Sedici anni fa, il “barbaro agguato di Capaci”, in cui furono uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta, segnò “un terribile attacco alle istituzioni dello Stato” da parte della mafia. Al quale però lo Stato “seppe reagire adeguatamente” nel segno dell’unità. “L’impegno e la partecipazione di allora non possono subire flessioni”, è il richiamo che oggi rilancia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato a Maria Falcone nell’anniversario della strage di Capaci. “Non è consentito ridurre il livello di attenzione rispetto” alla mafia, scrive Napolitano, “un fenomeno pervasivo, pronto ad attuare le strategie più sofisticate per insinuarsi nella società minandone la vita democratica, la coesione e il progresso”. “In questo momento - sottolinea - ogni deciso sviluppo nell’azione di contrasto da parte dei pubblici poteri va salutato e valorizzato”.
Berlusconi: “Importante ricordare la sua lotta”
“La ricorrenza dell’eccidio di Capaci è un momento di memore riflessione sul sacrificio del giudice Falcone, della signora Francesca e della scorta”. Lo scrive il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio alla sorella del giudice ucciso dalla mafia. “L’importanza della lotta del giudice Falcone contro la mafia e la crimininalità organizzata, per la riaffermazione dei valori fondanti della Costituzione” aggiunge il capo del governo “è testimoniata dal progetto di educazione alla legalità che la Fondazione (intitolata a Giovanni e Francesca Falcone, ndr) ha promosso nelle scuole per sensibilizzare i giovani su temi essenziali per la crescita della società civile italiana”.
Fini: “Grande italiano servitore dello Stato”
“Quello di Giovanni Falcone” scrive in un messaggio il presidente della Camera Gianfranco Fini “è l’esempio di un grande italiano e di un luminoso servitore dello Stato. Il suo sacrificio ci ricorda che, dove non c’è Stato, e dello Stato inteso innanzi tutto come valore interiorizzato, non ci sono né civiltà né libertà. Ci sono solo la tirannia della mafia, la dissoluzione dei vincoli sociali, il regno della paura, la cultura della morte”.
Alfano: “Nel ‘92 mi vergognai di essere siciliano”
“Il 23 maggio del ‘92 ero a Milano” racconta il ministro della Giustizia Angelino Alfano. “Quando seppi della strage di Capaci provai sulla mia pelle l’imbarazzo e la vergogna di essere siciliano. Sentii rabbia nei confronti di una parte del mio popolo, pur essendo consapevole che non era quello tutto il popolo siciliano. Oggi” aggiunge il ministro “sono fiero di essere ministro della Giustizia, sono fiero di essere un ministro della Giustizia siciliano e fiero di poter andare in giro per l’Italia a raccontare una nuova generazione di giovani che non ha paura della mafia”.
Il vaffa di Jovanotti…
Applausi e commozione ieri sera, al Velodromo di Palermo, durante il concerto di Jovanotti: il cantante ha infatti voluto ricordare la strage di Capaci con una sua riflessione scritta subito dopo la notizia della strage in cui era stato ucciso il giudice Giovanni Falcone. Una vera e propria invettiva contro Cosa Nostra, con un “vaffa… ai mafiosi”, mentre sul megaschermo del palco veniva proiettata l’immagine divenuta ormai famosa di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sorridenti.
I numeri della strage
Sono oltre 2600 le vittime (qui l’elenco dell’Ass. Libera, dal 1893) di guerra di mafia. È importante continuare a parlarne, come diceva Padre Pino Puglisi, ucciso nel 1993 nel quartiere Brancaccio di Palermo: “È importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che poi è qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell’uomo per soldi”.
Uno screensaver per non dimenticare
Il blog Libera Mente per la ricorrenza del 23 maggio ha creato un collage fotografico con immagini di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, della strage di Capaci, di Pio la Torre, Libero Grassi e Peppino Impastato, che si puo’ scaricare e utilizzare come screensaver o sfondo del desktop sul proprio computer.
L’auspicio del blog è che ‘’si utilizzi - ogniqualvolta cade nel dimenticatoio della vita quotidiana - il sacrifico di queste persone che hanno lottato la mafia per una Sicilia, per un’Italia migliore”, affermano gli autori Walter Molino ed Angelo Vitale
- Venerdì 23 Maggio 2008
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Commenti
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Il 25 Maggio 2008 alle 19:51 Capaci, 16 anni dopo: guerra alla mafia, battaglia per la memoria | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] [...]
Il 7 Settembre 2008 alle 1:26 noirpink _ modello pandemonium ha scritto:
Qualcuno vorrebbe rimuovere, a Comiso, il nome di La Torre. Nei giorni del 26° anniversario della strage in cui fu assassinato Dalla Chiesa. Ne parla Antonio Ingroia, sostituto procuratore a Palermo, che dice: “Contro la mafia la politica è in letargo. E non è del tutto innocente”
http://noirpink.blogspot.com/2.....o-non.html
Il 7 Settembre 2008 alle 20:57 noirpink _ modello pandemonium ha scritto:
Alemanno e il fascismo che non fu male assoluto, i genitori di Catania contro i figli anti-mafia, la Chiesa ed Eluana Englaro legata al suo letto… Ci vorrebbe un paese che balla.
http://noirpink.blogspot.com/2.....balla.html
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