Le donne in piazza per la legge sull’aborto
Contro Pannella, contro i radicali, contro “le frange femministe fuori dalla storia”. A urne chiuse e a governo insediato, Famiglia Cristiana continua a far discutere. E dopo aver bacchettato, nei mesi scorsi, tutto l’arco costituzionale, da Veltroni a Berlusconi passando perfino per gli ex diccì Casini e Mastella, ora lancia l’ultimo disperato appello per la modifica della legge 194, ormai divenuta secondo l’editoriale del suo direttore, “un mito intoccabile”.
”Oggi” sostiene il settimanale paolino “non è più sufficiente proporre una migliore applicazione senza toccare nulla dal punto di vista legislativo. Tutti ormai, se si escludono frange femministe fuori dalla storia, Pannella e la solita rumorosa pattuglia radicale (sempre più esigua), hanno abbandonato la vecchia formula che l’aborto è ‘questione di coscienza’, affare privato che non attiene alla sfera del bene comune”. L’obiettivo è quindi immediato e chiaro: cambiare la legge per evitare “l’inverno demografico”.
Di qui, l’appello del settimanale che fa proprio il pensiero di Benedetto XVI: ”La mancanza di lavoro sicuro, legislazioni spesso carenti in materia di maternità, l’impossibilità di assicurare un sostentamento adeguato ai figli sono alcuni degli impedimenti che sembrano soffocare l’esigenza dell’amore fecondo”.
Parole che troveranno orecchie sensibili, trasversali a tutto l’emiciclo politico, dalla teodem Paola Binetti al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi. Proprio quest’ultimo, nei giorni scorsi, si era infatti detto contrario alla modifica delle linee guida alla legge voluta dal precedente ministro della Sanità Livia Turco.
- Martedì 20 Maggio 2008
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Commenti
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Il 20 Maggio 2008 alle 21:30 vincenzo.m. ha scritto:
L’EVOLUTA ITALIA.
Per evitare l’inverno demografico è strategico allearsi per imporre al popolo italiano l’abolizione della legge 194. Considerando l’intento , sarebbe opportuno allargare l’abolizione anche al divieto dell’uso dei contraccettivi. Abolizione fondamentale per evitare l’”inverno demografico”.Per esempio si renderebbe necessario agire affinchè nessuno ( degli italiani ) potesse accedere ai siti per i quali si può essere edotti su farmaci del tipo dell’”implanon”. Inaccettabile; un componente farmacologico che liberasse la donna del ”periodo” mensile. Poco importa se il resto del mondo incrementa le proprie conoscenze, poco importa se svilupperà la scienza per rispondere a tutte le domande che ogni uomo, italiani esclusi, si sono sempre posti. La vera crescita dell’individuo è nel rifiuto ad una scelta ponderata, matura e condivisa: non scegliere ma subire il fato senza porre confini alla scelta responsabile. Il resto del mondo viaggia verso una maturazione dell’indipendenza femminile, non certo priva di rischi, forse cosparsa di errori che per l’universo femminile si riveleranno conti da pagare ma nel viaggio molte domande otterranno risposte. Forse per gli italiani, quelli poveri ed incolti, sarebbe opportuno evitare viaggi e domande: qualcuno altro viaggia e fornisce risposte per loro.
Non serve una Italia che cerca di evolversi , gli italiani si conoscono, sanno chi sono.
“Fino a quando gli uomini morranno”?.
“Fino a che le donne partoriscono”.
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