS IL CONTADINO Matera
Il 18 Maggio 2008 alle 12:45 lapolide ha scritto:
Padova, 18 maggio 008
‘ O fetuso ‘e Bassolino e la Sicurezza.
Caro Roberto Maroni, ministro dell’Interno, lo so bene che non hai bisogno di alcuna difesa. Tu sei della Lega ( di acciaio !) ed inserito per diritto e capacità, nel posto assegnatoti dal Governo PdL. Sei Ministro dell’Interno.
Ma lasciami dire alcune cose in aggiunta a quelle da me già pronunciate in altro articolo sulla Sicurezza di alcuni giorni addietro e prima che mercoledì 21 c.m. lo stesso Governo del PdL con armi e bagagli si sposti a Napoli, Città (in parte anche mia, dove nacque mio Padre, Ufficiale di Marina, caduto in guerra nel lontano ‘41 ) che “ chiagne e fotte ”. Con l’Alto Patrocinio della Camorra e di Cosa Nostra.
Ma anche la Città del NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile” !). Si indica così un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno effetti negativi sui territori in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, depositi di sostanze pericolose, centrali elettriche e simili.
L’atteggiamento consiste nel riconoscere come necessari, o comunque possibili, gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, nel non volerli nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sull’ambiente locale.
Capita l’antifona, Roberto Maroni ? Ora parlo del “Pacchetto Sicurezza” che tu proporrai per l’approvazione. Lascia perdere quei “diktat ” pronunciati al vento dal Komunista Presidente, il quale si intromette dove non dovrebbe, come ripetè mille volte nell’era dei Sinistri alle sollecitazioni della Destra (allora all’opposizione), con tracotanza >. Ma mò che i “falce martellati” non ci sono più, allora… “ Puote ! ”. A Presidè….ch’a nisciuno è ffes…
Non dar retta a Lui, ministro Roberto Maroni: introduci nel pacchetto Sicurezza, senza se e senza ma, il “ Reato di espulsione per gli immigrati Clandestini “; non farti influenzare da “ nisciuno “, non dar retta alle ”Ragioni di Stato”. Il Popolo tutto è con te. Non dimenticarlo “ MAI “.
Poi leggiti, se vorrai, l’articolo qui sotto riportato, estratto da il Giornale e scritto da V. Macioce. Secondo me è stato postato “ad Hoc” Grazie se mi leggerai. Il resto che senti dire è….fuffa, soltanto fuffa ideologica pertitika. Edoardo Argentino, Italiano verace.
“ Così sparisce solo a munnezza e Bassolino “.
È lì, non fa nulla e non si vergogna di nulla. Non solo non se ne va, ma butta in faccia ai suoi sudditi secoli di arroganza. Il governatore Bassolino ha deciso di affrontare la munnezza con un’antica massima napoletana: “futtetinne”. L’importante è che la puzza non arrivi fino a casa sua. La città, e tutta la vecchia Campania felix, sprofonda nei sacchetti neri, nel letamaio dei rifiuti, barattoli, pezzi di pomodoro, carni mezze putrefatte, bottiglie, marciume vario, elettrodomestici arrugginiti, liquami, torri di avanzi che sembrano la rivisitazione in chiave situazionista degli incubi di Francisco Goya. Napoli è l’apocalisse nell’era dei discount. Il governatore guarda tutto questo e fa come quelli che nascondono la sporcizia sotto il letto o il tappeto. Lontano dagli occhi, lontano dal marcio.
Ogni volta che la gente per strada sguazza tra la munnezza, con le solite scene di rabbia, le maledizioni, lo sconforto di chi ha smesso di credere perfino a San Gennaro, Carmine Spadafora, il corrispondente da Napoli, va a vedere cosa accade a casa Bassolino. Arriva in questa strada larga e lunga, e puntualmente tira un rosario di maledizioni. Niente. Qui non c’è traccia di munnezza. I cassonetti sono vuoti, l’asfalto è una passerella, i marmi brillano, non c’è una cartuccella, un mozzicone di sigaretta, una macchia d’olio. Sembra la stazione ferroviaria di Vienna. Un miracolo napoletano. Anzi O’miracolo, con la O maiuscola. La stessa scena si ripete nel palazzo del governatore, la sede della Regione. È sempre così. Ogni volta. E ogni volta uno pubblica le due fotografie. Qui la munnezza, lì la protervia del potere. Bassolino non fa neppure finta. Il suo è un puro schiaffo alla munnezza altrui. Ricorda un vecchio film di Nanny Loi. Un poveraccio chiede un avanzo di cibo davanti al ristorante: «Non mangio da tre giorni». E l’altro, satollo, con la camicia bianca, e la cinta dei pantaloni stracciata, che replica: «Beato te, io mo’ schiatto».
edoardo.argentino
Il 18 Maggio 2008 alle 16:04 vincenzod ha scritto:
TACCIATI PER NAZISTI E FASCISTI MA MEGLIO SCHIAVISTI?
DALLO ZOCCOLO DURO DEI FORUN KOMPAGNUZZI “BEDDA CIAO ” CI RIPROVA..
Quante volte hanno parlato di un banco dato del DNA? Possibile che si parla troppo e non si faccia mai niente? Oggi, come da 38 anni ho donato il sangue 400 gr, più altri flaconi per testi: documenti sparsi qua e là! Secondo voi non ci sono dati e DNA di tutti i donatori? Che male ci sia,se una persona è onesta? Io vengo taglieggiato dallo Stato (con la confisca dalla mia pensione) a favore di un BRUTOS, secondo voi e la privacy va farsi friggere, se io ho lavorato appena 43 anni e questi zero.(!) Questi bigotti, spavaldi e Giudici che non pagano mai, avranno pensato di accertare tramite GDF i redditi del beneficiato? GIUSTIZIA è fare le cose giuste e non sempre la Legge lo sia, altrimenti non si usano strumenti per modificarlo o cancellarlo: il logo della bilancia richiama qualcosa o no? Osservate i dati e riflettete. http://www.ilgiornale.it/a.pic.....?ID=262346
Morti, stupri e altri reati vi sembra che la Democrazia ne beneficia la criminalità o no? Ciao enzoaliasilcontadino@alice.it
http://www.ilgiornale.it/a.pic.....?ID=262346
Romeni sono al primo posto (il 15,4% del totale degli stranieri denunciati per questo reato), seguiti dagli albanesi (11,9%) e dai marocchini (9,1%). Anche per le violenze sessuali i romeni sono in testa (rappresentano il 16,2% del totale degli stranieri denunciati per questo reato), seguiti dai marocchini (15,9%) e dai croati (13,9%). Per le rapine in casa, ancora romeni al comando (19,8%), seguiti da albanesi (13,8%) e marocchini (8,7%). Per gli scippi, i marocchini sono al primo posto (20,6%), seguiti da romeni (19,3%) e albanesi (6%). Per quanto riguarda i furti d’auto, i romeni tornano in testa (29,8%), seguiti da marocchini (13,2%) e albanesi (8,8%). Per le estorsioni, infine, ancora romeni primi (15%), seguiti da albanesi (11,2%) e marocchini (10,7%).
Il 19 Maggio 2008 alle 0:49 cuorepensante ha scritto:
Immigrazione, globalizzazione, ordine pubblico.
Anche la nostra penisola è diventata da qualche anno la meta di tanti abitanti di questo pianeta che hanno avuto la sventura di nascere in luoghi meno fortunati e/o con un colore di pelle diverso dal nostro.
Sono le conseguenze di una informazione non sempre corretta, che viaggia veloce coi moderni mezzi di comunicazione, e di aspirazioni alimentate da una cultura consumistica voluta da quella parte di pianeta dove le lobby ed il business imperano senza tregua e senza scrupoli.
Si è così venuto a creare un nuovo fenomeno di schiavitù e di tratta di esseri umani che pensavamo di aver ormai definitamene rilegato nei libri di storia.
Si sono create le condizioni per generare un conflitto di razze e caste sociali, che ha pericolosamente superato il già presente antagonismo tra nord e sud, tra terroni e polentoni, tra i più evoluti e i meno civili, tra i benestanti e i poveri che nel nostro Paese ha tenuto banco per alcuni decenni, senza mai degenerare in un odio da caccia all’intruso e da ronde armate fai da te.
Lo sbarco dei clandestini che pericolosamente inseguono un sogno di benessere, le tante belle e giovani ragazze costrette a vendere il proprio corpo, i bambini sfruttati e i delinquenti feroci, sono uno spettacolo che, soltanto alcuni decenni fa, non avremmo mai immaginato di vedere nella nostra terra. Quello che già era successo in Germania, in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, pensavamo fosse un fenomeno esclusivamente loro, che non potesse mai ripetersi in un’Italia che agli stranieri offriva prevalentemente arte, storia, sole, moda e gastronomia. Ed invece, eccoci ad affrontare quella che è una vera emergenza con soluzioni non facili e non sempre praticabili senza violare le leggi internazionali e offendere la nostra cultura cattolica.
Che fare allora?
Far prevalere lo spirito della solidarietà ed aiutare questi poveri disgraziati ad integrarsi nella nostra società o fare la conta e rimandare indiscriminatamente indietro, verso un destino tragicamente incerto, tutti quelli in esubero rispetto alle nostre esigenze di interessata accoglienza?
I nostri governanti non hanno idee univoche sul da farsi e agiscono, il più delle volte, per soddisfare esigenze propagandistiche piuttosto che per approntare soluzioni efficaci e condivisibili.
I nostri sociologi si dividono fra favorevoli e critici. I primi vedono nel fenomeno una garanzia per mantenere bassa l’età media di una società che tende sempre più ad invecchiare e ad avere sempre meno forza-lavoro, soprattutto per tutte quelle attività faticose, umili o particolarmente usuranti. Quelli contrari profetizzano pericolosi e definitivi sconvolgimenti etnici che causeranno perdita di identità e traumi sociali gravi nel nostro popolo ed auspicano un incremento delle nascite, magari convincendo gli Italiani, con incentivi economici ed altro, ad accoppiarsi più frequentemente e più proficuamente tra di loro.
Non pretendiamo di avere la ricetta magica per curare il fenomeno e quindi rimandiamo ai commenti di chi ci leggerà per la ricerca di un’equilibrata analisi e di soluzioni praticabili.
Certo è, che non dobbiamo venire meno ai nostri principi di cristiani e non possiamo trincerarci dietro una pur giustificabile difesa della nostra identità e sicurezza per nascondere egoismi ed intolleranze inaccettabili. Ricordiamoci che quei disgraziati scappano dalla miseria, dalle guerre, dalle epidemie, dalle persecuzioni e se non riusciamo a capire il dramma di quelle situazioni è semplicemente perché siamo stati più fortunati di loro.
Ai politici degni di una statura internazionale, spetta il compito di trovare soluzioni di pace, stabilità e sviluppo nei Paesi di origine di quei disgraziati.
Ai responsabili dell’ordine pubblico, auguriamo di combattere energicamente la delinquenza importata, senza però cadere nel pericoloso equivoco di considerare perseguibile e maltrattabile ogni immigrato. Fra di loro ci sono tanti uomini e donne che hanno dignità, cultura e voglia di migliorarsi: questi vanno rispettati, sono essere umani come noi anche se parlano un’altra lingua o hanno un colore di pelle diverso dal nostro.
CuorePensante
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