- Tags: Milano, Ministero-dellInterno, Napoli, nomadi, Polizia, prefetto, QUirinale, Roberto Maroni, rom, Roma, sicurezza
- Un commento

Dopo averne parlato con l’omologo rumeno e dopo aver ricevuto il cauto assenso del Quirinale, il ministro dell’Interno Roberto Maroni affronta il tema sicurezza ed espone il suo piano. Nel suo intervento, alla celebrazione del 156.mo anniversario della polizia di Stato, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del premier Silvio Berlusconi e delle più alte cariche civili e militari della Repubblica, il titolare del Viminale ha detto: “Nel chiedere la fiducia al Parlamento, il presidente del Consiglio dei ministri ha ricordato che non si tratta di cavalcare la paura, ma di liberare dalla paura i cittadini e in particolare le donne e gli anziani”.
Paura che, se alimentata e non contrastata, può degenerare in forme di intolleranza e violenza. E allora: “È il momento di intervenire con fermezza per evitare che la rabbia prevalga sulle regole della convivenza civile e che si possano ripetere episodi di ingiustificabile violenza come quelli che si sono purtroppo verificati a Napoli a seguito dell’orribile tentativo di rapimento di una neonata”. Ha poi aggiunto il ministro dell’Interno. “È nostra intenzione gestire, con ordine e rigore, le migrazioni interne ed esterne all’Unione europea per garantire la pacifica convivenza, di oggi e domani, di tutti i popoli”.
E ancora: “Sul tema della sicurezza il Paese pretende risposte immediate ed efficaci, e chiede a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, di collaborare per la soluzione dei problemi che affliggono le nostre comunità”. In proposito, Maroni, rivolto al presidente della Repubblica, ha citato un intervento che lo stesso Napolitano fece quando era ministro dell’Interno, in cui auspicò “un convergere di obiettivi di comune generale interesse”. “Da parte mia” ha proseguito il ministro “ho provveduto da subito ad avviare un utile confronto su questi temi con i rappresentanti del mondo delle autonomie e delle parti sociali per raccogliere suggerimenti e proposte al fine di migliorare il pacchetto sicurezza che il ministero sta predisponendo”. Ora, ha sottolineato “è il momento della sintesi dell’adozione, da parte del governo, di provvedimenti che contribuiranno a contrastare quel senso di sfiducia nelle istituzioni derivato dall’incapacità delle istituzioni stesse di dare risposte convincenti all’ansia di sicurezza che ha preso tanti cittadini”.
L’obiettivo del Governo è quello di “rafforzare l’apparato di contrasto ad ogni forma di criminalità”. Lotta dura, dunque, sia alla criminalità organizzata che a quelle forme “che si manifestano con grande aggressività e destano crescente allarme sociale, quali le rapine in appartamento, le violenze alle donne ed alle persone anziane”. I cittadini, sostiene Maroni, “chiedono al Governo prevenzione del crimine attraverso il controllo del territorio”, un obiettivo che il Governo ritiene di poter raggiungere “attraverso un maggior coinvolgimento del mondo delle autonomie, che possono svolgere un ruolo importante al fianco delle forze dell’ordine, utilizzando, per esempio, i nuovi strumenti previsti nel pacchetto sicurezza”.
Il VIDEO servizio:
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Commenti
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Il 18 Maggio 2008 alle 17:41 lapolide ha scritto:
Padova, 18 maggio 008
‘ O fetuso ‘e Bassolino e la Sicurezza.
Caro Roberto Maroni, ministro dell’Interno, lo so bene che non hai bisogno di alcuna difesa. Tu sei della Lega ( di acciaio !) ed inserito per diritto e capacità, nel posto assegnatoti dal Governo PdL. Sei Ministro dell’Interno.
Ma lasciami dire alcune cose in aggiunta a quelle da me già pronunciate in altro articolo sulla Sicurezza di alcuni giorni addietro e prima che mercoledì 21 c.m. lo stesso Governo del PdL con armi e bagagli si sposti a Napoli, Città (in parte anche mia, dove nacque mio Padre, Ufficiale di Marina, caduto in guerra nel lontano ‘41 ) che “ chiagne e fotte ”. Con l’Alto Patrocinio della Camorra e di Cosa Nostra.
Ma anche la Città del NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile” !). Si indica così un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno effetti negativi sui territori in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione, sviluppi insediativi o industriali, termovalorizzatori, discariche, depositi di sostanze pericolose, centrali elettriche e simili.
L’atteggiamento consiste nel riconoscere come necessari, o comunque possibili, gli oggetti del contendere ma, contemporaneamente, nel non volerli nel proprio territorio a causa delle eventuali controindicazioni sull’ambiente locale.
Capita l’antifona, Roberto Maroni ? Ora parlo del “Pacchetto Sicurezza” che tu proporrai per l’approvazione. Lascia perdere quei “diktat ” pronunciati al vento dal Komunista Presidente, il quale si intromette dove non dovrebbe, come ripetè mille volte nell’era dei Sinistri alle sollecitazioni della Destra (allora all’opposizione), con tracotanza >. Ma mò che i “falce martellati” non ci sono più, allora… “ Puote ! ”. A Presidè….ch’a nisciuno è ffes…
Non dar retta a Lui, ministro Roberto Maroni: introduci nel pacchetto Sicurezza, senza se e senza ma, il “ Reato di espulsione per gli immigrati Clandestini “; non farti influenzare da “ nisciuno “, non dar retta alle ”Ragioni di Stato”. Il Popolo tutto è con te. Non dimenticarlo “ MAI “.
Poi leggiti, se vorrai, l’articolo qui sotto riportato, estratto da il Giornale e scritto da V. Macioce. Secondo me è stato postato “ad Hoc” Grazie se mi leggerai. Il resto che senti dire è….fuffa, soltanto fuffa ideologica pertitika. Edoardo Argentino, Italiano verace.
“ Così sparisce solo a munnezza e Bassolino “.
È lì, non fa nulla e non si vergogna di nulla. Non solo non se ne va, ma butta in faccia ai suoi sudditi secoli di arroganza. Il governatore Bassolino ha deciso di affrontare la munnezza con un’antica massima napoletana: “futtetinne”. L’importante è che la puzza non arrivi fino a casa sua. La città, e tutta la vecchia Campania felix, sprofonda nei sacchetti neri, nel letamaio dei rifiuti, barattoli, pezzi di pomodoro, carni mezze putrefatte, bottiglie, marciume vario, elettrodomestici arrugginiti, liquami, torri di avanzi che sembrano la rivisitazione in chiave situazionista degli incubi di Francisco Goya. Napoli è l’apocalisse nell’era dei discount. Il governatore guarda tutto questo e fa come quelli che nascondono la sporcizia sotto il letto o il tappeto. Lontano dagli occhi, lontano dal marcio.
Ogni volta che la gente per strada sguazza tra la munnezza, con le solite scene di rabbia, le maledizioni, lo sconforto di chi ha smesso di credere perfino a San Gennaro, Carmine Spadafora, il corrispondente da Napoli, va a vedere cosa accade a casa Bassolino. Arriva in questa strada larga e lunga, e puntualmente tira un rosario di maledizioni. Niente. Qui non c’è traccia di munnezza. I cassonetti sono vuoti, l’asfalto è una passerella, i marmi brillano, non c’è una cartuccella, un mozzicone di sigaretta, una macchia d’olio. Sembra la stazione ferroviaria di Vienna. Un miracolo napoletano. Anzi O’miracolo, con la O maiuscola. La stessa scena si ripete nel palazzo del governatore, la sede della Regione. È sempre così. Ogni volta. E ogni volta uno pubblica le due fotografie. Qui la munnezza, lì la protervia del potere. Bassolino non fa neppure finta. Il suo è un puro schiaffo alla munnezza altrui. Ricorda un vecchio film di Nanny Loi. Un poveraccio chiede un avanzo di cibo davanti al ristorante: «Non mangio da tre giorni». E l’altro, satollo, con la camicia bianca, e la cinta dei pantaloni stracciata, che replica: «Beato te, io mo’ schiatto».
Lapolide - V. Macioce.
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