La questione rom a Strasburgo: “Ma l’Italia non è sotto accusa”

Momenti di tensione nel campo rom di via Argine a Napoli

La situazione dei rom in Italia e in Europa sarà al centro del dibattito dell’Europarlamento che si terrà oggi a Strasburgo. Le immagini del roghi dei campi rom hanno fatto il giro del mondo, hanno suscitato le reazioni della Commissione Europea e non potevano certo mancare quelle del Parlamento.
A chiedere il dibattito è stato il gruppo del Pse, mentre il Ppe, invano, ha chiesto di riservare il dibattito alla commissione parlamentare per le libertà pubbliche. I rom sono la minoranza più numerosa in Europa e per la maggior parte, vive in condizioni povertà e di esclusione sociale. E la Commissione insiste perchè in Italia come in Europa, si approfitti degli aiuti a disposizione per combattere la loro esclusione.
Nel Gruppo socialista, non c’è nessun intento “di fare del dibattito odierno un’occasione per mettere sotto accusa il Governo Berlusconi”. Ad assicurarlo è il presidente del gruppo Martin Schulz nel corso di una “cordiale telefonata” con il ministro degli esteri Franco Frattini. Il titolare della Farnesina, da parte sua, ha sottolineato l’importanza che la “Commissione Europea ponga a disposizione dei Paesi interessati, e quindi anche dell’Italia, fondi sufficienti per affrontare efficacemente la situazione di degrado e di abbandono in cui vivono da lunghi anni molte comunità Rom”.
Intanto il governo continua a lavorare sul decreto sicurezza che sarà presentato mercoledì in Consiglio dei ministri. Ieri il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha confermato di essere favorevole alla previsione del reato di immigrazione clandestina ed ha annunciato che le misure del pacchetto sicurezza che verranno inserite in un disegno di legge saranno comunque approvate entro la fine di luglio perché il Governo intende chiedere una corsia preferenziale in Parlamento.
E nel dibattito sul decreto sicurezza intervengono anche i vescovi. “L’errore maggiore sarebbe buttarla, per l’ennesima volta, in politica”, è il monito che il Servizio Informazione Religiosa della Chiesa Italiana al Governo e all’opposizione che sembrano dividersi sul tema della sicurezza. “Una questione vera” spiega l’agenzia stampa della Cei “per l’Italia come per molti Paesi europei”, e che così “rischia di diventare un affare ideologico, l’alibi per schiamazzi e contrapposizioni, per eludere, anziché risolvere i problemi”.

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